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“OMISSIS 01. LA VERA STORIA DI ROSA AMATO”

(Caserta24ore) SANTA MARIA CAPUA VETERE La protagonista del libro “Omissis 01” (ed. Tra le righe) è di Santa Maria Capua Vetere: Rosa Amato ha vissuto più vite in una sola. Prima semplice studentessa di Giurisprudenza, quindi boss della camorra dopo l’omicidio del fratello rimasto senza un colpevole, infine collaboratrice di giustizia. A raccontarla è il giornalista Fabrizio Capecelatro, che lunedì 25 giugno 2018, alle ore 18, racconterà ai lettori vicende ed episodi salienti che, alla fine, hanno portato Rosa Amato a “pentirsi”. L’appuntamento è alla Libreria Spartaco, in via Martucci 18 a Santa Maria Capua Vetere (Ce). A conversare con lo scrittore saranno Maria Luisa Francica, presidente del Collegio penale di Santa Maria Capua Vetere (Ce), e la dott.ssa Mara Donesi. Ingresso libero. Il libro La vita di Rosa Amato, studentessa di giurisprudenza che voleva diventare avvocato, è cambiata in una notte. Il 19 marzo 1999 suo fratello Carlo, appena ventunenne, viene ucciso durante una rissa in discoteca, a Santa Maria Capua Vetere. I responsabili di quell’omicidio non sono mai stati individuati: nessun testimone, nemmeno i suoi amici, sono disposti a raccontare. Tutti hanno paura dei “Casalesi”. L’unica certezza, infatti, è che in quella discoteca c’era anche il figlio di Francesco Schiavone, “Sandokan”, il capo assoluto del clan dei Casalesi. La famiglia di Rosa cerca giustizia, inutilmente. E quando la giustizia latita, resta spazio solo per la rassegnazione. O per la vendetta. È così che gli Amato decidono di giocare sullo stesso terreno. Con l’obiettivo di contrastare una delle più potenti organizzazioni criminali del mondo nasce il clan Amato. E da quel momento Rosa diventa una camorrista. L’organizzazione cresce, diventa sempre più forte e temuta. Ma nel 2009 scattano gli arresti: prima il padre, poi Rosa e sua madre. Trasferita da un carcere all’altro, allontanata dalla figlia di pochi anni, Rosa rivede con dolore e lucidità la sua storia e le sue scelte. E alla fine decide di collaborare con la giustizia. Quella di Rosa Amato è una storia di omertà. Dell’omertà che uccide più delle pistole. È una storia di violenza, di inutile violenza. Di una violenza che ha generato soltanto altra violenza. È una storia che dimostra come la criminalità organizzata possa entrare, da un momento all’altro, nella vita di ciascuno e cambiarla, fino a distruggerla. Lo scrittore in carta e ossa Nato e cresciuto a Milano, Fabrizio Capecelatro è napoletano di origini e “di spirito”. Giornalista, attualmente lavora per il quotidiano online «NanoPress.it» e cura la rubrica “La mafia è Donna” sul magazine femminile «PourFemme.it». È autore dei libri “Lo Spallone – Io, Ciro Mazzarella, re del contrabbando“ (Mursia 2013); “Il sangue non si lava – Il clan dei casalesi raccontato da Domenico Bidognetti“ (ABEditore 2017); “Omissis 01” (ed. Tra le righe 2018). Organizza corsi di sensibilizzazione verso il fenomeno criminale presso la «Società Umanitaria» di Milano e cura la collana “Terre dei Fuochi” per «ABEditore».