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Controllare anche i ponti e viadotti del Sannio Alifano, Trignina, Bifernina, Volturno e Calore.

Giuseppe Pace (Tecnico di Ecologia Tribunale, perf. Ingegneria del Territorio Univ. Padova).
In attesa di ricostruire il ponte genovese e della sentenza esemplare di valutazione delle responsabilità dei Tecnici progettisti e controllori, l’Italia resta allarmata per molti altri ponti a rischio. Non solo vanno ricontrollati gli alti ponti delle nostrane superstrade molisane Trignina e Bifernina nonché Volturno, ma anche quelli antichi sul Matese come a Guardiaregia sul Quirino e tra Piedimonte Matese e Castello Matese sul Vallone nonché tra Cerreto e Cusano Mutri. Dopo il crollo del ponte di Genova si è deciso il divieto dei mezzi pesanti su tutti i viadotti a rischio per 30 giorni, così da dare modo ai tecnici di provvedere alle necessarie verifiche sullo stato e la sicurezza delle infrastrutture. E impiego del genio militare – non di privati – per realizzare a stretto giro le verifiche necessarie insieme ai gestori, così da minimizzare l’impatto sul traffico. Queste le richieste del Codacons all’indomani della tragedia che ha toccato Genova e l’Italia intera. Il Codacons ha deciso di diffidare i prefetti delle zone con cavalcavia o viadotti a rischio. Ai prefetti, quindi, chiamati in causa quali responsabili diretti della sicurezza pubblica, l’Associazione chiede di disporre un blocco “temporaneo” per alleggerire il traffico sui viadotti a rischio: una necessità che s’impone alla luce dei fatti per dar modo di svolgere un’attenta opera di monitoraggio e valutazione del rischio, con disagi minimi per l’economia e il commercio (vista la possibilità per gli autotrasportatori di individuare percorsi alternativi, come accade normalmente allorché i sindaci vietano il passaggio dei TIR nel loro Comune). L’Associazione, inoltre, chiede di imporre alla società Autostrade di ricostruire il ponte in cinque mesi e risarcire entro 90 gg tutti i cittadini che abbiano subito danni, di qualsiasi genere, dal crollo della struttura. Infine, il Codacons chiede di sospendere con decreto – per un mese e fino al termine degli accertamenti – tutti i pedaggi autostradali. Il Codacons mette il suo staff legale a disposizione dei genovesi che intendano chiedere i danni e di tutti i cittadini in tutte le Regioni che vogliano segnalare situazioni di ponti e viadotti a rischio. Per contattare l’Associazione basta scrivere all’indirizzo [email protected], o – dal 20/8 – contattare il numero verde 800.582493. Ecco un primo elenco dei campani viadotti, cavalcavia e ponti sui quali è opportuno svolgere ispezioni e verifiche: Campania Viadotto Manna, Ariano Irpino, Ponte alla foce del fiume Sele SP 175, A2 Viadotto Castellammare Salerno, viadotto Gatto Vietri, Viadotto Vietri Napoli, Ponte di Carmiano tra S. Maria la Carità e Gragnano Castellammare, viadotto San Marco. La manutenzione non è stata esemplare per molti ponti, ma anche per quelli medi e piccoli nella rete viaria nazionale, soprattutto se gestita da privati che incassano miliardi di pedaggi autostradali a scapito di pochi soldi spesi per la manutenzione e la verifica. Le società autostradali sono anche luoghi di ex politici sistemati in Consigli di Amministrazioni con gettoni di presenza superpagate. Quando finirà il pressappochismo italiano su opere infrastrutturali costate molto prima e dopo della realizzazione? Intorno agli appalti pubblici gravitano ditte serie e spesso anche corruttrici di corrotti soprattutto dei partiti politici e degli organi deputati al controllo. L’Anticorruzione non basta con una semplice Autorità, è necessario una più attenta opera diffusa di controllo anche dei controllori. Intanto blocco dei mezzi pesanti su tutti i viadotti a rischio per 30 giorni, stop ai pedaggi, risarcimento entro 90 giorni ai cittadini danneggiati e ricostruzione del ponte in 5 mesi. Diffidati i Prefetti delle zone con cavalcavia o viadotti a rischio. Il Codacoms chiede verifiche congiunte Genio Militare/Gestori per accertare la sicurezza. In Italia, ma anche in Paesi ad economia più avanzata come la Germania (leggere il mio saggio Germania tra Cultura e Natura, leolibri.it), gli appalti di opere pubbliche sono spesso inficiati da corruttori e corrotti e i 60 miliardi annui di tangenti registrati dalla Corte dei Conti sono un cancro sociale che fa cadere scuole addosso ai bambini e ponti sugli ignari automobilisti che pagano la tassa di circolazione tutti.