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Caserta. Matrimonio alla Reggia e favelas in periferia, ecco il segnale del malessere della nostra società

(gia.par.). Il ricevimento di un matrimonio privato tenutosi alla Reggia di Caserta, sta destando scalpore e polemiche in tutta Italia. Sopratutto per la foto dell’operaio a cavallo del leone in marmo.
Sorvolando sul quando, sul come e perché i dirigenti del Ministero abbiano avallato iniziative del genere, andrebbe analizzato il contesto sociologico del come una cosa del genere sia potuta accadere. Bene inteso nulla contro chi ha voluto realizzare un matrimonio così sfarzoso, ma la tendenza degli ultimi anni ad ostentare la ricchezza, talvolta anche quando non la si dispone, sta coinvolgendo tutta la società napoletana ed ha innescato ad una sorta di “mettere a coppa” (“mettersi al di sopra”.
Restando in provincia di Caserta, si era iniziato con i ricevimenti al castello di Limatola, con l’organizzazione di bus per festeggiare i 18 anni dei figli fino a Gaeta o alla Costiera e chi più ne ha, più cerca di mettersi al di sopra degli altri. Certo! Difficile mettersi al di sopra del colpaccio del ricevimento alla Reggia, ma questa tendenza cosa può indicare?

La società casertana e napoletana in generale si sta impoverendo e molti lasciano questo paese; ma pochi si stanno anche arricchendo. E’ una tendenza globale: più ricchi e più poveri. Coloro che si stanno arricchendo ostentano quello che ritengono il loro prestigio con queste e più disparate manifestazioni di ricchezza. Dall’altra parte molti giovani lasciano la Campania per l’estero: fino a 15 anni fa si andava ancora in Lombardia. Altri giovani sempre più pochi e ricchi restano con la tasca piena dei soldi dei lori familiari.
Così il povero, ricco dentro, fa le valige e se ne va in Europa e il ricco, ma povero dentro e forse per nulla saggio resta a festeggiare quello che appare come la morte della nostra società, rinchiuso coi loro familiari nelle loro ville, nei loro fortini. Restano circondati dall’enorme periferie dei nostri paesi, che assomigliano tanto alle favelas latino americane, pullulanti di stranieri cacciati dai lori paesi e dalla criminalità organizzata?!.