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Prevenzione per la sicurezza alimentare

(Francesca Accetta, Laenza, Cuter) La Sicilia è particolarmente nota per i suoi agrumi, fra i più conosciuti troviamo la Navelina, il Sanguinello, il Tarocco, la Washington Navel oltre alle clementine e ai mandarini.
I limoni tipici sono il Femminello Comune, il Siracusano, il Verdello e il Primo Fiore IGP.
Le località più note per la produzione di agrumi sono la Piana di Catania, Campobello di Mazara a Ribera, Agrigento, Enna e Siracusa. Tutta questa ricchezza apprezzata in Europa e nel mondo è purtroppo sottoposta agli interessi malavitosi della mafia. Il procuratore Gian Carlo Caselli, durante il Forum Internazionale dell’agricoltura 2018, ha dichiarato che le agromafie conducono ad un giro di affari di circa 22 miliardi annui, da parte di quelli che definisce “agropirati” poiché speculano su cibi di bassa qualità, con etichette prestigiose.
La materia è stata regolamentata attraverso i 49 artt. del disegno di legge n.283/2018.

Durante l’evento, il procuratore ha evidenziato l’esistenza di un sistema paramafioso da parte di chi, pur non appartenendo a nessuna cosca, froda in ambito agroalimentare e come soluzione propone un etichettatura che evidenzi il made in Italy, il luogo di produzione, gli ingredienti e la trasformazione.
Le speculazioni e le frodi nel campo alimentare comportano gravi conseguenze all’immagine dei prodotti tipici italiani e danneggiano il mercato del lavoro. Un’attività a difesa dei produttori e dei consumatori è la c.d “chilometrico zero”, già attuata in molte località italiane, attraverso mercatini settimanali dove i produttori vendono direttamente la loro merce. Francesca Accetta Esperta in Criminologia e Psicologia Forense
William Leanza, Agronomo. Raffaele Cuter Opinionista