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LA CROCIATA DI GIANLUCA DAVANTI AGLI OSPEDALI PER AMORE DI DIO E DELLA VITA

(IlMezzogiorno) Uno dei crimini piu’ atroci di questa società, che ha completamente dimenticato il rispetto e l’amore per la VITA, è indubbiamente l’aborto. Alcuni decenni fa, il grande San Pio da Pietrelcina disse.
“Il giorno in cui gli uomini, spaventati dal, come si dice, boom economico, dai danni fisici o dai sacrifici economici, perderanno l’orrore dell’aborto, sarà un giorno terribile per l’umanità. Perché è proprio quello il giorno in cui dovrebbero dimostrare di averne orrore. L’aborto non è soltanto omicidio ma pure suicidio della razza umana, se con l’occhio della ragione, si vedesse“la bellezza e la gioia” della terra popolata di vecchi e spopolata di bambini: bruciata come un deserto. Se si riflettesse, allora si comprenderebbe la duplice gravità dell’aborto: con l’aborto si mutila sempre anche la vita dei genitori. Questi genitori vorrei cospargerli con le ceneri dei loro feti distrutti, per inchiodarli alle loro responsabilità e per negare ad essi la possibilità di appello alla propria ignoranza. I resti di un procurato aborto non vanno seppelliti con falsi riguardi e falsa pietà. Sarebbe un abominevole ipocrisia. Quelle ceneri vanno sbattute sulle facce di bronzo dei genitori assassini. Difendere il sopraggiungere dei bambini al mondo è sempre un atto di fede e di speranza nei nostri incontri con Dio sulla terra”. Com’è stato sottolineato di recente,è stata presentata a Roma la relazione sull’attuazione della legge 194 che ogni anno, in una sorte di macabro rituale, il ministero della Salute porta all’attenzione del Parlamento italiano. I dati definitivi del 2017 confermano il trend degli ultimi anni: rimane costante il numero degli infanticidi prenatali legalizzati che si attesta intorno ad una cifra di poco inferiore alle 81.000 unità (l’intera popolazione di una media città italiana come Varese …) con una leggera flessione rispetto al 2016 (4,9 percento in meno), malgrado il generale calo delle nascite; in costante crescita, invece, il numero degli aborti farmacologici, tanto che gli omicidi provocati dall’utilizzo della pillola Ru486 sono cresciuti del 5 percento in soli tre anni e nel 2017 hanno rappresentato il 17,8 percento del totale; per quanto riguarda il ricorso alla contraccezione d’emergenza si registra un vero e proprio boom di vendite, in particolare della pillola del giorno dopo e di quella dei 5 giorni dopo (EllaOne), anche in considerazione del fatto che per acquistare tali prodotti cripto abortivi non vige più l’obbligo della prescrizione medica; rimane stabile il dato sugli obiettori di coscienza e il ministero della Salute, basandosi su parametri di calcolo specifici come i carichi di lavoro settimanale per medico obiettore e la diffusione dei punti Ivg rispetto ai punti nascita, non rileva, purtroppo, particolari criticità nell’erogazione dei “servizi” di aborto. Proprio per tali importanti motivi, sospinto da grandi motivazioni non solo sociali, etiche e morali, ma soprattutto religiose, Gianluca Martone, nostro collaboratore e Premio Internazionale Antimafia “Livatino- Costa- Saetta 2016”, sta piantonando da quasi 2 anni da solo eroicamente sette ospedali al centro sud Italia, sospinto da una fede impareggiabile: il Rummo di Benevento, dove vengono praticati ogni anno 500 aborti, il Riuniti di Foggia, con ben 1000 aborti praticati ogni anno, il Cardarelli di Campobasso con 400 aborti tutti praticati da un solo medico abortista il dott. Michele Mariano, il Loreto Mare di Napoli, con 1000 aborti circa ogni anno, il Policlinico di Bari, con oltre 1500 aborti ogni anno, il Moscati di Avellino, dove vengono praticati 5000 aborti ogni anno e ogni giorno ormai da diversi anni e, infine, il San Carlo di Potenza, con circa 400 aborti ogni anno. In alcuni suoi interventi su diverse testati locali, Martone ha dichiarato:” L’aborto è gratis per le donne che optano per questa decisione. Ogni intervento rappresenta un costo per i contribuenti di circa 4.000 euro. Con la crisi che viviamo mi domando come mai questi soldi non vengano investiti per offrire occupazione ai giovani o per sostenere chi pensa di abortire, proprio perché è in difficoltà economiche. Per questo l’aborto dovrebbe essere finanziato da chi decide di interrompere la gravidanza. Non trovo giusto che molti contribuenti finanzino qualcosa in cui non credono o sono contrari. Ritengo assurdo che una persona possa votare a 18 anni mentre può tranquillamente abortire a 13. C’è un sistema che spinge verso questa scelta. Il problema è che bisogna fornire alle donne maggiori informazioni. Ci sono inoltre conseguenze post aborto molto gravi, ad esempio depressione e suicidi. Un fenomeno che va fermato. Inoltre dicono che questa legge vieti gli aborti clandestini che, in Italia, sono circa 30.000 ogni anno. Ma non si pensa mai che questa legge ha fatto 6 milioni di vittime. È un popolo estinto, una strage di innocenti. Nel consenso che compila la madre dovrebbe esserci anche la domanda “potresti rimpiangerlo?”. Credo che questa frase potrebbe invogliare le donne che compiono questa scelta, magari perché il bambino è malato, a cambiare idea. Conosco tanti bambini autistici o con sindrome down davvero straordinari, con doti eccezionali, simpatici, sorridenti e dalle elevate capacità intellettive. In caso di stupro che colpa ne ha il bambino? Questa legge, questo abominio, sta svuotando le culle e anche le scuole con gravi ripercussioni sull’intero tessuto sociale. Si fa tanto riferimento alla Shoah che, per carità, è stata una tragedia vera e propria, ma dei 6 milioni di bambini non si parla mai. Questi sono anche i nostri figli. Non devono essere visti come un ostacolo o una malattia ma come una ricchezza, per la madre ma anche per l’intera società. Lo Stato deve mettere in condizioni la donna di vivere la nascita come un bene di Dio, una ricchezza e come il dono più grande. Non come un dramma». Tra i tanti episodi avvenuti in questi ultimi mesi davanti agli ospedali, il giornalista ne ha voluti sottolineare due. Il primo, avvenuto a Bari ( vedesi foto), è stato riportato anche da Notizie Pro Vita in un interessante articolo, pubblicato lo scorso mese di maggio:” A Bari, nei giorni scorsi, l’amico giornalista Gianluca Martone è andato eroicamente da solo – come fa spesso anche in altre città del meridione – davanti al policlinico a distribuire volantini. Ha pregato il Rosario e ha raccolto firme per la petizione di ProVita “Per la salute delle donne”. Già questo è encomiabile. Ma l’eroicità sta nel fatto che ha resistito agli attacchi liberticidi dei cultori della morte. Tre volanti delle forze dell’ordine facevamo la ronda attorno all’ospedale: «Non potendomi mandare via, in quanto stavo in regola, mi hanno fatto sentire il fiato sul collo. Io, come al solito, di granito. Due preti mi hanno snobbato, dicendomi che non gli interessava l’aborto. Ad uno dei due, ho detto: “Scusate padre, ma perche’ siete diventato prete?”. Due ostetriche mi hanno attaccato dicendomi che e’ vergognoso e violento il manifesto che esponevo (il noto manifesto di ProVita censurato dalla Raggi)». I nostri manifesti sono violenti, o è violento l’aborto che strappa un bambino dal grembo della madre? Martone ha risposto: «Ma voi dentro l’ospedale difendete la vita o i vostri portafogli, lucarando sulla pelle di questi innocenti martiri?». E poi conclude: «Dulcis in fundo, due squadriglie di studenti di sinistra, hanno fatto muro attorno a me, cercando di mandarmi via. Io non mi sono mosso di un millimetro, non ho accettato le loro insulse provocazioni, e dopo 20 minuti, se ne sono andati: ho vinto io!». Un bel coraggio, il nostro Gianluca: un coraggio che gli viene dalla fede sincera di cattolico (vero). E ha vinto la vita, questa volta. Finché ci saranno eroi come Martone, ci saranno campagne pro vita come quella delle vele (che si sta concludendo in questi giorni), ci sarà un “piccolo resto” che continuerà a dar voce ai piccoli indifesi che non hanno voce, fino alla vittoria finale della luce sulle tenebre”. Il secondo, invece, è avvenuto al Loreto Mare di Napoli ( vedesi foto), come testimoniato dal giornalista stesso:” Amici e amiche, ieri a Napoli i miracoli di Dio frutto della santa tradizione cattolica. Tre atti straordinari sono avvenuti: 1) Santa Messa Tridentina di San Pio V, la vera messa cattolica di sempre, celebrata per me da un padre dell’Istituto Cristo Re Sommo Sacerdote, alla chiesa del Rosariello. 2) Distribuiti 1400 volantini in 4 ore con il vice questore di Napoli venuto all’ospedale per garantire la mia sicurezza ( evidentemente l’Arcigay Napoli o le femministe stavano preparando un’aggressione, ma io sono iper protetto) e con la presenza di un giornalista, che spero abbia fatto il suo dovere a divulgare e a parlare finalmente di questi orrendi crimini fatti nel silenzio assoluto. 3) UN’OSTETRICA MI HA INFORMATO ALLE 13.55 CHE, PER GUASTI TECNICI ( SPERO LA NOTIZIA SIA VERA) NON SI SONO FATTI I 15-20 ABORTI PREVISTI PER IERI. SIGNIFICA CHE, CON LA POTENZA DELLA VERA MESSA E DELLE 9 CORONE DI ROSARIO( TUTTI MISTERI DOLOROSI) HO SALVATO 20 VITE DALLA MORTE. ECCO COSA SIGNIFICA ANDARE DAVANTI AGLI OSPEDALI. VIVA GESU’.VIVA MARIA. VIVA LA SANTA TRADIZIONE CATTOLICA”. Il grande Sant’Antonio di Padova soleva affermare: “«La verità genera odio; per questo alcuni, per non incorrere nell’odio degli ascoltatori, velano la bocca con il manto del silenzio. Se predicassero la verità, come la verità stessa esige e la divina Scrittura apertamente impone, essi incorrerebbero nell’odio delle persone mondane, che finirebbero per estrometterli dai loro ambienti. Ma siccome camminano secondo la mentalità dei mondani, temono di scandalizzarli, mentre non si deve mai venir meno alla verità, neppure a costo di scandalo»