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Napoli. Quartieri spagnoli ricordano Fabio De Pandi, bambino ucciso dai clan

(Caserta24ore) NAPOLI Commemorazioni ipocrite se poi favoriamo illegalità quotidiane e non riportiamo i pullman notturni nel rione Traiano dove fu ucciso. “Questa mattina ho partecipato, con enormi emozione e piacere, alla posa della targa in ricordo di Fabio De Pandi, piccola vittima innocente della camorra, all’esterno della sala “Atelier creativo” dell’istituto comprensivo Baracca Vittorio Emanuele II, nei Quartieri spagnoli, ma, alla presenza dei genitori e dell’amico del cuore ormai cresciuto, ho ribadito che è inutile ricordare le vittime della criminalità se poi non si abbandonano quelle piccole e grandi illegalità che si commettono ogni giorno, nella vita quotidiana”.
Lo ha detto il consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli, aggiungendo che “celebrare le vittime della camorra e poi continuare a tollerare e pagare i parcheggiatori abusivi, a comprare merce falsificata o rubata e a favorire altre illegalità è quanto meno ipocrita e offende la memoria delle stesse vittime”.

Fabio De Pandi fu ucciso il 21 luglio 1991 a Soccavo quando aveva appena 11 anni. Stava per salire nell’auto, insieme al resto della sua famiglia, dopo aver trascorso qualche ora a casa di amici, quando fu colpito da uno dei proiettili sparati dagli affiliati ai clan in lotta per il controllo del quartiere. L’uomo arrestato per il suo omicidio s’è poi suicidato nel carcere di Parma.
“Il ricordo di Fabio De Pandi, ucciso nel rione Traiano, nei Quartieri spagnoli mette insieme due zone di Napoli dove, purtroppo, è molto forte e sentita la presenza della camorra e della criminalità in genere e quindi serve ancor di più quella rivoluzione culturale che deve coinvolgere tutti e che le Istituzioni devono favorire” ha aggiunto Borrelli per il quale “per ricordare degnamente Fabio bisogna anche fare in modo che i pullman possano tornare a circolare liberamente nel rione Traiano, anche di notte, visto che, da mesi ormai, non possono farlo perché gli autisti rischiano continue aggressioni”.