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Cancello ed Arnone. Letteratitudini ricorderà il Giorno della Memoria

(Matilde Maisto) Cancello ed Arnone – Letteratitudini programma l’incontro di gennaio  per giovedì 25 alle ore 19,30. Tema dell’evento è la “Giornata della Memoria: storia del popolo ebraico. La Shoah con letture di Primo Levi e Bertolt Brecht”. Ovviamente tale argomento è stato scelto ricordando che alla shoah è dedicato da alcuni anni in tutto il mondo il “Giorno della memoria”, che corrisponde alla data in cui l’Armata Rossa penetrò nel campo di Auschhwitz, mettendo fine al massacro perpetrato dai nazisti. (27 gennaio 1945) E’ necessario ricordare e parlare di questi eventi perché la storia si scrive continuamente col ricordo, col ricordo delle sue fonti, riscritture, testimonianze, lacerazioni. L’anniversario diventa simbolo per fare in modo che il dolore dell’umanità ferita dai mostri del passato operi continuamente nel presente e impedisca la nascita di nuovi mostri. Da questa responsabilità morale non possiamo allontanare il nostro sguardo. Soltanto una lucida visione del male e della sofferenza creata dall’uomo sull’uomo può iniziare la concreta trasformazione della storia attiva fuori dalle logiche della sopraffazione e del potere. Tuttavia, più recentemente l’umanità ha assistito ad altri stermini di massa, come quelli in Cambogia, in Ruanda, in Burundi, in Bosnia. Sembra che l’umanità non riesca a cessare di versare sangue innocente. Sembra che l’entusiasmo sorto alla fine della seconda guerra mondiale stia scomparendo e dissolvendosi. Pare che la famiglia umana rifiuti di imparare dai propri errori causati dalla legge del terrore. E così ancora oggi c’è chi cerca di eliminare i propri simili, con l’aiuto di alcuni e con il silenzio complice di altri che rimangono spettatori. Non abbiamo ancora imparato che la guerra è una follia, una inutile strage”.

Per quanto riguarda il popolo ebraico, Primo Levi dice: “la storia di questo popolo si presenta con caratteristiche particolari. Esso era (ed in parte è tuttora) depositario di un legame interno molto forte, di natura religiosa e tradizionale; di conseguenza, a dispetto della sua inferiorità numerica e militare, si oppose con disperato valore alla conquista da parte dei romani, e fu sconfitto, deportato e disperso, ma quel legame sopravvisse”.
Invece Bertolt Brecht parlando della Shoah dice: “Prima di tutto vennero a prendere gli zingari. E fui contento perché rubacchiavano. Poi vennero a prendere gli ebrei. E stetti zitto, perché mi stavano antipatici. Poi vennero a prendere gli omosessuali, e fui sollevato, perché erano fastidiosi. Poi vennero a prendere i comunisti, ed io non dissi niente, perché non ero comunista. Un giorno vennero a prendere me, e non c’era rimasto nessuno a protestare”.
Durante l’incontro è previsto l’ascolto di brani musicali, attinenti al tema, come: Baraban – il violino di Auschwitz; I Nomadi – La canzone del bambino nel vento; Bob Dylan – Blowin’In the wind.