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Serve una scuola per informare in modo aggiornato e spendibile.

(Giuseppe Pace) Gli esperti di Pedagogia concordano che il principio d’Autorità nasce nel rapporto informativo-formativo tra Docenti e Discenti. Non è l’autoritarismo che conta, ma l’autorevolezza del Docente. Premesso ciò per scansare ogni equivoco, il recente accoltellamento della professoressa campana da parte di uno studente fa rabbrividire l’Italia. La scuola italiana da dopo il boom economico 1953-73 soffre di una grave crisi identitaria: attrezzata per una scuola di massa è divenuta quasi una sorta di parcheggio per molti 15-18enni. Un esercito di 600mila docenti e circa 300mila ausiliari lavorano in oltre 9 mila scuole italiane, tutte statali. Perché non avere 50% di scuole libere di organizzare il servizio in modo diverso? Un fatto clamoroso che ha sconvolto molti è avvenuto in un’altra scuola statale, l’Istituto per Ragionieri“Bachelet – Majorana” di Santa Maria a Vico (CE). Sembrava una banale interrogazione, una verifica orale al quale il ragazzo era stato chiamato, dopo diverse note disciplinari scritte sul registro, anche per recuperare una insufficienza nella materia, italiano, quella che la 54enne, originaria di Montesarchio (BN), insegna da anni al Plesso della Valle di Sessuola. Ma così non è stato. Uno studente tira fuori un coltello a serramanico e colpisce al volto la sua docente, alla presenza anche del docente di sostegno: schizzi di sangue dappertutto hanno mandato in visibilio la classe, dapprima, poi l’intera istituzione, fino al ricovero della donna, a cui sono stati necessari ben 32 punti di sutura al volto ed un’accurata visita specialistica maxillo-facciale. Scossa anche la famiglia del discente 17enne: il padre, che vende auto usate, vorrebbe incontrare appunto la prof, per calmierare gli animi. Il caso è enblematico di una grave violenza. La scuola va resa libera, tolti i troppi lacci della burocrazia, che la sta asfissiando. Nella scuola succedono violenze dalla cattedra come il caso delle educatrici di Vercelli e verso la cattedra come quello bestiale in Campania, dove uno studente va in giro con coltello a serramanico per colpire una donna e Docente. La scuola deve essere come la buona sanità con la libera scelta, da parte dell’utente del servizio scolastico, del docente, del dirigente ed anche dell’altro personale. La scuola statale è spesso garantista, anche della maleducazione, della violenza, dell’apatia di molti discenti e di non pochi docenti. La nostra scuola ha perduto la sua funzione, valida fino al 1973 di istruire le masse incolte e contadine. L’Italia è cambiata, la scuola no, purtroppo. Intanto i politici dell’attuale potere esecutivo del nostro Paese con una ministro che parla in modo sgrammaticato e senza titoli di studio, si preoccupano di quisquiglie formali e di difesa dei Docenti:“Quello che è accaduto oggi in una scuola di Santa Maria a Vico, in provincia di Caserta è l’ennesimo gravissimo episodio, l’ultimo in ordine cronologico di una serie di atti violenti compiuti dai minori contro i loro coetanei o, come in questo caso, contro gli adulti. Denunciare non basta. È del tutto evidente, infatti, che vadano assunti dei provvedimenti che arginino un fenomeno che ha assunto una dimensione assai preoccupante”.Lo dichiara Camilla Sgambato (Pd), componente della VII Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera dei Deputati. “Dobbiamo rivedere il complesso sistema delle risposte ai fenomeni di devianza minorile, non più valutabili come fatti eccezionali, ma come una vera e propria emergenza sociale, cui è necessario rispondere in maniera adeguata e tempestiva. Pur non volendo in alcun modo intervenire sulle soglie di età per la punibilità – essendo comunque fondamentale tenere conto della minore età del reo – è necessaria la costruzione di elementi di contrasto che, senza perdere di vista la necessità educativa, siano in grado di far comprendere all’autore la gravità dell’atto commesso e le sue conseguenze, anche giuridiche. Dobbiamo prevedere la possibilità che il minore possa essere assoggettato a misure di sicurezza anche quando commetta delitti di violenza, stalking o violenza sessuale. È assolutamente impensabile abbassare l’età imputabile oppure incrementare le pene. Dobbiamo ribadire la possibilità di applicare misure di sicurezza mediante la sentenza di non luogo a procedere per non imputabilità. Infine bisogna modificare la norma che non contempla la possibilità della costituzione di parte civile della persona offesa nel processo minorile”, continua la componente della direzione nazionale Pd che poi illustra meglio l’iniziativa legislativa: “Questa proposta, preparata con l’avvocatessa Giovanna Musone di Torino, è sostenuta e condivisa da molti genitori di piccole vittime di violenza minorile e dai fondatori delle diverse associazioni contro il bullismo e la violenza. Il nostro obiettivo è eliminare una sostanziale disparità di tutele, quando il reato sia commesso da minore imputabile. Il Ministro della Giustizia Andrea Orlando conosce questa proposta e sono sicura che ci sosterrà per trasformarla in una legge dello Stato. Allo scrivente tali preoccupazioni appaiono non opportune poiché la scuola attuale non va difesa, ma cambiata e subito per prevenire l’ulteriore deriva dalla sua rotta principale che era e resta l’informazione aggiornata e spendibile. La cosiddetta (dal Pd renziano) “Buona Scuola” è stata una pubblicità rivolta agli ingenui. Ma ciò che non incoraggia affatto per il futuro prossimo è che nessuno dei partiti in lizza ha un programma valido per cambiare in meglio il formale e burocratizzato sistema scolastico attuale, che dopo il 1973 è peggiorato.