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Settimana Seminariale dei Camilliani con la “ Populorum Progressio “.

(di Felice Previte ) ROMA Il 9 aprile a Roma, organizzato dall’Opera dei Camilliani, si svolgerà la Settimana Seminariale incentrata sulla tutela della salute anche come bene comune, attuale, relazionale e sull’individuazione di nuove piste di solidarietà, condivisione incentrata sulla Enciclica “Populorum Progressio” del Beato Papa Paolo VI. La Lettera Enciclica sviluppa “ in modo particolare quelli che lottano per liberarsi dal giogo della fame, della miseria, delle malattie endemiche, dell’ignoranza; che cercano una partecipazione più larga ai frutti della civiltà “, insomma un annuncio delle miserie umane che si sono sviluppate negli anni, in una parola valorizzazione delle qualità umane “di attenta osservazione da parte della Chiesa “ manifestata dopo il Concilio Ecumenico Vaticano Secondo, una attenta osservazione delle miserie dell’umanità, non disgiunte da quelle d’oggi che “ infestano” anche nelle famiglie . Tra i Relatori che apporteranno il proprio contributo Mons. Vincenzo Paglia, Presidente della Pontificia Accademia pro Vita, che parlerà de “La storia della povertà”, inoltre Mons. Enrico dal Covolo, Rettore della Pontificia Università Lateranense, che illustrerà “L’impegno dell’Università per una società inclusiva”- Anche Padre Alejandro Crosthwaite, decano della Facoltà di Scienze Sociali della Pontificia Università San Tommaso approfondirà “La questione sociale nel Magistero di Papa Francesco”, inoltre Donatella Di Cesare, Professore Ordinario di Filosofia Teoretica dell’Università La Sapienza, che affronterà il tema: “Per una politica dell’ospitalità”. “La Populorum progressio del Beato Paolo VI è un documento di grande attualità “ sottolinea Palma Sgreccia Preside del Camillianum e Coordinatrice del ciclo di seminari, basti pensare al passaggio in cui si sottolinea che “ il mondo è malato. Il suo male risiede meno nella dilapidazione delle risorse o nel loro accaparramento da parte di alcuni che nella mancanza di fraternità tra gli uomini e tra i popoli ”.

“Anche oggi, dopo 50 anni “, continua la Preside,” il criterio generale del bene comune, che dovrebbe guidare ogni convivenza sociale, fatica ad affermarsi e ad esercitare il suo influsso” con gravi conseguenze, mentre nel clima diffuso di rassegnazione e declino della Famiglia, la stessa non è ancora capace di vincere la generale rassegnazione della gente affinché possano riflettere . Ma si domanda : è possibile che la famiglia, fatta secondo il progetto del Dio Misericordioso, tiene in considerazione le carenze causate dal disfacimento della stessa ?
Nella lettura globale di quella cellula fondamentale del consorzio umano e civile che è la famiglia, in cui i diversi problemi educativi e generazionali incontrano nella cultura attuale variegate situazioni di conflitto, la Chiesa nel suo insieme unita a Papa Francesco, ha fermato prevalentemente la propria attenzione sulla diffusione sempre più ampia di un modello interpretativo della persona in ogni età, dall’accoglienza della vita nascente al suo declino in una sintesi più profonda ed autentica del rispetto della dignità dell’uomo.
La famiglia, bene prezioso e risorsa insostituibile in un modello sociale, sarebbe opportuno, per non dire essenziale, che conservi quei valori di solidarietà e di coesione sociale, continui a mantenere la promessa di fedeltà reciproca nei coniugi, continui a farsi carico dei propri figli, continui ad aiutare i propri genitori anziani, continui a curare i membri disabili, svantaggiati, inermi, dimenticati, ma restando pur sempre una barriera al dilagare di una cultura sterile, individualista, silenziosa, sorda . Pur in presenza di profondi cambiamenti, sotto gli occhi di tutti, la famiglia italiana a dispetto di ogni assurdità, è ancora una istituzione che “tiene”, mentre appare certo che da qualche tempo il dibattito politico sulla famiglia sembra riguardare essenzialmente eventuali pseudo interventi postici, inutili, promesse che spesso sono avvolte dal velo dell’ipocrisia .Non bastano le esteriorità se non sono seguite da concrete proposizioni quali, fra l’altro, forme migliori di assistenza sociale o quelle di considerare che il disabile percepisce, anche quello in famiglia, in media mensilmente 282,55 euro, sufficienti alla sopravvivenza per non morire ! Una vera vergogna per quegli esempi che apprendiamo dai mass media ! Ritornando al Seminario Interdisciplinare, conclude Sgreccia, “pone l’attenzione su due questioni: la disuguaglianza non è una calamità fuori dalle nostre responsabilità, ma è il risultato delle nostre scelte politiche ed economiche che dobbiamo riorientare a partire dalla tutela del bene comune; la gestione della cura della salute, che è bene comune e relazionale, può aiutare a prospettare nuove piste di solidarietà e condivisione”. Diceva Madre Teresa di Calcutta, oggi Santa, “ anche una sola goccia di acqua pulita rende più pulito il mare “ ed avendo centrato la convinzione che è possibile costruire le famiglie secondo il progetto del Dio Salvatore, è condizione essenziale per avere un mondo migliore, felice, autonomo, liberarsi dal giogo della fame, della miseria, delle malattie che si sono sviluppate negli anni, come annunciato dalla Popolorun Progressio e posta in evidenza dai Camilliani. E con le sagge parole del Santo Giovanni Poaolo II°: “ Andiamo avanti con speranza “! (( NMI,58 ) !