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Napoli. Agricoltori campani in piazza: “Agricoltura senza governo e abbandonata ai burocrati”

Circa duemila agricoltori in corteo da piazza Municipio a palazzo Santa Lucia per chiedere finalmente un assessore regionale all’Agricoltura e un incontro chiarificatore con il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca. Il governatore risponde all’appello di Cia Campania e fissa un incontro lunedì 12 aprile alle 12.00 per affrontare tutti i punti critici segnalati dall’associazione e trovare delle soluzioni concrete.
“E’ lunga la lista delle difficoltà del primo settore in Campania – afferma Alessandro Mastrocinque, presidente di Cia Campania – a cominciare dai ritardi di attuazione del Piano di Sviluppo Rurale. A tre anni dall’approvazione, dobbiamo registrare solo l’8% della spesa e si tenga conto che la maggior parte della spesa è rappresentata da trascinamenti della vecchia programmazione. Paghiamo l’assenza di governo, l’epoca delle deleghe all’agricoltura deve finire. L’agricoltura campana merita un assessorato a tutti gli effetti”.

In vista dell’incontro di lunedì 12 aprile con il presidente De Luca, Cia Campania chiede tempi certi sui pagamenti, difesa dei prezzi dei prodotti degli agricoltori, promozione e difesa delle produzioni Campane, politiche e strutture per rendere agevole il PSR, queste le richieste più urgenti si cui si chiederà un confronto. “Oggi viviamo la quarta rivoluzione industriale, il digitale trasforma di giorno in giorno il nostro modo di fare e di essere imprenditori agricoli e in Campania si parla di tecnicismi. Guardiamo le altre regioni volare, le imprese agricole altrove sono aiutate a crescere in diversi ambiti come la sensoristica,i l marketing, il digital web, e interloquiscono con la Pubblica Amministrazione in digitale. La Regione Campania vuole entrare nel presente o fermarsi e bloccarci al passato?”.

Gal “passacarte”, enti commissariati, filiere abbandonate
Non è possibile ridurre i Gal a semplici “passacarte”, strutture che dovranno pubblicare gli stessi bandi (sbagliati) del PSR con l’aggravante di essere solo fintamente più agili ma di fatto più complessi. Non è possibile prevedere come premialità più importante per i Gal la popolazione. Stiamo infatti parlando di strumenti nati per animare le aree rurali a rischio di spopolamento. Non è possibile che non si aprano ancora i bandi per le misure a superficie per l’agricoltura a basso impatto ambientale.

Non è possibile svilire progetti integrati concepiti per animare e far rivivere i nostri borghi rurali a meri finanziamenti di opere edilizie.

Non è possibile che a due anni dall’approvazione della Legge dei castagneti da frutto non si abbia ancora una perimetrazione dei territori che dovrebbero beneficiare dei finanziamenti previsti dalla legge. Il che significa non aver realizzato assolutamente nulla per la filiera. Non è possibile che dopo tre anni non si sia ancora fatto nulla per il polo florovivaistico.

Non è possibile che la maggior parte dei Consorzi di Bonifica siano ancora commissariati. E’ necessario smantellarli e ricostruirli per farli diventare strumenti essenziali nella gestione dei territori e delle risorse idriche, soprattutto in considerazione dei cambiamenti climatici.
Basta anche con il commissariamento dell’ARAC, diventato solo una centrale di costo per la Regione. Abbiamo il patrimonio zootecnico più importante d’Italia ed è stato abbandonato a se stesso.

Sulla delibera relativa al super accelleratore della spesa del PSR, aiamo convinti che la soluzione non è fissare dei tempi ai funzionari degli uffici competenti, pena una sanzione, e nemmeno la costituzione di un comitato di sorveglianza a guardia della struttura; anzi siamo convinti che come organizzazioni professionali non possiamo farne parte, viene meno il ruolo di rappresentanza e di terzietà.