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Castel Campagnano, “Anime Borboniche, presentazione del film con Ernesto Mahieux al Castello Ducale

(Caserta24ore) CASTEL CAMPAGNANO Ieri sera, giovedì 4 ottobre 2018, presso il “CASTELLO DUCALE” di Castel Campagnano (Caserta), si è tenuta una conferenza stampa di presentazione di “Anime Borboniche”, film diretto da Paolo Consorti e Guido Morra. Il film, le cui riprese in questi giorni hanno avuto come scenario il territorio casertano e lo stesso Castello Ducale di Castel Campagnano, vede nel cast artistico attori come Ernesto Mahieux, Susy Del Giudice, Giovanni Esposito, Guenda Goria, Randall Paul, Angelo Sepe, Cinzia Carrea e Pietro Ciciriello. Il film è prodotto da “opera Totale” con Achab Film, Paolo Coviello e CameraWorks.
Senza svelare troppo i dettagli della trama della pellicola, i due registi, Paolo Consorti e Guido Morra, hanno raccontato alcuni particolari riguardanti la nascita e lo sviluppo delle riprese del film che è stato girato in particolar modo alla Reggia di Caserta e nel borgo di Castel Campagnano. Erano presenti alla conferenza stampa, oltre agli artisti (Ernesto Mahieux, Susy Del Giudice, Massimo De Matteo e Cinzia Carrea) ed i tecnici (tra cui il direttore della fotografia Gianni Mammolotti) anche il titolare del Castello Ducale, Vittorio Maione ed il sindaco di Castel Campagnano Giuseppe Di Sorbo. Il cast artistico, coordinato da Gianni Genovese, si è avvalso della collaborazione della Actoryart di Vittoria Sinagoga. I costumi sono stati curati da Annabella Donnarumma, con il contributo del Liceo Artistico San Leucio di Caserta. Ernesto Mahieux,uno dei volti più noti e amati del cinema italiano, che ha lavorato con registi di valore assoluto come Garrone, Risi e Scola, ha tenuto a precisare come si sia subito innamorato del progetto cinematografico “Anime Borboniche” appena gli è stato presentato dagli autori.

Dopo la conferenza stampa, il cast artistico ha partecipato, insieme ad altri ospiti, ad una serata conviviale con la degustazione di piatti magistralmente preparati da Maria Mone, chef del Castello Ducale. A suggellare la perfetta serata, una visita guidata alla chiesa rupestre ubicata nei sotterranei del palazzo (risalente alla metà del X secolo e dedicata al culto di San Michele Arcangelo) ed alla cantina storica di tufo, scavata a mano, nel 1777. Sinossi film: Una coppia sposata di mezza età, figuranti di rievocazioni borboniche, deve raggiungere la Reggia di Caserta per una performance d’arte contemporanea. Durante il viaggio però, la donna, stanca delle liti, approfittando di una sosta, decide incredibilmente di lasciare il marito a piedi, in mezzo alla strada. Il poveruomo, vestito da cocchiere borbonico, senza portafogli e telefono, decide di fare l’autostop, ma viene caricato da una balorda famiglia di attori, che si prende gioco di lui, disperdendolo nelle campagne campane. Intanto, la moglie del cocchiere, pentita, torna indietro per riprenderlo, ma non lo trova più. Sempre nel contempo, l’artista che aspettava disperatamente entrambi, non sa come andare avanti con la sua performance.

Il Castello Ducale di Castel Campagnano è una villa d’epoca settecentesca, con la sua la suggestiva cantina scavata nel tufo, affaccia in un verdeggiante parco con veduta sulla valle del medio Volturno, definita la Toscana del Sud. Una cornice d’eccezione che unisce storia e bellezze paesaggistiche. Location ideale per cerimonie e ricevimenti di matrimonio o comunioni, per eventi e feste private o soggiorni nella provincia di Caserta. Facilmente raggiungibile da Caserta, Napoli e Benevento.

Paolo Consorti. Nato a San Benedetto del Tronto il 1964. Realizza opere in cui la pratica pittorica si contamina con l’immagine filmica ed elettronica; è autore di film, video e performance. Diplomato all’ Accademia di belle arti di Macerata, dopo alcune collaborazioni cinematografiche che lo vedono al fianco del premio oscar Sergej Fëdorovič Bondarčuk, esordisce nel ’91 con una mostra personale al Palazzo Ducale di Urbino. Nel 1992 il filosofo Hans-Georg Gadamer paragona Consorti per il “contrasto tra equilibrio pittorico e drammaticità dell’uomo moderno e post-moderno” al tormentato Bosch. Nel 1994 il critico d’arte Pierre Restany Pierrericonosce nell’opera di Paolo Consorti “ l’emergenza di uno stile post- moderno del sublime”. Nel 2008 è tra i Top 100 di Flash Art sulla giovane arte italiana. Nel 2011 è invitato alla 54ª Biennale Internazionale d’Arte di Venezia. Espone inoltre al Macro e al Palazzo delle Esposizioni di Roma, al Palazzo delle Papesse di Siena, al Museo Madre di Napoli, al Teatro Margherita di Bari e al Palazzo Reale di Milano. Ancora nel 2011, la Rai 3 produce il docufilm “Rebellio patroni”, con Giobbe Covatta ed Elio e le storie tese . Nel 2013 gira il suo primo film lungometraggio “Il sole dei cattivi” con Nino Frassica e Luca Lionello, premiato come Miglior film nel Film Festival dei Popoli in Umbria. Nel 2014 firma già il secondo film “Figli di Maam” che otterrà Lo Special Screening al Sofia International Film Festival e vedrà, oltre a Luca Lionello ancora protagonista, la partecipazione di Franco Nero e Alessandro Haber.

Guido Morra. Guido Morra (Roma, 26 Agosto 1956) è un paroliere e scrittore italiano. Paroliere tra i più richiesti nella canzone italiana. Tra gli artisti che hanno cantato i suoi testi anche Mango, Mietta, Anna Oxa, Mia Martini, Placido Domingo, Toquinho, Miguel Bosé, Luis Miguel, Massimo Ranieri, Al Bano, Renato Zero, Rettore, Viola Valentino, Caterina Caselli, Rossana Casale, Eduardo De Crescenzo, Gianni Togni, con cui ha debuttato, e Riccardo Fogli, con cui ha vinto il Festival di Sanremo 1982. Ha firmato ben 20 canzoni del Festival di Sanremo. La maggior parte dei brani li ha scritti a quattro mani col maestro Maurizio Fabrizio, autore delle musiche. Il sodalizio artistico tra i due dura da quasi un quarantennio. Dagli anni ’90 in poi si affidano ai suoi testi anche Mia Martini (La sola verità, 1990), Mietta (Niente, 1990), Anna Oxa (L’immenso e il suo contrario, 2001), Mango (L’io, 1990, Il rifugio, 2011), Alessandro Safina (Del perduto amore, 2002), Piero Mazzocchetti (Schiavo d’amore, 2007), Caterina Caselli (Bisognerebbe non pensare che a te, 1990), Renato Zero (I migliori anni della nostra vita, 1995, La pace sia con te, 1998, La vita è un dono, 2005), Massimo Ranieri (Mi troverai, 1987, Ti parlerò d’amore, 1998), Al Bano (L’amore è sempre amore, 2009) e Placido Domingo (La libertà, 2008, ispirata ad una poesia di papa Karol Wojtyła). Per il teatro musicale scrive libretto e liriche di Hollywood – Ritratto di un divo e Il grande campione, entrambi per la regia di Giuseppe Patroni Griffi. Il suo primo romanzo è intitolato La luna rossa di S.Pietroburgo” (Marietti, 2001) a cui segue Il cronista mondano (Valter Casini Editore, 2008).