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Quanto cambierà il Mezzogiorno con il prossimo Governo?

(Giuseppe Pace). Piedimonte Matese e Letino. Anni fa a Letino (CE) molte famiglie restarono senza un loro componente “impiegato” nella forestazione programmata dalla Comunità Montana con sede a Sepicciano, frazione popolosa di Piedimonte Matese (CE), che amministra anche altri 16 comuni tra cui Valle Agricola (CE) Di quest’ultimo comune, un artigiano con figlia universitaria, mi riferiva che anche là, non pochi restarono sempre esclusi dalla forestazione, che rappresentava una fonte di reddito certa e con poco impegno lavorativo. Si potrebbe dedurre che assegnare un lavoro al Signor Antonio e alla sua Signora Maria è ricorrente, mentre, viceversa, Giuseppe, Filomena, ecc. non riescono mai a lavorare per la forestazione. Come mai? Eppure il bando dovrebbe essere pubblico e dunque imparziale, trasparente ed equo. Qualcuno ritiene che il voto di scambio è diffuso nel nostrano Mezzogiorno, mentre quello d’opinione un po’ meno. Nel settentrione italiano, qualche anno fa, montò la protesta contro i troppi forestali in Sicilia ed altre regioni meridionali e, di conseguenza, è stato abolito il corpo forestale con l’accorpamento ai carabinieri. Insomma da più parti e non solo dal settentrione si chiede di ridurre gli sprechi per rendere meno pesante e tagliente la scure fiscale, che pare sia più pesante al nord rispetto al sud, dove le famiglie senza o con monoreddito abbondano. L’Istat registra che il reddito procapite del Mezzogiorno non supera il 60% quello settentrionale. Siamo di fronte ad una divaricazione Nord-Sud che anziché diminuire, aumenta. Ciò sembra riflettere anche l’esito del voto che ha premiato “alla bulgara” i Pentastellati al Sud, ma ha anche premiato la Lega con Salvini, eletto in Calabria. Quest’ultima forza politica dunque si accredita anche al centro e al sud per chiedere la meritocrazia, la trasparenza e dunque il rispetto delle regole democratiche. Il nuovo Governo dunque dovrebbe tener presente che un sistema truffaldino, in gran parte meridionale, è terminato e che uno nuovo deve poter iniziare? Quando e quanto il nostrano Mezzogiorno cambierà in meglio? Intanto ad Avellino si è svolta fuori ai cancelli del megastore di Via Vallone dei Lupi, una manifestazione delle maestranze della Ipercoop, indetta in maniera unitaria dalle organizzazioni dei lavoratori, per protestare contro il piano di dismissione dei punti vendita della Campania. Stando a quanto si apprende da fonti sindacali, infatti, gli ipermercati di Napoli e di Santa Maria Capua Vetere (CE) sarebbero già stati ceduti al gruppo Multinvest, mentre per i restanti 3 sarebbe stata avviata una trattativa col gruppo calabrese AZ che fa capo all’imprenditore catanzarese Floriano Noto. -Siamo preoccupati e palesiamo il nostro dissenso contro il piano spezzatino perseguito dalla dirigenza Ipercoop- ha dichiarato il Segretario Regionale della Ugl Campania presente all’agitazione col segretario irpino. -L’esperienza ci insegna che gli smembramenti non hanno mai portato nulla di buono. Riflettori accesi dunque, sui livelli occupazionali ed anche su quelli salariali. Eventuali accordi al ribasso frutto di contrattazioni farlocche “troveranno nella Ugl un determinato oppositore. Felice Previte, scrive su questo mass media: ”Dice un mio amico : abbiamo bisogno di onesti Rappresentanti del Popolo in Parlamento, di capaci Governanti, di Sacerdoti non dipendenti della Chiesa, tutti pieni di fervore per una giusta politica e per il bene di tutti .Amministrare è il credo della buona Politica, che significa prevedere, come il buon padre di famiglia che se non amministra bene non ha una buona famiglia. Lo sviluppo di ogni cosa si dovrebbe orientare verso una forma fondata sulle capacità di generare quel bene comune e riprodurre nuove forme di apertura alla vita ed alle generazioni future. La produttività del capitale umano, non è come l’orologio depresso ansioso nervoso che segna i tempi, ma comporta relazioni in cui l’uomo realizza la propria umanità con “ l’essere con l’altro ”, mobilitando risorse intellettuali e sociali indispensabili per ogni connivenza civile, per il rilancio dell’economia, della sicurezza, del lavoro che in questo Belpaese è veramente al nulla, fatto salvo quello che interessa ciascuno di noi”. Fumata nera per il ‘primo’ giro di consultazioni avviato dal Presidente della Repubblica per individuare una maggioranza in grado di esprimere un governo per il Paese. Sergio Mattarella ha dovuto prendere atto che in assenza di una maggioranza precostituita servono ora “intese” per formare una coalizione ma che “nelle prime consultazioni due giorni questa condizione non è emersa”. Il Presidente della Repubblica ha quindi concesso altro tempo alle forze politiche per “riflettere” e “valutare responsabilmente convergenze programmatiche”. Un nuovo giro di consultazioni dovrebbe quindi ripartire la prossima settimana, probabilmente non prima di mercoledì per dare tempo alle forze politiche di ripresentarsi al Colle con una proposta di intesa. Ma ad oggi il quadro delle possibili convergenze resta sostanzialmente fermo alle ipotesi già vagliate e, nonostante i proclami, prigioniero di veti incrociati. Il leader del M5s, Luigi Di Maio ha formalizzato la sua proposta di contratto alla tedesca da sottoscrivere in alternativa con la Lega o con il Pd.“Al nuovo Governo, che speriamo nasca presto, chiediamo che le emergenze del nostro territorio come la Terra dei Fuochi siano affrontate come priorità e non solo utilizzate per fini elettorali, come avvenuto negli ultimi anni”. E’ l’appello lanciato dal Presidente della Commissione ”Terra dei Fuochi, ecomafie e bonifiche” del Consiglio regionale della Campania, che commenta così la notizia relativa al blocco della raccolta degli pneumatici affidata alla società Ecopneus. Il risultato è stato l’accumulo incontrollato di gomme fuori uso che spesso vengono utilizzate come inneschi per i roghi. “Si tratta di un servizio fondamentale in un territorio come il nostro. Il fatto che sia stato fermo per quattro mesi a causa della cattiva burocrazia è una cosa inconcepibile e dimostra che finora il Governo ha toppato nell’arginare questo fenomeno. Anche i bambini oggi sanno che per prevenire i roghi è necessario contrastare lo sversamento abusivo, soprattutto di quei materiali che bruciati rilasciano sostanze nocive. Il Prefetto, incaricato per il contrasto al fenomeno dei roghi in Campania, ha dato prova di risolutezza e grande attenzione, ma non può essere lasciato solo. Dal prossimo Governo pretendiamo di più”. Intanto da 80 milioni di euro pare si sia dimezzato il baget per la forestazione di tutte le Comunità Montane campane. Dopo il summit nel salernitano, i dubbi non sono stati dissipati ed ora molto del lavoro dovrà essere assicurato proprio dal delegato all’Agricoltura della Regione Campania, al quale il governatore ha confermato il settore. Tre le Comunità Montane del territorio montuoso casertano: “Matese” (con sede in Piedimonte Matese, frazione di Sepicciano, comprende 17 dei Comuni di Ailano, Alife, Capriati a Volturno, Castello del Matese, Ciorlano, Fontegreca, Gallo Matese, Gioia Sannitica, Letino, Piedimonte Matese, Prata Sannita, Pratella, Raviscanina, San Gregorio Matese, San Potito Sannitico, Sant’Angelo d’Alife e Valle Agricola); “Monte Maggiore” (con sede in Formicola comprende 9 dei Comuni di Castel di Sasso, Dragoni, Formicola, Giano Vetusto, Liberi, Pietramelara, Pontelatone, Roccaromana e Rocchetta e Croce) e “Monte Santa Croce” (con sede in Roccamonfina comprende 10 dei Comuni di Conca della Campania, Galluccio, Marzano Appio, Mignano Monte Lungo, Presenzano, Rocca d’Evandro, Roccamonfina, San Pietro Infine e Tora e Piccilli).“Confagricoltura augura buon lavoro a Franco Alfieri, al quale il presidente della Regione Campania, ha inteso riaffidare il compito di consigliere delegato per l’agricoltura, riteniamo che possa ben continuare il lavoro già intrapreso, finalizzato alla sburocratizzazione ed alla modernizzazione dell’assessorato, in vista di un utilizzo più efficiente e più efficace delle risorse comunitarie a disposizione del settore agricolo”. Così Fabrizio Marzano, presidente di Confagricoltura Campania nell’apprendere la notizia della conferma della nomina di Franco Alfieri a consigliere delegato per l’agricoltura. La casta dei politici campani, come altrove, sta per fare spazio ad una nuova, che si spera meno avvezza alle relazioni sussistenti tra favori e voto di scambio. Tale nuova classe politica ha i requisiti per farlo perché il cittadino italiano al Sud come al Nord ha votato un cambiamento soprattutto nel sistema di “mettere le mani sui soldi pubblici” con appalti pilotati, tangenti sottobanco, familismo nei concorsi pubblici e nelle carriere politiche, minore omertà derivante dal bisogno di fare la forestazione, ecc.. A Piedimonte M. l’operazione “Assopigliatutto” ha dato un segnale di presenza di uno Stato democratico che dà lo stop alle malefatte locali di un potere, quasi secolare e secolarizzato o indifferente alla meritocrazia e al bisogno reale, di feudo elettorale. Il nuovo Sindaco è alle prese con problemi antichi come la nomina del nuovo Direttore museale civico, che già viene bersagliato dagli aspiranti, suppongo locali, prima,invece, solo i figli della piccola borghesia commerciale locale potevano aspirare ad incarichi pubblici di bibliotecari, ecc. oppure di Tecnico comunale (emblematico fu il ricorso dell’Ordine degli Architetti che vide esclusi gli Architetti dal bando concorsuale e vide incluso solo gli Ingegneri). Sibillino dunque il procedere del potere locale, che non dà segni di rinnovamento democratico soprattutto nel Comune dove si decide il piano regolatore e dunque dei terreni edificabili. Bisogna far crescere le capacità del cittadino per sperare in meglio. In Francia, è obbligatoria la scuola materna dai 3 ai 5 anni per porre sullo stesso piano di partenza le diverse classi sociali, altro che Italia dove i figli dei piedimontesi in politica vanno in Svizzera a studiare. Il popolo italiano ha votato due formazioni politiche quasi nuovissime costituite con una percentuale più alta, di altri partiti tradizionali, di gente onesta, non incriminata né indagata per corruzione, abuso d’ufficio, nepotismo, ecc.. C’è dunque da sperare e non disperare! C’è anche da ricordare che la Democrazia non si eredita, ma si costruisce, giorno per giorno, e, spesso, con sacrifici e attorno numerosi sono i nuovi farisei che ti beffeggiano perché asserviti al secolarismo o all’indifferenza democratica. La DIA, la Magistratura e pochi altri portano il peso o la responsabilità di migliorare il Mezzogiorno, ma i cittadini sono ancora un po’ troppo distanti dal partecipare alla res pubblica. Un ramo più sano delle Istituzioni democratiche attuali è certamente la Scuola, soprattutto nel Mezzogiorno dove si riesce ad entrare con graduatorie trasparenti e controllate da quasi tutti laureati. “La scuola è importante non solo per le conoscenze che si acquisiscono, ma anche per l’opportunità che essa offre di crescere e maturare insieme in umanità e altruismo. La cultura non deve essere fine a se stessa, ma aperta al senso della vita e all’amore per essa. La sua visita Eccellenza, è per noi, oggi, il marchio di qualità e di sicurezza, che ella imprime al nostro impegno di docenti, non docenti e di studenti. La sua presenza ci infonde entusiasmo e fiducia e dà luce alle nostre scelte di ogni giorno. Le auguriamo di cuore che Cristo accompagni il suo cammino di pastore e guida del gregge, che se talvolta si fa ribelle, sappia riconoscere la strada del ritorno all’ovile, la strada che porta a Cristo, il Cristo che ha amato ed ama gli uomini, ogni volta, a Pasqua, più di se stesso”. Da parte sua il preside del Foscolo, Paolo Mesolella, dopo aver ringraziato il vescovo, il parroco e tutti i docenti, i genitori, i non docenti e gli alunni presenti, ha ricordato l’invito di Papa Francesco alla Chiesa che “deve impegnarsi sempre più a favore degli ultimi, e deve muoversi verso le “periferie esistenziali” della scuola. Perché la scuola deve diventare un luogo di vita buona per tutti, nessuno escluso». Nella nostra società democratica vi sono più poteri distribuiti tra cui quello religioso, non estraneo per storia, tradizione e cultura anche avanzata perché universale e meno provinciale. E’ recente l’ennesima notizia che “Due boss di mafia e ‘ndrangheta – il capo mandamento del rione Brancaccio di Palermo Giuseppe Graviano (fedelissimo di Totò Riina), e Rocco Santo Filippone, legato alla potente cosca di ‘ndrangheta dei Piromalli di Gioia Tauro – sono stati arrestati stamattina in un’operazione della Polizia di Stato, coordinata dalla Dda di Reggio Calabria. Sono ritenuti i mandanti dei tre attentati compiuti contro i Carabinieri di Reggio, in cui due militari morirono e altri due rimasero feriti. All’operazione partecipano anche i Carabinieri”. Un amico ex professore d’inglese e coetaneo, durante uno scambio culturale tra la scuola media superiore del Salento e la mia in Transilvania, nel 2006, visitando Gallipoli e dintorni, mi rispose così ad una mia domanda che voleva capire perché poche persone entrassero a mangiare in eleganti ristoranti ed alberghi locali:”questi sono di proprietà della Sacra Corona Unita, che non ha interesse verso i pochi turisti annuali e i molti estivi, ma li usa solo per dimostrare potenza e qua fa le feste dei battesimi, delle nozze e dei compleanni dei propri associati” Per me fu una sorta di rivelazione sorprendente. Allora se questo è vero, il M,mezzogiorno è nelle mani del potere criminale non dello Stato criminogeno? Parafrasando il libro del prof. ed ex Ministro dell’Economia G. Tremonti. Il nostro Mezzogiorno ancora si dibatte tra poteri camorristici, mafiosi, ndranghetisti e di sacra corona unita e quelli dello Stato, secolarizzato e spesso indifferente ai reali bisogni degli ultimi e sensibile a quelli delle classi medio e alte, da dove derivano i quadri dirigenziali come una volta vi derivava vano i principi della Chiesa. Si, la scuola meridionale è ancora un orto sano nel quale seminare buone sementi per tutti, nessuno escluso come vuole la Democrazia moderna ed antica, nata in Europa non in Egitto, in Asia e, ultimamente, in America del Nord.