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A Rovolon, sui Colli Euganei, la Befana incontra gli Artisti.

(di Giuseppe Pace) ROVOLON (Padova). L’instancabile giornalista dei Colli Euganei, Lino Rubini, mi ha invitato, ancora una volta, ad un interessante Cenacolo culturale Euganeo. Stavolta il titolo era “La Befana incontra l’Artista” e per artisti si intendevano poeti, fotografi, scrittori, pittori, produttori di vino, sportivi. Infatti l’invito giuntomi gradito era:”la mia poesia, la mia foto ROVOLON 6 gennaio 2018, il mio libro LA BEFANA INCONTRA L’ARTISTA, la mia pittura, il mio vino, il mio sport CONVIVIALE SUI COLLI EUGANEI agriturismo La Palazzina Rovolon via Palazzina 108 [email protected] 049 5227273”. Sono stato a Rovolon, bel paese a nord dei meravigliosi Colli Euganei, in compagnia di mia moglie e là, all’Agriturismo “La Palazzina” ho rivisto Artisti di qualità come il giovanile e dinamico Lucio Favaron che, in compagnia della moglie e della figlia, ha recitato belle poesie rallegrando i molti presenti al Cenacolo promosso da L. Rubini. Al mio tavolo gastronomico oltre a Lino Rubini ed un suo più giovane collega, giornalista de “Il Gazzettino”, vi era Francesca appassionata di mineralogia dei Colli Euganei nonchè di teatro ed il prof. e scrittore di Federico II e di Romano d’Ezzelino, genero due volte dell’imperatore tedesco che fondò l’Università di Napoli, la prima statale in Italia. Egli ha precisato che Sant’Antonio di Padova si recò dal cosiddetto ”tiranno” Ezzelino da Romano per perorare la scarcerazione di un nobile guelfo arrestato a Verona da Ezzelino, ma la sua supplica non fu ben accolta. Ezzelino III da Romano o Ecelino da Romano, Onara 1194-Soncino 1259, proveniva dalla famiglia germanica degli Ezzelini, era il figlio primogenito di Ezzelino II il Monaco e fratello di Alberico da Romano e di Cunizza da Romano. Fu politico e condottiero ghibellino, alleato di Federico II d Svevia. Audace, astuto e valoroso, la sua decisione e volontà di dominio sfociarono in atti di spietatezza e crudeltà, in massima parte nella parabola discendente successiva alla morte del suo alleato nel 1250. Nelle cronache posteriori gli vennero dati appellativi come “feroce” e “terribile”, anche se molte delle nefandezze attribuitegli sono frutto di leggende, come il suo cultore artista-scrittore del Cenacolo ha sottolineato. L’Artista di Storia approfondita ha precisato, in un suo recente libro illustrato a Rovolon per la circostanza, che a Monselice Federico II amava la Puglia ma possedeva anche un feudo diretto, che poi è andato in disgrazia come l’imperatore a seguito di note lotte storiche con il papato e tra i guelfi e i ghibellini. Tra i tanti Artisti presenti ho riconosciuto Giovanni Romano di Carbonara di Rovolon, che modella magistralmente sculture in legno, in ceramica ed altri materiali. Anni fa spesso partecipava a questi incontri anche il prof. e scrittore nonché Dirigente Scolastico, Luigi Spolaore, ora a letto per l’avanzata età, ma sempre presente tra noi frequentatori culturali dei Colli Euganei. Il pranzo è stato con cibo genuino, in gran parte prodotto dal noto ”Agriturismo La Palazzina”, il personale familiare e cortese e il prezzo modico di solo 12 euro. Il vino è stato di ottima qualità soprattutto il moscato dei Colli Euganei molto aromatico nonché i dolci appena sfornati. Per la circostanza avevo con me un mio libro Italia e Romania, già presentato a Bastia di Rovolon, anni fa con la Coldiretti, e ripreso da Tg3 Veneto, grazie a Lino Rubini, che conosco da decenni per la sua lodevole attività di promotore culturale del territorio degli antichi Euganei. Per la circostanza Lino e il suo collega giornalista hanno distribuito ai presenti doni vari e un foglio stampato ricco di fotografie dei Colli Euganei, foglio sponsorizzato dalla Banca dei Colli Euganei, Credito Cooperativo Lozzo Atestino. Il foglio stampato aveva come titolo: ”TV Colli Euganei-Colli Berici con riaslto alle Uve premiate a Vò Euganeo(PD), la cerimonia a Torreglia (PD) in ricordo della medaglia d’oro e argento al valor militare Antonio Prendin, la mostra a Cervarese S.C.(PD) dei Favi di Artemio Zaniolo e Sara Lazzaro di Rovolon, che ha partecipato al Festival del Cinema di Venezia nonché in televisione con la fiction “Braccialetti Rossi” e nel film “The Young Messiah”. Nell’altra facciata del grande foglio stampato a clori vi erano: “Il Moscato Fior d’Arancio” (un vino da tenori che ha stregato il famoso cantante lirico Andrea Bocelli) ed ambasciatore dei Colli Euganei nonché omaggio con foto di gruppo al Sindaco di Casalserugo, Elisa Venturini, per l’impegno profuso in preparazione della Festa dell’Uva e del Vino 2017; merito con foto al cav. Luigi Vettore, 81enne donatore FIDAS; foto della bella Aurora Rampazzo, seconda veneta alla finale di Miss Italia e ciò le ha “aperto le porte di Tva Vicenza”; Anello ciclabile del Parco Naturale Regionale dei Colli Euganei; Claudia Padoan vincitrice di ciclismo sui 54 km percorsi lungo il giro del monte di Lozzo e vinto il trofeo”Blu Bar”; Vittoria Strafezza, centina a scuola nonché vincitrice anche del premio “Arte 2017” e Pino Lo Fiego, presidente della sezione Anei delle Terme Euganee-Rovolon-Galzignano- Cervarese- Battaglia e cerimonia di saluto e bentornati ai podisti dell’Atletico Bastia, capitanati da Igino Pierantoni, che in agosto si è recato in Russia per percorrere 2mila km in ricordo della ritirata dei soldati italiani caduti. Alcuni dei presenti a Rovolon, incuriositi al mio libro, hanno voluto vedere i riferimenti all’inno nazionale romeno che cita Traiano come condottiero e Dracula nell’immaginario collettivo che nel Veneto si manifesta il 6 gennaio con il “brusa la vecia”(brucia la vecchia, strega). Ho precisato che nel 1600 al cimitero di Venezia fu sepolta una donna con un mattone tra i denti perché sospettata di essere come Dracula e da pochi anni un Archeologo, dell’Università di Perugia, l’ha svelato, grazie a “Il Gazzettino”, che lo ha reso di pubblico dominio e non solo delle torri d’avorio degli addetti ai lavori. Al Cenacolo sui Colli Euganei, del giorno dell’Epifania, vi erano anche artisti del legno euganeo, di pittura e di musica che hanno suonato e cantato per rallegrare la tranquilla ed ordinata compagnia. Che popolazione ordinata è quella del Veneto, generosa, laboriosa e forse anche un po’ ingenua verso la politica. Non ho approfittato del mio ruolo di politico né ho parlato del Partito Pensionati perché fuori tema culturale, ero stato invitato per la mia vena di scrittore, non per altro, ma ammiro di questa gente la sobrietà anche quando non è povera di mezzi. Di questi giorni è la notizia che il sistema sanitario regionale veneto ha chiuso il bilancio in forte attivo, caso unico in Italia, come gli zero comuni-dei quasi 600- commissariati per infiltrazione mafiosa. Non è poco vivere in un territorio ricco di qualità dei servizi privati e pubblici, forze dell’ordine attive, amministrazioni parsimoniose, diffusa onestà anche se non bisogna generalizzare soprattutto per gruppi bancari e politici affaristi come le banche popolari vicentine ed il Mose, esempi emblematici.