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Guardare di più l’essere umano. Ogni persona ha diritto alle cure dell’integrità fisica e psichica.

(Felice Previte) Ogni persona ha diritto all’integrità fisica e psichica e questo concetto ci dovrebbe indurre a “guardare” di più verso l’essere umano ! Il 3 novembre 2018 c’è stato il 67° Anniversario della “Convenzione Europea per la salvaguardia dei diritti dell’Uomo e delle libertà fondamentali “ del Consiglio d’Europa e si ricorda questo storico evento per la tutela dei diritti dell’Uomo e delle libertà fondamentali” e sui risultati del Tribunale Europeo per i diritti dell’Uomo di Strasburgo. La Costituzione Europea nel Preambolo “pone la persona al centro della sua azione” e nell’articolo II-63 sancisce che “ogni persona ha diritto alla propria integrità fisica e psichica”. Le regole costituzionali dimostrano una espressione di ferma volontà politica della UE nel considerare che la persona anche malata e la sua dignità devono essere tutelate.La persona, quindi, nella sua qualità, deve godere dei diritti umani e delle libertà fondamentali e gli Stati della Unione Europea debbono elaborare strategie e servizi rispettosi degli stessi esseri umani, ma con le reali valutazioni differenziate causate dalla inefficacia o invalidità della persona. Infatti con l’espressione disabile genericamente vengono considerate e valutate tutte le categorie del mondo della incapacità fisica e psichica determinando una palese ingiustizia, per le scarse indicazioni sulla condizione e notevole differenza, ripeto, esistente tra disabile fisico e handicappato psichico.

Disabile è persona che ha limitazione funzionale, una privazione di forza fisica sopravvenuta o congenita. Handicappata è persona che ha ricevuto uno svantaggio in partenza od una sopravvenuta inferiorità interna che ostacola il manifestare della potenzialità più psichica e meno fisica.
A questo punto è quasi superfluo, ma ugualmente necessario, rilevare che l’handicappato psichico, a differenza del disabile, abbisogna, di cure mediche specifiche, di strutture adatte, di interventi socio-legislativi particolari e circoscritti atti ad accogliere questa sua condizione inabilitante e di attrezzature ad alta tecnologia tesi alla prevenzione, alla cura ed all’eventuale inserimento sociale ed affettivo. Quella evidente inferiorità psichica può portare a gravi conseguenze per la famiglia e per la società, se non si danno misure, come sopra citate, per garantire la tutela dei loro diritti e della loro salute, per la sicurezza dei cittadini e per ridurre i rischi dell’esclusione sociale, come anelano giustamente tutti i Trattati o Convenzioni Internazionali sulla “materia”.
Nel 1980 l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha introdotto un Documento dal titolo ICIDH ( International Classification Impairments Disabilities Handicaps ) dove veniva sostenuta la distinzione tra disabilità, come menomazione fisica della capacità come ogni essere umano e quella di handicap come condizione di svantaggio o menomazione intellettiva per l’adempimento del ruolo normale di persona. Nel 2001 la distinzione è stata sostituita dall’ICF ( International Classification Functioning) non riferente più ad un disturbo strutturale o funzionale, definendo lo stato di salute della persona piuttosto che le sue limitazioni.
L’Italia, comunque, nei diritti delle persone handicappate si attiene ai dettami della legge 5 febbraio 1992 n.104.
Come si può ritenere semplicemente disabile un malato mentale, quando la disabilità è una condizione che delimita l’interazione con il mondo esterno tra la persona fisica invalida e quella psichicamente handicappata rendendo questa ultima “persona” meno autonoma nella sua gestione di vita quotidiana?
Dietro queste “realtà”, incalcolabili sono le differenze tra una categoria e l’altra, le quali risaltano in tutta la vita quotidiana dei parenti dei “malati” dove non si valuta mai a sufficienza quella sorta di nemico implacabile a volte nascosto nell’ombra, ma che costituisce la sofferenza morale e la solitudine dei congiunti, il disinteresse e l’indifferenza delle Istituzioni, dimostrazione evidente di una grande ingiustizia.Al di là, comunque, delle “definizioni”, inoltre, come si può associare il disabile fisico per cui l’inserimento al lavoro è quasi scontato perché esiste una vasta gamma di possibilità più o meno impegnative, mentre per l’handicappato psichico occorrono cure specifiche e non si possono prevedere tempi di recupero né sono facili proposizioni lavorative o d’inserimento sociale che richiedono coesione d’intelletto e responsabilità?.
Altri “risvolti”di questi psicolabili riguardano l’attività personale interessante l’affettività, l’eventuale matrimonio, la natalità, la sessualità, l’aborto, la sterilizzazione per citare alcune esigenze di natura personale. Ed a questo proposito, dietro certe e svariate “argomentazioni” in difesa della qualità della vita si potrebbe nascondere, in realtà, un disegno di selezione del genere umano, ma ancor più pericoloso è che con la scusa del lenire il dolore si potrebbe arrivare ad eliminare chi veramente soffre o chi potrebbe soffrire una volta venuto al mondo. Ed eliminare chi soffre vuol dire distruggere un rapporto umano! Mi sia consentito una riflessione : perché il delirio per gli animali ( quest’ultimi del massimo rispetto) è intenso e per converso non c’è delirio per quella parte dell’umanità handicappata o psico-fisica, ma sofferente che dovrebbe essere in vetta alle buone regole etiche e civili? Si dovrebbe “guardare” di più verso l’essere umano, in “materia di benessere”, che verso gli “esseri senzienti”, (così gli animali, che rispettiamo, sono definiti nella Parte 3° art.III-121 della Costituzione Europea), nuova moralità che supera a volte il centralismo della “persona”. Nel 2004 la Costituzione Europea nell’art.II-63 ha dichiarato che “ogni persona ha diritto alla propria integrità fisica e psichica”, cioè al rispetto della propria condizione e nel Preambolo, fra altre, compresa e sottolinea la popolazione dei sofferenti, cioè “dei i più deboli e bisognosi”. Nella Conferenza Ministeriale Europea dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, quella grande manifestazione socio-sanitaria avvenuta dal 12/15 gennaio 2005 ad Helsinki, il Commissario Europeo responsabile della Sanità Pubblica dr. Markos Kyprianou ebbe a dire “ che la salute mentale in Europa sia elevata al rango delle priorità politiche” e “risoluto a risolvere questa situazione” perché “ la malattia mentale è il killer invisibile in Europa”e “ che procura decessi superiori alle vittime di incidenti stradali”. No comment! E’ stato redatto un Documento di consultazione denominato “Green Paper : Promoting the mental health of the population:Towards a strategy on mental health for the European Union “ (“Libro Verde”: Promuovere la salute mentale della popolazione. Verso una strategia per la salute mentale nell’Unione Europea”) , con lo scopo di dare inizio ad un’ampia consultazione sull’importanza della salute mentale per diversi obiettivi di politica strategica della Unione Europea, come quello di promuovere solidarietà e giustizia sociale onde portare vantaggi tangibili alla qualità di vita dei cittadini, alla quale ho partecipato con un contributo di motivazioni. ( R 158 ). http://ec.europa.eu/health/ph_determinants/life_style/mental/green_paper/menthalgp_contributions_en.htm
http://ec.europa.eu/health/ph_determinants/life_style/mental/green_paper/menthal_gp_co158.pdf
Nella Decisione n. 1786/2002/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 23 dicembre 2002 adottata nel campo del Programma Comunitario per la Sanità Pubblica 2003-2008, denominato “ Mental health European Economics Network , ( “Rete Economica Europea per la salute mentale”), vengono specificate le finalità e le azioni comunitarie incluse il settore inerente la sanità mentale con un ammontare di 321 milioni di euro.
L’handicap di natura psichica colpisce un numero sempre più elevato di cittadini della UE, pare, di circa 50 milioni di sofferenti a fronte dei gravi rischi per i numerosi casi di violenze attuate da “persone malate” nei confronti di parenti, vicini di casa, passanti. Non a caso nel Preambolo Parte 2° comma 2° della Costituzione Europea nei diritti fondamentali “pone la persona al centro della sua azione”, costituendo un ulteriore grande risultato per tutti i popoli europei e quindi per il genere umano. Le malattie mentali sono diventate il nemico numero uno della salute degli abitanti del Vecchio Continente. Ricordo, brevemente, che il Consiglio “Sanità”dell’Unione Europea svoltosi a Bruxelles il 18 novembre 1999 (come ci ha comunicato il Presidente della Commissione per le Petizioni il 5.9.2000 Prot.120359 a n/s petizione n.146/99 ed orgogliosi di essere stati primi a sollevare il problema, malati mentali e le condizioni delle loro famiglie, alla Commissione Europea), ha adottato all’unanimità una Risoluzione ( Comm.ne Pet.EU 29 maggio 2000 prot. n.CM/412554IT.doc PE 290.531) sulla promozione della salute mentale relativa alla lotta contro i problemi derivanti dallo stress e dalla depressione, sottolineando tutta l’importanza di questo tipo di problema per tutte le fasce di età, invitando gli Stati membri ad attuare idonee azioni di prevenzione di tali disturbi. Con Ricorso avverso la decisione della Commissione per le Petizioni della Commissione Europea, per esclusione di altra Petizione del 21.12.2004 della ”Associazione Cristiani per servire” per “ incompetenza della Unione Europea nel settore della Sanità Pubblica compresa quella relativa alla malattia mentale” ( lettera prot.PS/rq [02-COM.PETI (2005) D/1087] del 10 gennaio 2005 della Commissione per le Petizioni), il sottoscritto con l’azione legale di Ricorso n.44330/06 del novembre 2006 alla “Corte Europea per i Diritti dell’Uomo” di Strasburgo ha inteso richiedere un riconoscimento dei diritti dell’handicappato psichico ed una specifica normativa uguale e con la stessa efficacia in tutti gli Stati membri della UE.
Purtroppo non ha trovato accoglienza presso la Corte, che alla richiesta di una Direttiva Comunitaria valida in tutti gli Stati membri della UE, la Sentenza annunciava come sola motivazione “di un diritto invocato” che non figura tra i diritti e le libertà garantiti dalla * Convenzione *. Ne consegue che il Ricorso è incompatibile ratione materiae con le disposizioni della Convenzione ai sensi dell’art.35/3. La decisione della Corte è definitiva e non può essere oggetto di ricorsi davanti alla Corte, compresa la Grande Camera od altri organi”. Fin qui la Sentenza! L’argomentazione indotta dalla Corte, per la quale ci asteniamo di commentare, ci ha stupiti, né ci ha convinti il richiamo ad una pseudo * Convenzione * di cui non si cita altre connotazioni atte ad individuare quel *documento*. Questa malattia in Europa è in continua evoluzione e costituisce un peso sociale e sanitario non indifferente, patologia che interessa oltre il 27% di persone fra i 18 e 65 anni che soffre di qualche forma di disturbo mentale. (Fonte Libro “Verde”). Il 6% degli europei soffre di depressione, spesso i giovanissimi : ne soffre il 4% degli adolescenti e più del doppio il 9 % dei diciottenni. Il triste bollettino dei suicidi, per chi non ama la vita, ogni anno, raggiunge l’incredibile cifra di circa 58 mila vittime contro i 51 mila circa per incidenti stradali. L’Italia “solo” 6 suicidi ogni 100 mila persone ( Fonte Commissione Europea).
Dunque la UE vuole promuovere la salute mentale, ma non ci dice come provvede e quando! A fine mandato del Commissario Europeo per i Diritti dell’Uomo dr.Alvaro Gil Robles nel suo Rapporto per la visita in Italia ed in merito ai malati mentali scrisse“Se c’è qualcosa che appare chiaro alla fine del mio mandato è che la violazione quotidiana dei diritti dell’Uomo rimane una realtà lancinante per milioni di persone nel mondo. E l’Europa non è estranea a questa realtà”.! “Ogni giorno si verificano casi di violazione dei diritti umani nei confronti di individui affetti da deficit mentali”, così si è espresso il dr.Lee Jong-Wook, Direttore dell’Organizzazione Mondiale della Sanità “In Europa troppe violazioni ai diritti dei disabili” ad affermarlo è il Dottor Thomas Hammarberg “Commissario Europeo per i Diritti Umani” del Consiglio d’Europa nel suo, ottobre 2010, “Human Rights Comment” sui maltrattamenti di minori disabili e psichici, richiamando la “Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità e all’Action Plan 2006/2015 del Consiglio d’Europa, diritti volti a promuovere la piena partecipazione delle persone disabili nella società. Il dr.Gro Harem Brundtland Direttore Generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità nel 2001 a conclusione della presentazione del Rapporto del Dipartimento Mentale dell’OMS disse : “I Governi sono stati negligenti, così come le Istituzioni Sanitarie Pubbliche. Per errore o per scelta, noi siamo tutti responsabili di questa situazione. In quanto Agenzia di Salute Pubblica nel mondo, l’OMS ha una sola ed una sola strada : assicurare che la nostra sia l’ultima generazione a permettere che la vergogna e lo stigma regino al di sopra della scienza e della ragione Ed in ultimo, ma non certamente in ordine d’importanza, è auspicabile, ripeto, che la Unione Europea possa realizzare normative legislative comunitarie in omogeneità d’intenti mirati a concetti di solidarietà verso esseri umani, considerando il malato psichico una persona, un cittadino europeo che deve essere tutelato nella sua dignità e nella sua integrità.