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Le Suore Figlie di San Camillo e le Case di Riposo

(Francesco Felice PREVITE) “Pregare Dio per le vocazioni, perché mandi Preti e Suore con il cuore soltanto per Lui, liberi dall’idolatria della vanità, del potere e del denaro”: è l’esortazione data da Papa Francesco il 3 marzo 2019 durante la Messa a Santa Marta in Vaticano .Papa Francesco, mentre ricorda il Vangelo dell’uomo ricco e vanitoso che si protrae in ginocchio davanti a Gesù per domandargli quali cose si devono fare per avere in eredità la vita eterna, si chiede se “quest’uomo buono che fin dalla sua giovinezza aveva osservato i Comandamenti”, ha osservato tutto quello che il Signore ha dato all’uomo e se ha tenuto con fede sempre i principi cristiani .
Allora il Signore, prosegue Papa Francesco, fa una proposta, sempre all’uomo buono, “ vendi tutto e vieni con me a predicare il Vangelo”, ma l’uomo buono sentendo questa affermazione “si fece scuro in volto e se ne andò rattristato perché possedeva molti beni”, perché “era legato ai soldi e non aveva la libertà di scegliere” e restò infelice.“Anche oggi”, continua Papa Francesco” ci sono tanti giovani che hanno la vocazione, ma a volte c’è qualcosa “che li ferma”: ed allora fa propria una invocazione “ Signore mandaci, mandaci Suore, Preti, difendili dall’idolatria dalla vanità, dalla superbia, dal potere”.Chi scrive è ospite assieme alla moglie Liliana in un Istituto Figlie di San Camillo in Sant’Alfio in provincia di Catana, dove insistono RR. Suore tutte straniere, le quali hanno dedicato la loro vita a servizio degli infermi, secondo le Regole di San Camillo.

Debbo dire, senza tema di smentita, che queste “fanciulle straniere”, sono dotate e versate immensamente nella cura degli infermi, con una ferma decisione tanto da stupire. Hanno lasciato le loro Nazioni, le loro residenze, le loro famiglie, i loro cari per dedicarsi ai ammalati, agli infermi con l’opera perenne di servire questi n/s concittadini secondo le Regole di buone cristiane con una visione vocazionale da stupire. Ritornando a quanto abbiamo detto all’inizio del n/s dire, per quanto abbiamo “ sentito” nella Omelia di Papa Francesco con il riferimento a questo passo del Vangelo, guardando con grande interesse quello che ha esposto Papa Francesco con grande coraggio, schiettezza, sincerità sempre e come affronta questo delicato agglomerato di riferimenti, di personaggi, di considerazioni derivanti, che ci lasciano con un minimo momento di interrogare le n/s coscienze, ma nel contempo diventando motivo di partecipazione e condivisione .Ricordo l’Italia che ha avuto un grande merito per il passato e cioè quello di aver inviato schiere di Missionari all’estero, che hanno “impiantato” in maniera fedele il proprio carisma un po’ in tutto il mondo portando la Fede, la Parola di Gesù, alla luce del Santo Vangelo.
Noi ragazzi ( ho 90 anni ) abbiamo cercato nel Signore, veicolati da buoni Sacerdoti, il significato del Vangelo in quei tempi di guerra tempestosi, carichi di odio,di insidie, di pericoli, ma la devozione alla Madonna della Misericordia ( Genova Corso Sardegna Parrocchia di Santa Fede) ci ha concesso quell’aiuto e ci ha indicato la strada da percorrere, quella strada che ci ha portato a risolvere situazioni assai gravose . Oggi il contesto sociale è diverso e pieno di difficoltà e le vocazioni sono un po’ aride, ma ci auguriamo che i giovani Sacerdoti trovino sempre quella “strada” ed abbiano la stessa vocazione e missione di quei Missionari che li hanno preceduti, che attingano sempre alla ricchezza della Parola di Dio e di “infiammare” di amore pastorale la loro Opera Missionaria, allontanando quel imborghesimento di cui fa riferimento, giustamente Papa Francesco.
E con le parole del Santo Giovanni Paolo II° :” Andiamo avanti con speranza”