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L’efficienza dei servizi pubblici li valuti l’utenza

Giuseppe Pace (Segretario Provinciale Partito Pensionati Padova). Da tempo si auspica una migliore qualità dei servizi della PP. AA (Pubblica Amministrazione) italiana. Circa 3 milioni di impiegati pubblici non sono tutti uguali, né tutti fannulloni e sottopagati. Molti pensano che ”poco mi si dà e poco rendo”, ma la recente messa a fuoco di chi controlla l’impiegato pubblico fa discutere. Si comincia a proporre organismi esterni di valutazione: altra catena di controllori da pagare con soldi pubblici? Quando si riceve un servizio a pagamento si sceglie, in genere, l’erogatore del servizio medesimo soprattutto in area media, sanitaria, scolastica non pubblica, ecc. Purtroppo la competizione che migliora il servizio in Italia è bloccata da un’invadenza del pubblico sul privato in troppi settori: scolastico, erariale, amministrativo, postale, ferroviario, ecc.. Aspettare circa due mesi che venga rilasciato un passaporto dopo che hai versato 100 euro di tasse, oltre al tempo perso da ufficio ad ufficio, è un cattivo servizio pubblico. Ma nessuno ci mette le mani in strutture piramidali e quasi militarizzate, dove il cittadino è costretto a subire la rigidità del sistema elefantiaco e pachidermico nonostante il decentramento ai comuni per prenotare online. Perché molti giornalisti di professione non verificano di persona la qualità e i tempi di certi servizi pubblici per smuovere con articoli veritieri il sistema o bisogna aspettare il solito servizio di Reporter per sapere qualcosa di reale? In provincia poi sembra di leggere caramellate informazioni del vogliamoci tutti bene e si dà spazio solo a servizi di cronaca varia poco edificante l’evoluzione positiva del sociale italiano. Non parliamo dei servizi erogati dalle Università, dove gli studenti non possono controllare la qualità delle lezioni né la puntualità dei docenti a svolgerle con spirito di servizio democratico. E poi dicono che le nostre università sono in fondo ad una classifica di qualità mondiale! All’ufficio postale il nuovo look, con i bigliettini d’ingresso, non garantisce i minuti d’attesa pure pubblicizzati in pochi minuti. Idem in tanti altri uffici pubblici o quasi pubblici se la Spa monopolizza il sevizio su delega statale. L’Italia ha un gap europeo sorprendente i turisti che vi continuano a venire, nonostante tutto. Nessuno è responsabile perché lo sono tutti quegli impiegati pubblici. Le Regioni, già molto avanti con gli Organismi Indipendenti di Valutazione (Oiv), sono gli apripista della riforma della PP.AA. E’ quanto è emerso nel Forum della Pubblica Amministrazione “Valutazione della Performance”, svoltosi il 29 maggio alla Camera dei Deputati, presenti rappresentanti di Regioni, Province autonome e amministrazioni di tutta Italia. Da un sondaggio il 50% dei Presidenti degli Organismi Indipendenti di Valutazione delle Performance di Regioni e Province autonome, alla luce dello stato dei lavori dei propri organismi, ritiene che in 5 anni stipendi e carriere pubbliche saranno fortemente influenzati dai risultati. E se l’altro 50% è più prudente nei tempi di attuazione della Riforma, il 67% ritiene che saranno anche i cittadini a valutare le performance della PP.AA., e che questi giudizi peseranno fortemente su stipendi, premi, incentivi e carriere della dirigenza pubblica. La raccolta dei giudizi avverrà, sempre secondo i Presidenti intervistati, attraverso siti e social network dedicati, e sondaggi customer satisfaction con verifiche e interviste a campione. Ha portato il suo saluto anche l’ex Ministro Renato Brunetta che ha ricordato il contesto storico e politico in cui nacque la riforma del 2009 e l’introduzione degli strumenti di valutazione della performance, sottolineando proprio in apertura dei lavori come il giudizio espresso dai cittadini – “anche attraverso un emoticon” – sia destinato a cambiare rapidamente anche la pubblica amministrazione. Gli Oiv saranno dunque i principali garanti della riforma. Il Dipartimento della Funzione Pubblica della Presidenza del Consiglio prevede con i decreti attuativi della Riforma un rafforzamento dell’indipendenza degli Oiv fondato su meno regole, più flessibilità, e più risorse legate ai risultati. Anche le valutazioni dei presidenti degli Oiv intervistati sono positive, con alcune condizioni: il rafforzamento dell’indipendenza rispetto all’area politico amministrativa (50%); una struttura di supporto con competenze multidisciplinari (33%); sistemi operativi e informatici specifici per gli strumenti di valutazione. “Social e Customer satisfaction sono grandi alleati degli OIV”, ha aggiunto Lisa Zanardo, coordinatrice del Forum e presidente dell’OIV veneto. “E’ il modo più diretto per sensibilizzare la politica e la pubblica amministrazione; infatti, nell’eccellenza e nelle criticità, sarà difficile per chiunque contestare le valutazioni dell’utenza.”Il convegno è stato quindi un’occasione per fare il punto – è scritto in un comunicato dell’ufficio stampa della Regione Calabria- sui sistemi di misurazione e valutazione della performance nelle amministrazioni pubbliche e dei decreti di riforma approvati recentemente dal Consiglio dei ministri. Il Forum, patrocinato anche dalla Conferenza delle Regioni ed organizzato dai presidenti Oiv Angelo Maria Savazzi (Regione Calabria), Lisa Zanardo (Regione Veneto), Pietro Bevilacqua (Regione Abruzzo) e Bruno Susio (componente OIV Trentino-Alto Adige), ha avuto come mainpartner la Consigliera di parità delle Regione Molise, Apco (associazione di consulenti di management) e l’azienda calabrese IFM. Hanno partecipato assessori e dirigenti regionali, componenti di organismi di valutazioni ed esperti del settore provenienti da 19 regioni. Per la Calabria sono interventi Bruno Zito, dirigente generale del dipartimento organizzazione e risorse umane, la dirigente Ersilia Amatruda, coordinatrice del tavolo InterCug, ed Angelo Maria Savazzi il quale si è soffermato sull’esigenza, richiamata recentemente anche dal Consiglio di Stato, di superare i sistemi di valutazione, sostanzialmente fondati su autodichiarazioni delle strutture interessate, e sulla necessità che siano alimentati direttamente ed in automatico dal sistema del controllo di gestione e di gestione del bilancio. “Il rigore e la professionalità, accompagnato da una adeguata ragionevolezza, degli OIV – ha affermato – devono essere una opportunità che le amministrazioni devono saper cogliere”. A concludere i lavori sono stati Massimo Garavaglia, assessore all’economia della Regione Lombardia e coordinatore della Commissione affari finanziari della Conferenza delle Regioni e il vicepresidente della Regione Calabria, Antonio Viscomi, coordinatore della Commissione affari Istituzionali della stessa Conferenza delle Regioni. Viscomi si è soffermato in primo luogo sulla situazione di incertezza che governa le pubbliche amministrazioni oggi, suggerendo la necessità di ripensare i modelli e i paradigmi interpretativi tradizionali, ragionando in chiave di sistemi aperti, cooperativi e dialoganti, di superamento dell’approccio normativistico a favore di uno più attento alla dimensione organizzativa, valorizzando le competenze e le abilità individuali piuttosto che rivendicare le sfere di competenza burocratica. Ha poi concluso il suo intervento dedicando una specifica riflessione sui rapporti tra organi di vertice politico e dirigenza apicale, segnalando tutte le distorsioni che possono innescarsi, con gravi danni per la stessa efficienza dell’apparato, quando non vi è consapevolezza e neppure reciproco riconoscimento e rispetto del diverso ruolo svolto dai diversi attori. “Il successo dell’iniziativa odierna – ha dichiarato Viscomi – conferma che la Regione Calabria può giocare un ruolo importante nella rete delle regioni italiane. È vero che sulla nostra spalle grava spesso un brand negativo ma è anche vero che con umiltà ed impegno quotidiano possiamo giocare una partita diversa a condizione che tutti gli attori del ‘sistema Calabria’, e fra questi politici, dirigenti, consulenti, sindacalisti, siano disposti a misurarsi con le figure corrispondenti delle altre regioni. Le Regioni erogano pochi e cattivi servizi nonostante le auto gratificazioni e incensamenti non riconosciuti dai cittadini che vedono negli impiegati regionali solo dei favoriti dalla sorte per lauti stipendi e concorsi intrisi d’appartenenza politichese. La competizione che migliora i servizi pubblici è necessaria, ma solo l’utenza può valutare non gli organismi più o meno esterni che i nostri esperti stanno tentando di indicare. Il Convento si valuta dai fedeli esterni per le opere di bene non dai monaci più o meno con voce in capitolo. I servizi pubblici, come i privati, li deve valutare il cittadino scegliendo quelli buoni, celeri e non costosi. In Italia si continua a girare intorno al problema senza la semplice soluzione che l’utenza valuta e non chi utenza non è. Solo confrontandosi con gli altri è possibile comprendere che il mondo delle amministrazioni pubbliche è molto più vario e complesso di quanto appaia nel chiuso del proprio ufficio e che ci può essere un modo diverso di fare la stessa cosa”. All’iniziativa, sono intervenuti, tra gli altri, Marco De Giorgi, direttore ufficio valutazione performance del Dipartimento della funzione pubblica, Lucia Valente, assessore al personale della Regione Lazio, Massimo Garavaglia, assessore all’economia della Regione Lombardia, il consigliere ANAC Merloni, i presidenti OIV Alessandra Pioggia (Regione Umbria), Marta Barbieri (Regione Friuli Venezia Giulia), Lisa Zanardo (Regione Veneto), Pietro Bevilacqua (Regione Abruzzo) e Bruno Susio, componente OIV Regione Trentino Alto Adige. Le sessioni di lavoro sono state moderate da Katy Mandurino, giornalista del “Sole 24 Ore”, e Stefania Tagliabue, coordinatrice scientifica di “Azienditalia il personale”. Nello specifico, gli interventi, articolati nell’ambito di tre sessioni di lavoro, hanno affrontato interessanti temi, quali l’integrazione tra ciclo valutativo e programmazione economico-finanziaria, lo sviluppo organizzativo nelle amministrazioni pubbliche quale esigenza diffusa per il miglioramento continuo delle organizzazioni e delle prestazioni dirigenziali, l’utilizzo della leva valutativa per l’attuazione delle politiche. Fra le varie tematiche affrontate almeno tre meritano di essere ricordate. La prima ha riguardato la necessità di meglio definire i rapporti tra politica e dirigenza, sollecitandosi da parte di tutti una maggiore capacità della politica di stabilire esattamente gli obiettivi da raggiungere e di definire precisamente il risultato effettivo perseguito (valorizzando, ad esempio, non gli impegni di spesa ma le relative rendicontazioni, non le riunioni preparatorie ma gli atti prodotti), anche al fine di evitare di risultare ostaggio di una burocrazia che si autoassegna compiti e premi. La seconda ha riguardato l’esigenza di considerare gli OIV come i facilitatori di un dialogo tra dirigenti e dirigenti e politica non sempre facile, sia per la diversità dei linguaggi parlati sia per la diversità degli interessi perseguiti. È stato detto al riguardo che gli OIV possono diventare, e in molte realtà, sono diventati strumenti di innovazione e cambiamento, soprattutto là dove la politica ha ascoltato con attenzione e dialogato con i componenti degli OIV. La terza ha avuto riguardo alla necessità di operare per un miglioramento della cultura del servizio pubblico e per una riscoperta dell’orgoglio di un servizio al cittadino, i cui diritti costituiscono la finalità ultima della stessa pubblica amministrazione. Ma quale finalità se non è buono il servizio oppure se non è valutato dal fruitore che sceglie e lascia disoccupato chi non lo eroga di buona qualità in tempi ragionevolmente brevi. Siamo ancora, purtroppo, al suddito e non al cittadino che la PP.AA. non promuove perché poco riceve e poco dà? Ai cittadini la risposta non ai nuovi organismi esterni pagati ”profumatamente”?