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Vampirismo politico italiano

(Giuseppe PACE, Segretario Provinciale Partito Pensionati Padova). L’ultimo referendum, quello del 4 dicembre 2016, ha mostrato agli italiani che circa un 40% desidera l’autoritarismo di una Repubblica presidenziale all’italiana (cioè pasticciata) mentre circa il 60% ha votato no per non andare verso l’autoritarismo del passato. Strano è apparso a non pochi sondaggisti il no prevalente più nel Mezzogiorno che nel Settentrione ad iniziare da Bolzano che ha fatto stravincere il si pur non essendo in una regione ”rossa”, come l’Emilia Romagna. Qualcuno, compreso lo scrivente, ha pensato ad un voto quasi di scambio tra il potere romano, di turno, e quello altoatesino proteso anche a cancellare i toponimi italiani dalle strade e piazze, senza che Roma protesti chiaramente. Chi non ha dimenticato la Costituzione Italiana, invidiata da molti dei 200 e passa Paesi mondiali, ha votato no a Renzi e al suo Governo. Premesso che in Democrazia i Partiti sono fisiologici perché veicolano le idee diverse e trovano una sintesi negli equilibri politici per governare la res pubblica. In Italia, purtroppo, si va diffondendo la partitocrazia patologica e non quella fisiologica, che, invece, è fatta di trasparenza, responsabilità condivise in politica, di parsimonia nell’utilizzo di denaro pubblico, di meritocrazia e non facendo crescere il debito pubblico nazionale con frequenti avvisi minacciosi dell’Unione europea. In Italia si va diffondendo l’alzare la voce di chi grida “piove governo ladro”, senza impegnarsi minimamente nelle responsabilità connesse alla guida della res pubblica. Molto più facile è criticare soltanto senza alcuna assunzione di responsabilità pubblica. Al settentrione fa ancora breccia il populismo e la demagogia spicciola di chi soffia sugli aspetti di difesa del localismo, del municipalismo con “i paroni in casa propria”, al meridione affidandosi non alle istituzioni ma all’amico dell’amico politico che conta oltre alla malavita organizzata oppure disorganizzata per risolvere, non sempre legittimamente i proprio caso particolare, magari per il posto letto in ospedale oppure per sistemare con un buon posto il figlio, ecc. Al settentrione si pagano più tasse perché l’economia è più avanzata e c’è meno mercato nero. Al meridione prevale, nella classe media e culturale, il meridionalismo piagnone, che addita a settentrione i mali meridionali, mettendo alla berlina quel meridionalismo del fare o non piagnone. La politica della Sinistra e della Destra continua a prospettare uno Stato invadente nell’economia e nella società. Il Centro è diviso e non riesce ad aggregare più di piccoli gruppi, quasi insignificanti negli equilibri partitici nazionali e regionali. Nella trasmissione di Rai1 L’ARENA, di Domenica 5 c.m., hanno parlato, tra gli altri l’On. Rotondi che lo scrittore Mario Giordani, che ha pubblicato, il 28 febbraio c.a., con Mondadori Vampiri. In questo suo nuovo libro si scrive ”Si può andare in pensione ancora oggi a 55 anni con 5000 euro al mese? Si può riscuotere un assegno per 66 anni pur avendo lavorato soltanto 3 anni? Si può ricevere un vitalizio da 1.317.805 euro intascando pure il sussidio di disoccupazione? Si possono cumulare tre pensioni ed essere nominati presidente delle autostrade? Ma certo, che si può: basta appartenere a una delle fortunate categorie che mese dopo mese continuano a prosciugare le nostre tasche e il futuro del Paese”. Rotondi, invece, pubblica e commenta il suo libro “Meglio la Casta”, sostenendo che con le Regioni si sono creati 20 rivoli di clientele rispetto a quelli centralizzati prima del 1970 e che il vitalizio va bene per chi tanti anni fa ha fatto una scelta di fare il politico, di conseguenza, deve poter essere tutelato anche da pensionato insieme alla moglie per la pensione di reversibilità. La “comunicazione sta affamando questo Paese” afferma Rotondi. Risponde di rimando Giordani accusandolo di dire “assurdità” e, in parte ripete ciò che ha scritto in Vampiri: “Dal 1° gennaio 2017 è saltato anche il piccolo contributo di solidarietà introdotto nel 2014. Così ora le pensioni d’oro scorrono di nuovo in tutto il loro splendore. E la nuova inchiesta di Mario Giordano rivela che negli ultimi anni i privilegi non solo sono rimasti, si sono moltiplicati: per i politici, ovviamente, ma anche per i giornalisti, i 17.318 sindacalisti favoriti da speciali leggi-vergogna, i banchieri, i magistrati, gli alti papaveri e i prelati. Pensate che il Fondo clero dell’Inps ha accumulato un buco di oltre 2 miliardi. E 60 miliardi di buco li ha invece accumulati il Fondo delle Ferrovie dello Stato, che con i nostri soldi generosamente paga pensioni da 13.000 euro al mese. Perché tutto ciò non cambia? Semplice: perché i Vampiri sono nei posti che contano. Comandano loro. E, per di più, continuano ad accumulare altri incarichi e altro potere. Così fanno quello che vogliono: in Puglia è stata approvata una legge regionale che di fatto aumenta gli assegni pagati agli ex consiglieri. In Molise il vitalizio era morto ed è stato fatto risorgere. A Perugia c’è un ex dipendente del Comune che è riuscito ad andare in pensione con 49.000 euro al mese e quando nel luglio 2016 l’Inps gliel’ha tagliata ha fatto ricorso”. Scrive ancora Giordani: ”Questo libro è dedicato ad Aurora B., 27 anni, parrucchiera a Pisa: secondo i calcoli dell’Inps, dovrà andare in pensione il 1° marzo 2064, quando avrà lavorato 58 anni. Percepirà meno di 1000 euro netti al mese. Ecco: pensare che il Paese di Aurora possa continuare a pagare la pensione a vedove di parlamentari che non hanno fatto nemmeno un’ora in aula; o alla figlia di un deputato monarchico in carica dal 1947 al 1951; o a un ex consigliere regionale della Calabria che prende 7490 euro da quando aveva 44 anni e adesso è in carcere con gravissime accuse, è uno scandalo che non si può accettare. Anche perché, come questo libro vi svelerà, Aurora B. e gli altri non assistono solo all’ingiustizia: la pagano di tasca propria. Infatti, con i loro soldi stanno finanziando i privilegi dei nababbi. Sembra assurdo, ma è così. E per questo i folli vitalizi non sono un diritto, ma un furto. Un furto di equità e di futuro, che si ripete ogni giorno e diventa sempre meno accettabile. Bisogna impedirlo. Tutto qui”. In merito alle pensioni Giordani ha scritto: ”Si può andare in pensione ancora oggi a 55 anni con 5000 euro al mese? Si può riscuotere un assegno per 66 anni pur avendo lavorato soltanto 3 anni? Si può ricevere un vitalizio da 1.317.805 euro intascando pure il sussidio di disoccupazione? Si possono cumulare tre pensioni ed essere nominati presidente delle autostrade? Ma certo, che si può: basta appartenere a una delle fortunate categorie che mese dopo mese continuano a prosciugare le nostre tasche e il futuro del Paese”. I privilegi della Casta non sono pochi, ma chi li difende dice che per salvaguardare l’indipendenza del politico deve avere delle prerogative costituzionali. Giretti, insiste, sul regolamentare gli estremi della Casta come i vitalizi dati a consiglieri e parlamentari anche di pochi giorni di mandato. Lo scrivente ha già scritto di ridurre le aziende parastatali, pararegionali e comunali partecipate, che spesso sono uno spreco insostenibile per il buco del bilancio statale a causa di stipendi esosi soprattutto ai dirigenti che vanno in pensione da privilegiati. In tali partecipate pubbliche vengono spesso assunti politici “sconfitti” nelle competizioni elettorali ed amici degli amici di partito. Insomma è un male della partitocrazia al quale bisogna porre rimedio più ancora di come farà il decreto”mille proroghe”, che, intanto, tenta, sia pure timidamente, di ridurle. La Casta, additata con il libro famoso di G. Stella, deve essere più controllata e le regioni devono essere meno canali di spesa non parsimoniosa. La classe media aspetta di essere meno fiaccata, salassata, vilipesa e i pensionati non vogliono essere considerati solo facile salvadanaio e cassa per sanare sprechi che la Casta causa. Intanto lo Stato ridia ai pensionati, della cosiddetta classe media (con pensioni solo superiori a 1400 euro mensili), quanto gli ha sottratto nel biennio 2012-13 bloccandogli la contingenza, che la Sentenza della Corte Costituzionale n.70 del 2015 ha sancito. Fu il Governo Monti-Fornero a decidere male sui pensionati della classe media, ma Renzi ha continuato a sprecare soldi pubblici dando 80 euro, non richiesti né sanciti da contratti nazionali, a milioni di persone, solo per avere il loro voto? Le banche in deficit non aspettino più sanatorie statali con i soldi pubblici senza chiedere ai suoi dirigenti e debitori facoltosi di restituire quanto speso senza controlli necessari. Bisogna pignorare anche gli immobili oltre che i conti correnti ai dirigenti bancari irresponsabili e agli amici degli amici dei direttori bancari in Toscana come in Veneto che hanno avuto grossi mutui senza garanzie, chieste, invece, solo ai piccoli risparmiatori, imbrogliati. Il popolo italiano ha bisogno di esempi di Democrazia ed anche di Partiti sani, trasparenti, parsimoniosi, non di becera partitocrazia spesso patologica perché guidata da una Casta, che pratica vampirismo politico.