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LETINO In memoria di Luigi Stocchetti, uomo illustre e già Sindaco di Letino.

(Giuseppe Pace) LETINO Quando muore una persona, che ha svolto anche un ruolo pubblico di primo cittadino per molti anni, muore una parte della memoria collettiva di quel tessuto sociale. Si è già avuto modo di scrivere di personaggi illustri del Matese e del Sannio intero. In questo caso si scrive di un personaggio letinese morto a Caserta, l’Avv. Luigi Stocchetti, nativo di Letino, paesetto montano più alto di tutti gli altri paesetti del Matese. La sua figura attraversa la storia recente di Letino anche perché lassù ha svolto il ruolo di Sindaco per più legislature negli anni Sessanta-Ottanta. Tra i primi studenti letinesi frequentò la scuola media a Prata Sannita (CE), il Tecnico Commerciale a Piedimonte d’Alife e Caserta e subito dopo vinse un concorso da Ispettore del Lavoro, che svolse dapprima in settentrione poi in Campania. Intanto, durante il lavoro ispettivo, si laureò in Giurisprudenza ed esercitò, fino a pochi anni fa, il ruolo di Avvocato. Egli fu Sindaco socialista a Letino, dopo decenni di amministrazione Pitocco, di area politica monarchica prima e democristiana poi. Il Sindaco letinese, L. Stocchetti non era comunista, come pare lo siano stati alcuni dei suoi successori. Egli si definiva, non poco, diverso dai comunisti perché socialista. Il suo tratto caratteriale era la cortesia ed il sorriso che ne faceva un personaggio sempre distinto nell’ambiente di lavoro e politico. Aveva un grande affetto per i suoi familiari ed era sempre pronto ad aiutare chiunque. Ho conosciuto Luigi, in età adulta mentre ero a Napoli all’Università e lui era Ispettore del Lavoro con casa in via Santa Lucia. Poi a Caserta, di tanto in tanto, lo vedevo e dai suoi pensieri, manifestatimi, traspariva una notevole saggezza e lungimiranza. Egli sapeva o intuiva che io non ero socialista né simpatizzante di Sinistra storica e moderna, ma nemmeno di Destra. Mi considerava, politicamente e letinesamente, un pò “Pitocchiano” forse lo aveva desunto leggendo il saggio “Letino tra mito, storia e ricordi”, che gli feci omaggio a Caserta insieme all’altro libro riguardante anche “Piedimonte Matese tra Campania e Sannio”, che avrebbe dovuto illustrare con l’Assessore prov.le all’Istruzione, ma che poi non fu fatto più per impegni precedentemente presi. Lo feci con il patrocinio del Comune di Piedimonte Matese due anni fa presso la biblioteca comunale “Aurora Sanseverino”. Altri letinesi politicizzati vi avevano notato qualche critica sul suo operato di Sindaco lassù, e, da avversari politici, erano più sensibili alle mie facili critiche, ma quelle rivolte a loro non le avevano gradite affatto, mentre Stocchetti le accettò serenamente. Quando un grande personaggio muore la memoria si allarga e l’emozione collettiva segna indecifrabili graffiti di immortalità. In questo nostro tempo di fretta non solo metropolitana, un tempo appena entrato nella storia anche digitale, è poco fertile di personaggi. Personaggi celebri, più recentemente scomparsi, ve ne son stati tanti dell’area matesina. Ma Luigi Stocchetti ha lasciato tracce precise di cosa rende “grande” un personaggio: la coerenza, il coraggio come un filo conduttore sia che riguardi la vita affettiva, sociale, culturale e politica. Egli fu l’esempio vivente del dominio dell’essere al di fuori o al di sopra del conformismo; fu personalità che per lo più rinunciava al ruolo come potere, dando priorità al valore al di fuori della logica di un se stesso per se stesso. Luigi Stocchetti aveva solidi basi familiari, il padre gli diceva, quando studiava fuori Letino:”se ti servono soldi prendine quanti ne occorrono per studiare”. Bello e significante esempio di crescita responsabile dei figli di alcuni letinesi. Lo scrivente lo vedeva con gli occhi, di chi ha 5 anni in meno, mentre prendeva la corriera con i libri in mano dopo aver lavorato i campi letinesi o accudito le mucche. Allora, anni Cinquanta e primi anni Sessanta, erano in pochissimi i giovani letinesi che continuavano gli studi, uno di questi era il futuro Avvocato Luigi Stocchetti. La formazione dell’opinione pubblica, letinese come dei piccolissimi centri, è un meccanismo legato sia alla comunicazione che alla collettività che si ritrova intatta e virtualmente presente nelle azioni del leader carismatico di turno. La rinuncia del proprio interesse personale in nome di un ideale di giustizia e libertà fu praticato da Luigi Stocchetti. Egli fu l’esempio di leader sulla scena non solo letinese dimostrando voglia di lottare, di esporsi ed anche, se necessario, di contrapporsi. L’Italia politica è troppo spesso, attualmente, un esempio di implosione autoreferenziale, nessun eco se non quello di un mantenimento passivo dello status quo dei feudi elettorali. Poche sono le figure matesine che possono raggiungere, anche solo marginalmente, la laboriosità politica di un Luigi Stocchetti, che ci ha lascato prematuramente. Non ci sono più, pare, personalità generose e capaci di farci ricordare cos’è il coraggio, l’altruismo e la difesa degli oppressi. Si è grandi personalità quando una collettività si ferma con il fiato sospeso e le lacrime dentro, o di gioia o di dolore, e la grandezza non è fatta certamente né di furbizia né di opportunismo. L’ex Sindaco letinese, L. Stocchetti, come altri grandi matesini che furono, ha usato la sua vita in nome di un ideale, per dare una possibilità di esistenza migliore alle persone più in difficoltà. Ai familiari, moglie e due figli, nonché fratello e sorelle, condoglianze. La vita di ognuno non muore fino a che resta nella memoria dei familiari, amici e conoscenti e L. Stocchetti vivrà ancora molto a lungo per i tantissimi che lo hanno conosciuto ed apprezzato.