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Piedimonte Matese. “Mons. Di Cerbo circa l’ evententuale accorpamento della diocesi.

(Caserta24ore) PIEDIMONE MATESE Mons. Valentino Di Cerbo, ha celebrato nella Basilica di Santa Maria Maggiore in Piedimonte Matese, giovedì scorso, il Corpus Domini diocesano con il clero di Alife-Caiazzo e i fedeli provenienti da numerose parrocchie della Diocesi. Diverse le riflessione del Vescovo, partendo dalle parole che Papa Francesco ha rivolto ai Vescovi italiani riuniti il 21 maggio perl’annuale Assemblea generale, esprimendo con premura e attenzione tre pensieri: la scarsità di vocazioni, la povertà evangelica, l’accorpamento delle Diocesi italiane. Su quest’ ultima, la terza preoccupazione di Papa Francesco, il vescovo ha tenuto a mettere in evidenza che quella dei possibili accorpamenti di alcune Diocesi italiane, di fatto ha accesso più delle altre l’attenzione di sacerdoti e fedeli di Alife-Caiazzo: “ciò che delegittima l’Eucarestia è l’atteggiamento locale che hanno suscitato le parole del Papa, rivelando così poco amore per la Chiesa locale”. Con fermezza Mons. Di Cerbo ha esortato a rivedere l’atteggiamento di coloro che nel giudizio su tale possibilità ne intravedono una positività senza considerare il dolore e la sterilità che la precedente esperienza pastorale che vedeva la Diocesi amministrate da altre Chiese confinanti generava per la quale “ci stiamo ancora leccando le ferite”.Singolare l’attenzione che il Santo Padre, proprio nell’asseblea dei Vescovi ha manifestato per quelle realtà diocesane che hanno motivato e fatto richiesta di tenere saldi i propri territori in nome della conservazione e della tutela di identità territoriali quindi culturali e sociali.Ha parlato di “scempi del passato”, il Vescovo, riferendosi appunto all’esperienza delle Amministrazioni apostoliche con Capua o Caserta che oltre 30 anni fa toccavano il territorio alifano e caiatino sottraendo alla chiesa locale beni, ricchezze, identità, senso di appartenenza; una ferita che prematuramente si ripresenta con il parere favorevole interno alla Diocesi, “di chi in quegli anni ha lavorato e faticato non poco per sanare la Diocesi di Alife-Caiazzo e provvedere a darle l’attuale configurazione geografica e quindi pastorale”.Amore per l’Eucarestia, ossia amore per Cristo e la sua Chiesa, quindi “anche per la nostra famiglia”.

“Sulle decisioni future del Papa saremo pronti a manifestare totale accoglienza e disponibilità”, ha concluso il Vescovo, ma nella logica di una Chiesa che vive nel presente, e senza indugiare lavora per il Regno, Mons. Di Cerbo ha invitato a pregare, lavorare, animare il territorio, incontrare gli ultimi, ad “esserci” senza perdersi nell’ attesa di un futuro di cui non conosciamo l’ora e il momento. Clarus periodico della diocedi di Alife-Caiazzo…