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Piedimonte Matese. Il nuovo Direttore riuscirà ad aumentare le visite al Museo Civico ?

(Giuseppe Pace) PIEDIMONTE MATESE. Uno dei problemi esistenziali dei piccoli musei periferici d’Italia è il riuscire ad aumentare le poche visite, che non coprono le spese di gestione, di manutenzione ordinaria e straordinaria della location. Diventa ancora più difficile convincere i turisti ad andare in museo se questo è situato in area campana di una provincia, che oltre la Reggia borbonica di Caserta, non appare capace di attrarre un consistente numero di turisti. Forse bisognerebbe privatizzare in parte la gestione dei musei? Non sarebbe sbagliata la decisione del Legislatore nazionale e regionale. Solo cosi, in teoria, gli orari di apertura e le iniziative d’attrazione turistica lieviterebbero verso un maggiore afflusso di visitatori museali. A Bolca sui monti Lessini ad esempio esiste un museo geopaleontologico, altro che quello di Pietraroja sul nostro Matese, completamente privato e molto visitato. Là, trovi aperto anche la Domenica (ma anche la mattina presto e la sera, dopo l’orario canonico dei musei pubblici) giorno di massimo flusso turistico italiano. Ma si sa che in Italia il solo parlare di privatizzare i servizi pubblici come quelli museali desta ancora allarme nell’imperante cultura statalista di molti, soprattutto se docenti. Quando cambierà l’imperante ideologia della “stupidità”, tutta italiana? C’è bisogno di almeno un’altra generazione che farà rigettare la mentalità di sudditi di sua maestà la burocrazia, troppo presente nei servizi pubblici italiani e che, purtroppo, porta a quanto l’autorevole Autore scriveva nel saggio ”Lo Stato criminogeno”. Ciò premesso ci si rallegra della nuova nomina, meritocratica, di dirigente di un museo di una cittadina del nostro bistrattato Sud. Nella epicentrale cittadina di Piedimonte Matese, ex d’Alife fino al 1970, finalmente avanza la meritocrazia nelle nomine di importanti Enti pubblici. Sta per arrivare in città il nuovo Direttore del locale Museo Civico dedicato allo studioso del Sannio Raffaele Marrocco, che fu anche il principale animatore dell’ASSA (Associazione Storica del Sannio Alifano) nel 1915. Il nuovo Direttore, Dott. Luigi Crimaco, precede in graduatoria l’uscente Laura Del Verme e la ex Raffaella Martino di Alife. Piedimonte M. è la mia città adottiva, dove vi frequentai le scuole medie superiori negli anni Sessanta. Ad essa ho dedicato, a mie spese, un libro:”Piedimonte M. e Letino tra Campania e Sannio”, Energie Culturali Contemporanee Editrici. E’ possibile leggerlo alla Biblioteca Civica “A. Sanseverino”, alla Biblioteca dell’ASMV (Associazione Storica del Medio Volturno) e alla Biblioteca dell’ITIS ”G. Caso” oppure reperirlo dalla vetrina della cartolibreria “Tutto per la Scuola”, al ponte del Carmine e di fronte alla chiesetta di Santa Lucia o anche da D’Aulisio, vicino agli ex Salesiani. Da un mass media locali si apprende che il Direttore ha maggiore punteggio dei 13 concorrenti con più elevata attività di servizio. Basta leggere la graduatoria, resa pubblica dai mass media coraggiosi dei quali la cittadinanza deve rallegrarsene ed augurargli di esistere. Auguri dunque al nuovo Direttore con la speranza che sappia rendere appetibile culturalmente l’importante Museo Civico a più turisti e visitatori del passato anche recente. La sede del Museo Civico è decorosa ed è posta in una parte caratteristica della città con storici monumentali palazzi e chiese vicine. Piedimonte Matese è una città con circa 5 mila studenti giornalieri che la vivono mentre frequentano le scuole di tutti gli ordini e specialità. Molti di questi studenti non sanno neanche che esiste un Museo ricco di reperti prestigiosi che illuminano la storia passata locale e forniscono importanti elementi per conoscere meglio l’ambiente (insieme di natura e cultura) del loro suolo nativo, di adozione e di studio. Piedimonte Matese ha sempre avuto poca trasparenza nelle nomine pubbliche di non pochi Enti pubblici, dove spesso si evidenziavano fenomeni di parentopoli e di affini politici. Anche al Municipio locale per porre fine ad un andazzo imbarazzante c’è stato bisogno dell’operazione coraggiosa della Magistratura “Assopigliatutto”, grazie a pochi che hanno rotto l’omertà della sudditanza creata ad arte dal voto di scambio. Ma i cittadini a Piedimonte Matese non mancano come anche alcune centinaia di professionisti: Medici, Ingegneri, Agronomi, Geologi, Biologi, Commercialisti, Docenti, Avvocati, Notai, Veterinari, Periti Agrari e Industriali, Geometri ecc.. Si spera che anche grazie al nuovo Sindaco e al nuovo Direttore museale, giunto per merito, Piedimonte M. possa voltare pagina verso una convivenza civile meno ossequiosa di un potere poco onesto e democratico. La città di Piedimonte merita di essere visitata per molti caratteri ambientali di spicco che la rendono più città e meno paese ai piedi del Matese centrale e meridionale. La sua estensione superava i 70 kmq, poi con la separazione delle frazioni di San Gregorio Matese, Castello del Matese e San Potito, l’estensione si è ridotta a meno di quella della vicina, nonchè madre storica, cittadina di Alife. Piedimonte ha attualmente poco meno di 12 mila residenti ed Alife quasi 8 mila, ma entrambe hanno un numero di presenti ben più elevato perché molti dei paesetti contermini ne usufruiscono dei servizi, in primis scolastici.Il nuovo Direttore del Museo Civico “R. Marrocco”, Luigi Crimaco, è nato a Roma, risiede a Mondragone e ha un curriculum di tutto rispetto: laurea, già direttore del Museo Civico Archeologico di “Biagio Greco” di Mondragone, e Direttore del Museo Civico di Sessa Aurunca. Precede in graduatoria la salernitana Laura del Verme e l’alifana Raffaella Martino. L’Italia ha la sua più efficiente industria connessa al turismo anche se sottoutilizza gran parte delle sue potenzialità di attrazione turistica dei numerosi giacimenti culturali. Il nostro Mezzogiorno dovrebbe essere all’avanguardia per l’attrazione turistica, invece, non è cosi. Anche la italiana classifica delle città per reddito stimato dal gettito dell’Irpef, vede il Sud fanalino di coda. Fra i capoluoghi di regione primeggia Milano, dove i maxi-contribuenti sono 30.316 su oltre 971mila, ovvero circa il 3,1%. Significa che in città un contribuente su 33 guadagna oltre 10mila euro, lordi, al mese. Al secondo posto c’è Roma con l’1,7% dei contribuenti ricchi; a seguire Bologna, Firenze e Torino. Agli ultimi posti Campobasso (0,5%), Catanzaro (0,6%) e Potenza (0,6%). Campobasso, invece, si piazza quasi agli ultimi posti. Lo rileva una classifica redatta da Uhy Italy, un network di società che operano nel campo della consulenza fiscale, della revisione e della consulenza sul lavoro. Nella top figurano Luvinate, a Varese, con il 3,9% ma anche Segrate, Gallate Lombardo e Gavazzana. Per elaborare la classifica dei più ricchi, l’azienda ha analizzato le dichiarazioni dei redditi del 2015 di tutta Italia. Milano è anche il capoluogo dove si fa sentire di più il peso del fisco che viaggia attraverso l’addizionale Irpef. Terza Napoli con 267 euro e quasi la metà dei contribuenti indenni. I capoluoghi con l’addizionale più leggera sono Aosta con 86 euro per contribuente, Firenze con 101 euro e Trento con 171 euro. Ma perché il nostro Mezzogiorno resta molto più povero del nostro Settentrione? L’Italia prima, durante il fascismo e subito dopo, era ad economia molto meno avanzata di Francia, Gran Bretagna, Germania e USA. I nipoti dei nostri emigrati rappresentano, attualmente, al meglio l’Italia di Dante, di Galileo, di Raffaello, di Marconi, di Michelangelo, di Leonardo, e cosi via. Quando vengono sulle trecce dei nonni italiani notano che la cultura in Italia dà fastidio a molti burocrati che non sentono la passione, né un sano spirito di comunità nazionale. Gli emigrati, spesso provenienti dalle regioni meridionali italiane, rappresentano il meglio degli italiani, anche perché imparano in ambienti con burocrazia meno ottusa. L’Italia ha bisogno di trasparenza, anche nell’industria del turismo che fa guadagnare più di qualunque altra industria che esporta. Invece il turismo nostrano ha molta, troppa burocratica, spesso con un’efficienza funzionale di burocratica espressione di solo potere. Gli orari museali sembrano fatti per gli impiegati e non per i turisti, che soprattutto fuori di quegli orari vorrebbero visitarli. Le pubblicazioni di Archeologia prodotte ad esempio sono costate non poco ai fondi stanziati per attirare i turisti e gli italiani stessi non conoscono tutti i reperti accantonati dalla Sovrintendenza qua e là nei depositi. A rilevarlo è anche un grande studioso del Molise Antonino Di Iorio, che ribadisce che i reperti archeologici sono e devono essere considerati res pubblica e non solo degli impiegati. A Caserta, il Direttore milanese della Reggia dei Borboni ha fatto “scandalo” quando fu osteggiato anche dai locali Sindacati, eppure aveva solo invitato i dipendenti ad essere più efficienti. Sono scesi a difesa del Direttore le massime Autorità nazionali sindacali e istituzionali. L’Italia si sa è il Paese più attrattivo turisticamente del mondo, ma la nostra burocrazia, tangentopoli e parentopoli lo rendono povero, purtroppo. Le nostre scuole e perfino le Università non sono tra le prime nella graduatoria internazionale per la qualità, i nostri docenti non sempre conoscono bene il ruolo chiamato a svolgere di informatori-formatori e aggiornatori culturali. Nella società italiana, lo dicono i nostro giovani che emigrano in massa per lavoro a Londra ed altrove, manca la meritocrazia, là, all’estero, invece, viene toccata quasi con mano. L’ascensore sociale attivo negli anni del boom economico si è bloccato nonostante la ripresa economica tanto sbandierata dalla Governance attuale. La suola italiana comunque avrebbe bisogno di essere messa in grado di svolgere un servizio più efficiente e meglio rispondente alle aspettative dei genitori, non del passato dell’Italia analfabeta, ma di quella attuale, del 2017 d. C.. In Italia esiste oltre il 65% del patrimonio culturale mondiale. Tale patrimonio con tanti giacimenti culturali disseminati dappertutto sul territorio italiano è ancora largamente sottoutilizzato dal turismo, che, ripeto, è la nostra maggiore industria culturale. A Piedimonte Matese, gravitano per i servizi scolastici, ospedalieri, ecc., circa 50 mila persone, soprattutto di Lunedi per il mercato settimanale, si spera che più della metà possa poter visitare spesso il Museo Civico dedicato ad un culture del Sannio, Raffaele Marrocco. Tale Museo viene da me visitato quasi tutti gli anni e resto affascinato non solo per il suggestivo Corridore del Cila di epoca sannitica, ma per i significativi reperti là custoditi e da meglio valorizzare anche con relazioni culturali varie e con la presenza periodica degli studenti ed emigrati di ritorno in cerca di radici culturali d’appartenenza territoriale. Nel riportare la graduatoria del concorso a Direttore del museo suddetto, si plaude alla trasparenza della Pubblica Amministrazione, che rappresenta emblematicamente quell’ascensore sociale che le nuove generazioni hanno il diritto di poter usare senza distinzioni di censo, di parentopoli, tangentopoli e di voti di scambio. Resta solo la preoccupazione che il nostro Mezzogiorno soprattutto ha una lunga tradizione di soldi spesi, inutilmente, per ammodernare, comprare nuovi palazzi, ecc. per poi adibirli a musei improduttivi e il palazzo ducale di Piedimonte Matese pare sia uno di questi sprechi de soldi del cittadino contribuente.