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Seminario di studio dei Camilliani, chi era San Camillo de Lellis ?

(Felice PREVITE) ROMA Il 15 dicembre si terrà a Roma un Seminario di Studio dal titolo “La prossimità responsabile” presso l’Aula Magna di Teologia Pastorale Sanitaria dei Camilliani, dove interverrà Mons. Vincenzo Paglia Presidente della Pontificia Accademia per la Vita, con una Lectio dal titolo “ Il crollo di noi” e dove presso la Cappella di Villa Sacra Famiglia seguirà alle ore 11,30 una Concelebrazione Eucaristica in preparazione al Santo Natale. Tutti sappiamo quanto valore viene data alla vita da parte dei Camilliani e le attività che pongono nel loro “lavoro” a beneficio della collettività e per conoscere lo spirito che anima questa Congregazione la voglio ricordare assieme alle RR Suore Figlie di San Camillo molto solerte nel campo Infermeristico in quanto Specializzate, in applicazione dei due Comandamenti della Carità : “ Ama il Signore Dio tuo, ed il prossimo tuo come te stesso” . Vi sono personaggi che hanno fatto la storia per i quali vengono ricordati solo quando se ne presenta l’occasione, ma di cui pochi ne ricordano i “cambiamenti” apportati nel mondo dell’agire in favore, appunto del prossimo, come il caso di San Camillo de Lellis nel campo della cura ed assistenza agli infermi .

Lo stesso San Camillo conosceva molto bene la ospedalizzazione per essere stato all’Ospedale San Giacomo degli Incurabili a Roma, ricoverato per un impedimento al piede destro e successivamente assunto come inserviente, per essere nominato , poi, Economo Generale e responsabile del Personale. Subito si rese conto della poca preparazione del Personale Infermieristico e della negligenza che usavano verso i ricoverati abbandonati da ogni possibile pulizia e nutrizione ed escogitò di fondare un Gruppo di persone che si dedicassero ad assistere gli infermi con quella devozione e servizio per amore di Dio. Ecco che iniziò a svolgere un servizio solidaristico e pluralistico e questo è uno dei meriti di questo Santo Patrono della Sanità Militare, sicuramente quello di ave avviato una metodologia d’insegnamento ed applicazione nell’arte del Servizio verso gli infermi e nella cura delle persone in sofferenza, non per altro si ritiene essere l’inventore della Croce Rossa, sempre presente in ogni situazione sociale . Soleva ripetere San Camillo de Lellis, dice la storia, che non bastava intelligenza scienza tecnica nell’aiuto alla sofferenza, ma la Fede, restando famosa quella frase : “Più cuore in quelle mani, fratelli, più cuore”! , ma in maniera precipua quella che alla Fede è assolutamente necessario unire le Opere e nell’era moderna questo nobile e solidaristico concetto di riconoscere la sofferenza è valutato ? La pubblica opinione è sdegnata, sgomenta, disorientata e mentre richiede misure serie che dimostrino il grado di civiltà di questo Paese che rispetta la dignità umana, non può che sottolineare una maggiore attenzione verso chi è debole ed indifeso, fondamentale esigenza di autentica umanità, richiamo dato spesso da Papa Francesco, un vero Papà di tutti .
Occorre che i mass media non siano “amplificatori” di coloro che “urlano” più forte nelle vie e nelle piazze, ma “estensori” e “difensori” delle necessità prioritarie del mondo della sofferenza e del dolore, Servizio espresso fra altre Congregazioni anche dai Camilliani. La partitura “teatrale filosofica” dei Governi succeduti nella realtà contemporanea, da tempo sta nel perfetto disinteresse verso la povertà interiore ! Fra altre importanti necessità, soprattutto nel campo della solidarietà e della giustizia sociale, “spicca” la carenza di Case di Riposo, ( necessità “provocate” anche dall’aumento della popolazione anziana, secondo i dati statistici Istat che attestano che le persone con più di 65 anni sono oggi il 15% della popolazione e nel 2025 saranno il 25% ) , di cui in Italia molte sono gestite dai Camilliani e dal fervore umano e prioritario delle RR Suore Figlie di San Camillo .
Di fronte a questi “dati”, che costituiscono una grave emergenza sociale, dettati dall’isolamento relazionale di questa “tipologia anziana”, emerge la urgente necessità di garantire una adeguata assistenza a tutta la popolazione autosufficiente e non, le cui condizioni quotidiane di arretramento dei Servizi Sociali e di quelli Sanitari sono notevoli, lasciando al lucro attivissimo ed alla speculazione dell’iniziativa privata.
In una parola, questi anziani, spesso, sono ritenuti improduttivi, per non dire inutili, ma fonti di “guadagno” per il privato, sono spesso, pare, oggetto di carenze d’assistenza quando intervengono necessità ospedaliere .
Per sostenere e consolidare la promozione dei diritti umani, tutela dei beni comuni, costruzione della pace, applicazione dell’art.32 della Costituzione, necessita garantire in egual misura anche quelli nei confronti dei n/s cittadini, spesso “traditi”, “dimenticati”, “ignorati”. Lo Stato Sociale, quello che “dovrebbe” essere pronto innanzi alle necessità della gente e che dovrebbe garantire a risolverle, è assente ! sempre assente, costantemente assente ! Il dovere, purtroppo, é carente, specie quello tanto decantato di impostazione programmatica e di riforme della società da parte della Politica, mentre dalla collettività sale forte, diffusa e decisa la domanda di solidarietà e di giustizia sociale, fra le quali “spicca” la carenza di Case di Riposo necessarie per persone parzialmente autosufficienti, mentre scarse sul territorio sono le RSA ( Residenze Sanitarie Assistite) per le persone non autosufficienti . Le Case di Riposo sono lasciate, ripeto, alla speculazione privata, mancano programmazioni e Bilanci Pubblici che non stanziano risorse finanziarie per realizzare quelle opportune strutture ove possono trovare un sereno e direi sicuro asilo persone anziane, che consumano giornalmente i tempi della loro vita e della loro disperazione nella perfetta solitudine, quasi una “strisciante eutanasia” !
Nella meditazione sulla vita, il Santo Giovanni Paolo II° con la XI° Enciclica “Evangelium vitae” esortava la comunità in difesa della vita “ dal concepimento al declino ”, richiamo che sempre perviene dalla Sede Apostolica.
“Nulla dies sine linea” ( Plinio, Scrittore latino – Storia Nat., 35 ) “ non vi è giorno senza una linea”; come dire : non passa invano giorno applicato per raggiungere la perfezione e progressione del bene comune, come fanno i giovani di Acireale, che ho visto, in procinto di diventare Camilliani E’ tempo di buttare in terra la maschera dell’ipocrisia, per vedere risplendere la faccia della realtà e come disse il Censore Romano, vista la floridezza riconquistata dai Cartaginesi dopo la seconda guerra Punica, concludeva tutti i suoi discorsi in Senato ripetendo “ Carthago delenda est “ ( Cartagine deve essere distrutta!), non distruggiamo la società, non distruggiamo la solidarietà, non distruggiamo il bene di tutti e “prendiamo” l’esempio da San Camillo de Lellis : “ Più cuore fratelli, più cuore in quelle mani! ”. E con questi insegnamenti Camilliani e con le sagge parole del Santo Giovanni Paolo II° :” Andiamo avanti con speranza “!
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