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Consorzio Bonifica Sannio Alifano. 3 Consiglieri non approvano il bilancio 2015

(di Giuseppe PACE) PIEDIMONTE MATESE Approvato, non all’unanimtà “bolscevica”, il bilancio 2015 in nome dei 26 mila utenti del Consorzio di Bonifica del Sannio Alifano, che comprende i terreni irrigati consortili della piana alifana, telesina, ecc.. Il documento, di programmazione dell’agricoltura produttiva che dovrebbe fare aumentare i redditi dei residenti, frenare l’esodo e l’emigrazione, non ha avuto l’unanime approvazione e tre hanno votato contro. Tra i 3 Consiglieri contrari è significativo quello del già Consigliere provinciale per la maturata esperienza di politica agraria e per essere attivo al Collegio Provinciale dei Periti Agrari con sede a Piedimonte Matese. Per valorizzare la cittadina di Piedimonte nel casertano, al Collegio professionale dei Periti agrari ho dedicato un capitolo ampio del mio libro “Piedimonte M. e Letino tra Campania e Sannio”, Energie Culturali Contemporanee, 2011, che non è stato ancora presentato pubblicamente dai Sindaci dei due Comuni interessati o da altri Enti sovracomunali, quasi tutti legati al feudo elettorale, pluridecennale, dei politici Cappello, con nonno, omonimo dell’attuale Sindaco piedimontese, che diresse il Consorzio suddetto prima di passarlo ad altri fino al Perito industriale, P. Cappella, di Gioia S., già presidente del GAL dell’Alto Casertano. Eppure il mio citato libro, non acritico per il giovane lettore soprattutto, è stato donato a biblioteche ed amici localmente. Non mi sorprende, in onore alla Democrazia del nostro tempo, che 3 consiglieri consortili votino contro il bilancio, approvato in fretta e senza dare spazio a richieste di rinvio. Non mi sorprende perché le “cordate” politiche e gli interessi in gioco in provincia di Caserta spesso fanno pensare non sempre positivamente, visti i fatti di cronaca ricorrente inficiati di interessi extrasociali. Ma leggiamo prima quanto riportato dai mass media sull’approvazione del bilancio suddetto: ”Il Consiglio dei Delegati svoltosi nella serata di lunedì, ha dato all’unanimità dei 19 consiglieri presenti, il via libera all’importante documento finanziario che contiene gli obiettivi ed i programmi che intende perseguire e realizzare da qui a fine anno l’amministrazione presieduta dal Prof. Pietro Andrea Cappella. Due le direttrici lungo le quali si svilupperà l’azione di gestione dell’ente consortile in questo 2015, la prima riguardante il perseguimento di economie e risparmi in linea con la politica di razionalizzazione e diminuzione delle spese attuata sin dal suo insediamento dall’attuale maggioranza; la seconda tesa a migliorare i servizi resi al vasto bacino di utenza, l’incremento qualitativo e quantitativo degli interventi di manutenzione e di adeguamento della rete irrigua e delle opere idrauliche, al fine di soddisfare le esigenze dei consorziati e di avvicinare sempre di più il Consorzio agli agricoltori. In tale ottica, si collocano le principali scelte contenute nel previsionale, quali la conferma dei ruoli consortili rispetto al 2014 per gli oltre 26 mila utenti che non subiranno alcun aumento in un periodo di grave crisi congiunturale e di forte crisi del settore agricolo. Assenti giustificati i consiglieri Massimo Landino e Arcangelo Volpe, prima della votazione finale e dopo aver chiesto il rinvio della seduta per un ulteriore approfondimento del bilancio, i tre rappresentanti della minoranza Raffaele Ferraiuolo, Alfonso Simonelli e Silvio Di Muccio hanno abbandonato la seduta, mentre la maggioranza compatta ha tirato dritto per la sua strada dando il via libera definitivo al bilancio, corredato dai pareri positivi sia del collegio dei revisori dei conti che dell’associazione nazionale dei Consorzi di Bonifica e di Irrigazione. Voto favorevole al previsionale è stato espresso anche dal Delegato regionale, Dott.ssa Maria Eremenziana Gianfrancesco, che ha riconosciuto la regolarità e l’efficacia delle misure contabili contenute nel bilancio 2015. Impostato secondo l’impianto già approvato senza alcuna prescrizione e prescrizione dalla Regione Campania negli ultimi due anni, lo schema finanziario è stato illustrato in aula dal Presidente Cappella, per il quale esso “deve necessariamente proseguire l’azione di rigore avviata negli esercizi precedenti, avente come obiettivo primario il pareggio di bilancio, rinviando a momenti migliori la già programmata ripresa degli investimenti produttivi, destinati alla crescita delle attività istituzionali e in primis dei servizi di bonifica e irrigazione in favore dei consorziati.” A parte le auto gratificazioni di chi amministra da troppo tempo tanti Enti campani, a parte gli organi di controllo campani non sempre controllori solerti e parte l’ossequiosa criticità di molti, bisogna pur dire e ribadire ch chi vota contro come al suddetto Bilancio 2015 è degno di rispetto e considerazione democratica. Enti Locali ed Enti sovracomunali in Campania spesso sono inficiati da interessi di nepotismo istituzionale anche per la non sufficiente trasparanza degli atti come è avvenuto per l’amministrazione della sanità provinciale che comprende pure la tutela e cura della salute dei cittadini dell’Alto Casertano, con Piedimonte Matese epicentrale con i suoi 2 ospedali e molti Medici. In Campania molti fondi europei sono gestiti per soddisfare l’appetito economico di poche persone senza una reale ricaduta sulla cresita del reddito della generalità dei cittadini europei matesini, alifani e telesini, tralasciano i venafrani di altra provincia e regione. Non appare, allo scrivente (forse non ben informato ma che studia da decenni l’Ambiente fatto di Natura e di Cultura, compreso l’Ambiente del Sannio, anche Alifano) molto utile la spesa, che ritiene eccessiva, per telematizzare il Consorzio di Bonifica del Sannio Alifano nonchè per predisporre la Carta ambientale del GAL dell’Alto Casertano finanziata, abbondantemente, con i fondi europei per il nostro bistrattato Mezzogiorno. Forse è bene ricordarci che la Campania è fanalino di coda nell’abbandono scolastico, nella lettura, nella produzione di servizi di qualità, mentre ha primati nello sperpero di pubblico denaro. In Campania, alle ultime elezioni, il noto campano, R. Saviano, ha invitato i suoi corregionali a non andare a votare, scandalizzando soprattutto il suo partito di riferimento, che poi ha vinto le elezioni sia pure con un governatore dimesso per effetto della legge Severino, applicata da Renzi che è dello stesso partito di De Luca. Insomma in Campania molti dei suoi residenti, soprattutto dell’alto casertano e dell’intero territorio beneventano, vogliono essere amministrati dalla Regione Molisannio, che io chiamo Sannio per non dare al Molise primogeniture antistoriche. Nel mio libro suddetto (sollecitato, tra gli altri, proprio dall’ex Consigliere provinciale casertano, ma matesino di nascita, Raffaele Ferraiuolo, per l’esigenza avvertita da molti alifani) auspico proprio questo: tutto l’alto casertano passi al Sannio poiché gli è più affine anche per gestire consorzi di bonifica come quello alifano, che appare forse troppo campano per modalità e parentele con gli interessi dei politici e politicanti del Napoli pigliatutto. Il futuro Sannio, comprendendo il beneventano, l’alto casertano e lembi territoritoriali dell’alta Puglia e del basso Abruzzo, potrebbe avere quasi 1 milione di Sanniti, che con la Campania non hanno affinità per essere più sobri e meno ossequiosi verso le Autorità precostituite e non, invece, autorevoli: per capacità, trasparenza e lungimiranza delle persone che governano e dei beni che amministrano. Per il territorio casertano sembra attuale il monito del Presidente della nostra Repubblica, S. Pertini: “Non accetterò mai di diventare il complice di coloro che stanno affossando la democrazia e la giustizia in una valanga di corruzzione”. Cantone, Autorità preposta per prevenire il sistema di corruzione, giorni fa, ha riferito di un sistema di corruzione dove è difficile distinguere il corruttore e il corrotto.