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SAMANTA NICOLI ATTACCATA PER IL CROCIFISSO

(Gianluca MARTONE) In queste ultime giornate, si sta assistendo ad un vero e proprio linciaggio mediatico nei riguardi di una donna toscana, Samanta Nicoli di Massa, colpevole di aver esposto un crocifisso a Pontida, durante il ritiro annuale della Lega, con la scritta: “ Se non vuoi il crocifisso, torna al tuo Paese”. Ma cosa c’è di cosi scandaloso in questa frase sacrosanta, che ripropone comunque i Valori della nostra tradizione e cultura cristiana, ormai completamente distrutti da questa ossessione del political correct ad ogni costo? Cosa veramente rappresenta per l’Italia il crocifisso? Nell’analizzare questa delicata questione, occorre innanzitutto fare riferimento all’importante sentenza della Corte Costituzionale n. 203 del 1989, nella quale è stato sancito il principio di laicità come uno degli aspetti della forma di Stato delineata nella Carta costituzionale della Repubblica, che implica non indifferenza dello Stato dinanzi alle religioni, ma garanzia dello Stato stesso per la salvaguardia della liberta’ di religione in regime di pluralismo confessionale e culturale. La connotazione della laicita’ dello Stato italiano in senso liberale e pluralista si riscontra nell’art 1 dell’accordo del 1984, ove e’ prevista la collaborazione tra Stato e Chiesa cattolica per la promozione dell’uomo e il bene del Paese e nell’art 9, ove si riconosce il valore della cultura religiosa e che i principi del cattolicesimo fanno parte del patrimonio storico del popolo italiano. Per quanto riguarda il delicato problema della liberta’ religiosa, altri due articoli molto importanti sono gli artt. 19 e 20 della nostra Carta Costituzionale. L’art.19 statuisce: “Tutti hanno diritto di professare liberamente la propria fede religiosa in qualsiasi forma, individuale o associata, di farne propaganda e di esercitarne in privato o in pubblico il culto, purche’ non si tratti di riti contrari al buon costume”. Nella sentenza della Corte Costituzionale n.117 del 10 ottobre 1979, è disposto che la relativa liberta’ investe ogni forma di credenza o di opinione in tema di religione. Dunque, non soltanto le manifestazioni legate alla positiva professione di una fede ma anche l’ateismo c.d. attivo e la professione di ideologie che siano negatrici di ogni religione. In questo ambito, la Costituzione garantisce “ la liberta’ di coscienza”, ossia la liberta’ di seguire la religione che si voglia o di non seguire alcuna religione o di avere una visione del tutto laica del mondo e della vita stessa. Per quanto concerne investe la questione relativa all’esposizione del crocifisso nei luoghi pubblici, occorre fare principalmente riferimento alla Circolare del Ministro Rocco, Ministero di Grazia e Giustizia, Div. III del 29 maggio 1926, n. 2134/1867, recava il seguente testo: “ Prescrivo che nelle aule di udienza, sopra il banco dei giudici e accanto all’effige di Sua Maestà il Re sia restituito il Crocefisso, secondo la nostra antica tradizione. Il simbolo venerato sia solenne ammonimento di verità e di giustizia. I Capi degli uffici giudiziari vorranno prendere accordi con le Amministrazioni comunali affinché quanto ho disposto sia eseguito con sollecitudine e con decoro di arte, quale si conviene all’altissima funzione della giustizia”. Inoltre, l’art. 9 del Testo del Concordato del 1984, il quale recita al primo comma:“ La Repubblica Italiana,in conformità al principio della libertà della scuola e dell’insegnamento previsti dalla Costituzione, garantisce alla Chiesa cattolica il diritto di istituire liberamente scuole di grado e istituti di educazione. A tali scuole che ottengano la parità è assicurata piena libertà e ai propri alunni trattamento scolastico equipollente a quello degli alunni delle scuole dello Stato e degli altri enti territoriali per quanto concerne l’esame di Stato”, e al secondo comma:” la Repubblica Italiana, riconoscendo il valore della cultura religiosa e tenendo conto che i principi del cattolicesimo fanno parte del patrimonio storico del popolo italiano, continuerà ad assicurare, nel quadro della scuola, l’insegnamento della religione cattolica nelle scuole pubbliche non universitarie di ogni ordine e grado, garantendo a ciascuno il diritto se avvalersi o non di detto insegnamento. All’atto dell’iscrizione gli studenti o i loro genitori esercitano tale diritto, su richiesta dell’autorità scolastica, senza che la loro scelta possa dar luogo ad alcuna forma di discriminazione”. Con il parere n. 63 del 27 aprile 1988, il Consiglio di Stato sostiene che non sarebbe ravvisabile alcun rapporto di incompatibilità tra le norme regolamentari concernenti l’esposizione del simbolo cattolico nelle scuole e le norme sopravvenute e sottolinea come il Crocifisso stesso, a parte il significato per i credenti, rappresenta il simbolo della civiltà e della cultura cristiana, nella sua radice storica, come valore universale, indipendente da specifica confessione religiosa. Quindi, la presenza del Crocifisso nelle aule non costituisce motivo di costrizione della libertà individuale a manifestare le proprie convinzioni in materia religiosa. Contro la rimozione del crocifisso dalle aule scolastiche, si è pronunciato anche il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi con la nota dichiarazione del 28 ottobre 2003, con la quale ha sostenuto che “ il crocifisso nelle scuole è stato sempre considerato non solo come segno distintivo di un determinato credo religioso, ma soprattutto come il simbolo dei valori che stanno alla base della nostra identità”.

Di grande rilevanza in materia è stata anche la sentenza del T.A.R. del Veneto, Sez. III, del 22 marzo 2005, nella quale si è valorizzata la natura religiosa del crocifisso e si è concluso che “ quest’ultimo deve essere considerato non solo come simbolo di un’evoluzione storica e culturale, e quindi dell’identità del nostro popolo, ma anche emblema di un sistema di valori di libertà, eguaglianza, dignità umana e tolleranza religiosa e, di conseguenza, anche della stessa laicità dello Stato, principi che caratterizzano la nostra Carta costituzionale”. Pertanto, il crocifisso è un segno importante che riassume alcuni rilevanti aspetti della nostra civiltà, della nostra cultura umanistica e della nostra coscienza popolare e, in quanto tale, non lede in alcun modo la laicità dello Stato medesimo. Dunque, il Cristianesimo contiene in nuce quelle idee di tolleranza, eguaglianza e libertà che sono alla base dello Stato laico moderno, per cui si può sostenere che la laicità dello Stato moderno sia stata faticosamente conquistata anche in riferimento, più o meno consapevole, ai valori fondanti della religione cattolica. Di conseguenza, secondo il giudice, esiste un’affinità tra i valori che costituiscono la base del pensiero cristiano e i valori enunciati nella Costituzione repubblicana: in altri termini, i principi costituzionali di libertà hanno molto radici, e una di queste indubbiamente è il cristianesimo, nella sua stessa essenza. Infine, in questo excursus giurisprudenziale, bisogna sottolineare la sentenza n. 556/2006 della VI Sezione del Consiglio di Stato, con la quale è stato respinto il ricorso di una signora finlandese, che aveva chiesto la rimozione della croce dalla parete dell’aula frequentata dai figli, la cui esposizione, secondo lei, violava i principi di laicità dello Stato e d’imparzialità dell’amministrazione. Secondo il Consiglio di Stato, “il crocifisso deve restare nelle aule perché esso non è solo un simbolo religioso, ma esprime tutti i valori civili di tolleranza, rispetto reciproco, valorizzazione della persona, affermazione dei suoi diritti e solidarietà, tutti principi che delineano la laicità nell’attuale Ordinamento dello Stato”. Pertanto, il crocifisso resta sintesi di valori anche per i laici e ha una funzione altamente educativa a prescindere dal culto. Esso è un segno che non discrimina ma unisce, non offende ma educa. Fuori dalle chiese, in un ufficio pubblico come una scuola, il crocifisso resta un riferimento alla fede per i cristiani, ma per credenti e non credenti la sua esposizione rappresenta e richiama in forma sintetica, immediatamente percepibile, valori civilmente rilevanti, che ispirano il nostro Ordinamento costituzionale, fondamento della nostra civile convivenza. Dunque, esso esprime valori quali tolleranza, rispetto reciproco, valorizzazione della persona, affermazione dei suoi diritti, autonomia della coscienza morale nei confronti dell’autorità, solidarietà umana, rifiuto di ogni discriminazione, valori che hanno caratterizzato le tradizioni, il modo di vivere, la cultura del popolo italiano”.Intanto, su Avvenire è stata pubblicata una lettera molto discutibile dell’associazione generale della Pro Civitate Christiana di attacco a Samanta, che recita:” Cara Signora, parliamo a lei che nel raduno di Pontida brandiva con orgoglio malcelato il cartello con su scritto «se non vuoi il crocifisso, torna al tuo Paese». Per prima cosa le facciamo notare che non sono ormai pochi anche gli italiani da tante generazioni a «non volere il crocifisso» perché atei o credenti di altre religioni. Vogliamo espellere dal Paese anche loro, tradendo tanto il Vangelo quanto la Costituzione? Parliamo a lei, che sa perfettamente, immagino, di quale Crocifisso sta parlando. Forse è solo un difetto di memoria, ma chi stava su quella croce, proprio da quella cattedra autorevole della sofferenza, ha detto: «Padre, perdonali, perché non sanno quello che fanno». Al contrario, ci sembra più che un’impressione che anche lei – come è avvenuto tragicamente nel passato – voglia impugnare la croce per il braccio più corto, a mo’ di spada. Né ci si può barricare dietro il Vangelo come fosse uno scudo. E Gesù, l’uomo crocifisso, ha detto: «Venite a me, voi tutti che siete affaticati e stanchi». Ha detto “tutti”, non “benestanti, bianchi, italiani”. Significa che l’accoglienza è un valore cristiano, prima ancora che umano, perché l’ha detto Lui, l’Uomo della croce. E, da Figlio dell’uomo e Figlio di Dio, ha reso questo valore comandamento divino. Pensi, cara Signora, che quest’uomo crocifisso, da piccolo, ha dovuto scappare perché lo volevano uccidere, e ha trovato per sua e nostra fortuna qualcuno che l’ha accolto e l’ha aiutato a crescere, senza neppure aver bisogno di strapparlo ai suoi genitori. E, se Lei oggi ha qualche infarinatura di fede cristiana, è grazie anche a san Pietro e san Paolo, che fra mille avventure e naufragi sono venuti qui, nella terra dove viviamo, ad annunciare un Vangelo di amore e misericordia. Li hanno uccisi, è vero.Vogliamo continuare? Quel Crocifisso di cui, cara Signora, lei parla, lo guardi bene: non giudica e non ha le braccia conserte, ha le braccia allargate in un grande abbraccio che qualcuno ha voluto inchiodare. E non chiede a nessuno “da dove vieni?”, ma propone a tutti “seguimi”, anche a noi, anche a lei che sembra disposta a riconoscere quel Crocifisso di duemila anni fa e pare dimenticarsi o – peggio – «non volere», sino al rifiuto, i tanti crocifissi di oggi”. La risposta della donna toscana a questa lettera è stata la seguente: “Sono la signora della foto, sbaglio o Gesu’ disse o con me o contro di me ?Cosa fate adesso aprite agli atei e ai musulmani?Cacciate una cristiana che tutte le domeniche partecipa umilmente alla Messa ?Conoscete il mio percorso di fede?Conoscete le minacce che ho subito per difendere il cristianesimo?Io difenderò sempre la fede fino al martirio e voi che avete smesso di proclamare il Vangelo e avete aperto agli atei ai musulmani ai gay ai protestanti a lutero ,….cioe’ a coloro che molto spesso sputano al Crocifisso e non riconoscono il Salvatore e perseguitate chi veramente si impegna ad amare Cristo dico a voi, che i tiepidi saranno vomitati dalla bocca di Dio.Fareste bene a scrivere cio’ che ho nel cuore non cio’ che capite.Il messaggio del cartello e’ molto chiaro: ”Senza Gesu’ non potete fare nulla”!!Nessuno può togliere Cristo !!!State rinnegando la vittoria di Lepanto ,state rinnegando il Concilio di Trento ,state rinnegando il Catechismo ,state rinnegando la fede cristiana e state tappando la voce a una cristiana che ha voluto il coraggio di manifestare pubblicamente la sua fede.Forse Gesu’ ha mai detto che chi non crede sarà’ salvato? Nella mia pagina sono anni che testimonio la bellezza di essere cristiana e quanto sia importante il Battesimo.State dando falsa testimonianza state togliendo l’ onore ad un’ anima immensamente innamorata di Cristo.Questo avete capito del Messaggio di Cristo? Questo vi ha ordinato Cristo ?Siete proprio sicuri che non vi siete fatti strumento del male? Amare Cristo significa dire la verità , voi illudete le persone, mettersi in un gommone perché qui in Italia troveranno tutto come si chiama accoglienza ? Si vero venite che la morte vi accoglierà ! Chiedo scusa se la professione di fede pubblica ha cosi’ turbato , credevo che il Vangelo andasse testimoniato con coraggio per la salvezza delle anime “. In questa incresciosa vicenda, la cara Samanta, che ha tutta la solidarietà del nostro quotidiano, sta mettendo in pratica le meravigliose parole pronunciate da San Giuseppe Moscati alcuni decenni fa: “Ama la Verità, mostrati qual sei senza infingimenti, senza paure e senza riguardi. Se la Verità ti costa la persecuzione, accettala, se il tormento sopportalo. Se per la Verità dovessi sacrificare te stesso e la tua vita, sii forte nel Sacrificio”.