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CASERTA. Facciamo diventare la città Capitale della cultura

(Caserta24ore) CASERTA Come rete delle Piazze del Sapere e associazioni del terzo settore accogliamo l’appello che è stato lanciato dall’ass. Daniela Borrelli e dal Direttore Felicori e ci dichiariamo disponibili a fare rete, a creare sinergie per fare in modo che la città di Caserta possa dotarsi in modo adeguato di quel “capitale sociale” fondamentale per vincere questa sfida prestigiosa ed impegnativa. Ma è giunto il momento di passare dai proclami ai fatti per promuovere strumenti e luoghi di partecipazione responsabile e consapevole, di cittadinanza democratica. A partire dai temi della cultura e del sociale, nell’accezione che ci piace sostenere come rete Aislo: “Cioè cultura non solo come fruizione del patrimonio straordinario della nostra terra e -ad oggi- abbastanza negletto, ma anche di cultura come base materiale delle capacità e competenze di un territorio, che fa sviluppo e futuro delle genti. Mettere insieme queste due dimensioni è compito difficile ma possibile”. Su questo obiettivo da anni stiamo lavorando anche con l’elaborazione di un progetto per costruire un “distretto culturale evoluto”, che per noi rimane un obiettivo innovativo. E’ giunto il momento di cominciare a far emergere idee, proposte ed obiettivi concreti per fare sistema e rete (come dice il sindaco), per avviare percorsi virtuosi di cooperazione tra istituzioni e società civile. A tal fine come Piazze del Sapere abbiamo rilanciato la proposta – su cui abbiamo cominciato a lavorare negli anni scorsi, ma che non è mai decollata: costruire una Costituente cittadina per la cultura, una sorta di cabina di regia con un Forum permanente con sede nel Chiostro di S. Agostino e nella Biblioteca Civica, come luogo per elaborare insieme, programmare e progettare le attività per far crescere e diffondere il sapere e la conoscenza come fattore di coesione sociale e di apprendimento permanente. Al riguardo chiediamo di convocare da subito un incontro per preparare un programma comune di contenuti e di iniziative. Nello stesso tempo aggiungiamo che è possibile riprendere il percorso avviato con la precedente Giunta per dare vita e realizzare a Caserta il Festival dell’editoria sociale “Letture di gusto. Libri, cibo e territorio”, in partenariato con Aislo e Città della Scienza, insieme con le scuole, le imprese editoriali del Sud, le associazioni di volontariato. Altre opportunità possono venire con l’adesione alla giornata delle biblioteche promossa dall’AIB e dalla campagna “Io leggo perché” ed adottiamo un monumento, da anni lanciata dalla Fondazione Napoli99 con le scuole a livello nazionale. Come FTS Casertano rinnoviamo l’invito al nuovo Esecutivo per un programma di governo fondato su una gestione condivisa e partecipata dei beni comuni – a partire da quelli culturali o confiscati alla camorra. Il primo obiettivo da porsi è quello di dotare il Consiglio Comunale di un Regolamento ad hoc, in collaborazione con i cittadini e con le associazioni, sul modello Labsus già adottato da alcuni comuni anche in Terra di Lavoro. Oggi si aprono nuovi scenari e grandi potenzialità per progettare nuovi interventi in collaborazione tra Comune e Reggia Vanvitelliana (grande attrattore di eventi), con il MIBACT e Regione Campania nel quadro di un polo museale integrato e di itinerari turistici basati sui Siti Reali (Patrimonio Unesco) e sulle preesistenze antiche e medioevali lungo le vie consolari (Appia e Casilina). Al Direttore Felicori ribadiamo la suggestione di un grande giornalista, come Francesco Erbani, che ha definito la Reggia come come “la più grande piazza del sapere del Mediterraneo”. A tal fine, come rete di associazioni possiamo dare un contributo per fare in modo che i cittadini casertani e di Terra di Lavoro si possano riconoscere sempre di più nella grande forza di attrattività e di motore dello sviluppo che può offrire la Reggia. Nello stesso tempo il monumento con i suoi tesori storici, artistici, con la magia di uno dei parchi più incantevoli del mondo, può aprirsi sempre di più alla città. In tal senso può andare anche il trasferimento dell’Archivio di Stato negli appartamenti reali, per poter dare lustro ai tesori documentali della storia e della memoria di Terra di Lavoro per conoscere il loro passato, le loro radici ed identità. E qui si pone il problema più delicato: bisogna elevare ed adeguare la capacità di accoglienza ed attrattività dei servizi offerti, a partire da quelli informativi di accesso, dal boock shop a quelli di documentazione ed audiovisivi. Per affrontarlo possiamo attingere da esperienze e buone pratiche come quelle adottate in alcune città con la costruzione di una piattaforma digitale (sul modello di “VisitRovereto”, che è stato presentato da PMI Campania nella sede dell’EPT), realizzato grazie alla collaborazione tra istituzioni, enti economici, scuole e università, associazioni.

Per fare tutto questo occorre volontà ed intelligenza creativa per chiamare in campo e mobilitare tutte le forze disponibili, a partire da quelle esterne che già sono impegnate nel monumento, in primo luogo dall’EPT (in fase di riorganizzazione), con il centro di accoglienza e di informazione che sono decisivi per aiutare i visitatori ad orientarsi e scegliere i percorsi da fare. Ma serve anche creare un raccordo con il ricco contesto oltre la Reggia. Il grande attrattore vanvitelliano può essere da volano per far decollare il progetto già elaborato di distretto culturale con le altre offerte turistiche, culturali, ricettive ed enogastronomiche del territorio casertano, con dei poli ed itinerari turistici che si possono interconnettere e promuovere in modo naturale: da quello dei siti Reali Borbonici a quello dei principati longobardi, dai Teatri di Pietra dell’era romana a quelli normanni, da patrimonio storico ed artistico diffuso a quello delle bellezze ambientali e delle eccellenze enogastronomiche, artistiche, dei prodotti tipici offerti da Terra di lavoro, dalla Campania Felix. In questa strategia si possono avviare forme di cooperazione con enti come la Camera di Commercio (basti pensare alla nuova Enoteca delle eccellenze casertane che è stata aperta a pochi passi dalla Reggia nel centro della città).
Mi rendo conto che stiamo parlando di un progetto di grande ambizione e respiro, che richiede tempi di elaborazione e di gestione. Finora non c’erano le condizioni di contesto e nemmeno le competenze necessarie per poterlo avviare, per non parlare della volontà della politica e delle istituzioni locali. A mio avviso oggi alcune di queste condizioni sono a portata di mano: l’innovazione manageriale avviata con la nuova direzione nella Reggia, a cui si aggiunge il nuovo ciclo del comune di Caserta, a cui si può connettere la rinnovata attenzione del mondo delle imprese e dell’università.
Pasquale Iorio – Le Piazze del Sapere Caserta, 05 agosto 2016