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L’umano fuori asse. La disabilità intellettiva

(Caserta24ore) Per quanto si cerchi spesso di inquadrarlo in una logica di tipo meramente funzionale, l’handicap psichico o mentale, soprattutto quello grave, non può fare a meno di rivelarsi allo sguardo e alla sensibilità di chi vi si accosta come una ferita profonda, insanabile, al cuore stesso dell’essere del singolo individuo. La donna e l’uomo che, come si usa dire, sono portatori di un handicap appaiono schiacciati da un fardello troppo gravoso da sostenere senza che la soggettività ne sia fortemente compromessa e invalidata. […] Affrontare la questione della disabilità intellettiva orientati da una riflessione psicoanalitica vuol dire porsi un interrogativo fondamentale – generalmente eluso – sull’esistenza dell’inconscio (o, per essere più precisi, sulle forme particolari che esso può assumere) in persone che sono, in maniera più o meno grave, compromesse dal punto di vista intellettivo e cognitivo. […] La disabilità intellettiva ci obbliga a fare i conti con una condizione dell’umano che è, assai spesso, ritenuta ai limiti dell’umanità stessa: includere queste esistenze speciali e bizzarre nel registro dell’umano è il nostro compito. Humana materia è il titolo che abbiamo voluto attribuire a questa collana proprio per ribadire che, per quanto gravi le condizioni del disabile intellettivo possano essere (o apparire), è di materia umana che egli è fatto, di materia significante, di materia sensibile alla parola, di materia plasmata dal linguaggio.I curatori Ambrogio Cozzi è psicoanalista a Milano. Fa parte dell’Associazione ALIPsi ed è fondatore della Rete Nazionale Disabilità Intellettiva. È docente presso la Scuola di Specializzazione in Psicoterapia IRPA, a Milano e Grottammare. Franco Lolli è psicoanalista a Grottammare. È membro dell’Associazione ALIPsi ed è fondatore della Rete Nazionale Disabilità Intellettiva. È direttore della sede della Scuola di Specializzazione in Psicoterapia IRPA di Grottammare.