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Ponte Margherita, enblema dei lavori pubblici casertani in territorio del Sannio

(Giuseppe PACE). Ho notato, da tempo, a Piedimonte Matese (CE) molti commercianti che sono preoccupati del calo di vendite e ciò lo attribuiscono anche all’interruzione, da troppo tempo, del ponte sul Volturno detto Margherita. Una venditrice di abiti per bambini disse che dal dopoguerra ultimo non aveva mai avuto un tale calo di vendite. Alcuni di tali commercianti della cittadina epicentrale di Piedimonte M., come Francesco Testa, titolare della pompa di benzina nonché bar, ecc. lungo l’ex viale dei Pioppi piedimontese, hanno costituito un Comitato di controllo del Ponte Margherita e delle lungaggini per metterlo in sicurezza. Scrivono i mass media cheIl Ponte Margherita tra pochi giorni, era il 29 dicembre 2015, “festeggia” il suo primo anno di chiusura in un modo speciale: con una dichiarazione di transitabilità spedita in queste ore dall’Osservatorio Ponte Margherita, meglio conosciuto come Comitato Pro Ponte, a tutti gli organi di competenza, Provincia in primis in quanto Ente gestore del bene. A distanza di qualche giorno dalle prove di carico, commissionate dal Comitato ad una società leader nel settore con regolare autorizzazione della Provincia, si è scritto di tutto. Si è scritto persino che nel voler conoscere lo stato di salute del ponte il Comitato ha arrecato danni ai cittadini (dunque a se stessi) per aver ostacolato i lavori a farsi. Salvo poi scoprire che il “Ponte della discordia” può essere riaperto senza interventi. E’ di queste ore la notizia: il Ponte Margherita è transitabile. Arrivata la tanto attesa relazione degli esperti di Bolzano ma soprattutto arrivato il certificato di transitabilità. Un certificato accompagnato da oltre 80 pagine di relazione dettagliata che “tra poche ore saranno rese pubbliche”, fanno sapere dal Comitato. Qualcuno ha ironizzato sulle modalità adottate dai cittadini per mettere insieme i fondi necessari per saldare il conto con la 4 Emme s.p.a. ma il “batter cassa” è stato necessario. Nessun “giallo”, nessun “flop”, nessuna “lotteria farsa” dunque, adesso è tutto nero su bianco. In queste ore c’è stato un rincorrersi di affermazioni deliranti, forse perché era tanta e tale la preoccupazione per i risultati che è stata oltraggiato anche il nobile gesto dell’autotassazione dei cittadini già in ginocchio per il disagio enorme dovuto, ormai si può dire, all’inutile chiusura. In seguito all’assemblea pubblica organizzata dal Comitato Pro Ponte presso la sala consiliare del Comune di Alife lo scorso 14 ottobre il sindaco Salvatore Cirioli, a fronte delle conclusioni emerse dal dibattito e delle problematiche legate all’ormai tristemente famoso Ponte Margherita, chiuso da quasi un anno, ha redatto un documento che ha condiviso con 18 sindaci dell’alto casertano e con la Comunità Montana del Matese. Tale documento, avente per oggetto “Richiesta esecuzione prove di carico su Ponte Margherita” è stato inviato al presidente facente funzioni della Provincia di Caserta (ente gestore del ponte) Silvio Lavornia e firmato da 16 sindaci dell’alto casertano su 18 elencati nel documento (Alife, Ailano, Baia e Latina, Capriati a Volturno, Castello del Matese, Ciorlano, Fontegreca, Gallo Matese, Gioia Sannitica, Letino, Piedimonte Matese, Prata Sannita, Pratella, Raviscanina, San Gregorio Matese, San Potito Sannitico, Sant’Angelo D’Alife e Valle Agricola). Documento condiviso anche dalla Comunità Montana del Matese che in data 24 ottobre ha già deliberato in merito all’argomento. “I sottoscritti, – si legge nella nota inviata alla Provincia – in qualità di sindaci dei comuni interessati dalla chiusura del Ponte Margherita chiedono alla S.V. di procedere, con estrema urgenza, alla esecuzione delle prove di carico sul Ponte Margherita. Tale richiesta intende assicurare l’effettiva necessità degli interventi di messa in sicurezza nonché la definizione della relativa tipologia. In caso di mancato accoglimento della presente richiesta i sottoscritti si vedranno costretti, in seno all’Assemblea dei Sindaci, a non approvare la variazione di bilancio relativa ai fondi necessari all’espletamento dell’intervento di messa in sicurezza del Ponte Margherita”. L’unico sindaco che non ha firmato il documento è stato Giovanni Prato, primo cittadino di Capriati a Volturno. Mentre non c’è nessuna firma per il Comune di Piedimonte Matese perché commissariato. “I rilievi tecnici sinora posti in essere si sono  rivelati parziali, insufficienti e, ciò che davvero rende perplessi, sebbene quotidianamente invocato, privi di un naturale e trasparente contraddittorio. Anche a fronte di una misura tanto drastica ci si è accontentati di indagini limitate, prive di approfondimenti e soprattutto affidate sempre alle stesse professionalità, evitando ogni forma di confronto, perché no, anche dialettico. Ciò è stato tanto più grave per l’assenza di risposte a tutti coloro (innanzitutto il Comitato ma anche tutti quei cittadini che della chiusura ne hanno subito e ne subiscono la quotidianità) che hanno richiesto l’esecuzione di altre e migliori verifiche, più pertinenti, che dessero garanzia di un contraddittorio scientifico”. Ha fatto sapere Raffaele Pannone, presidente dell’Associazione Avvocati di Piedimonte Matese e legale del Comitato Pro Ponte. Mi scrive un amico piedimontese che “Il Comitato, costituito da persone che effettivamente, come si suol dire, ne stanno pagando le spese, è capeggiato da Pino Della Rossa (figlio di Nicola con falegnameria, già consigliere comunale di Piedimonte con Carlo Sarro); nonchè da Francesco Testa figlio di Domenico del distributore di benzina sulla Sp. 158, oggi IP. Cosa dire: il Comitato si è energicamente contrapposto all’operato della Provincia rappresentata anche dal Sindaco di Dragoni. Detto Comitato, a proprie spese, ha fatto eseguire le prove da una delle Ditte più specializzate nel settore e sembra che dalle stesse, con le dovute prescrizioni, è emerso che il ponte poteva essere utilizzato. Ancora tanta rigidità da parte della Provincia ma da qualche giorno hanno ceduto. Sotto l’assistenza di guardie provinciali si è provveduto a posizionare i blocchi di cemento di modo da consentire il traffico. Voci “ufficiose” di tecnici amici dicono: ” per andare da Alife a Dragoni sul lato dx non ci sono problemi, per procedere da Dragoni verso Alife è consigliabile transitare più a centro strada perché una trave ha ceduto sulla estremità dex…” Allo scrivente, che vive lontano di circa 700 km dall’ambiente sociale casertano, la storia recente del Ponte Margherita, situato sul Volturno tra i territori di Alife e Dragoni, appare enblematica di un modo di procedere poco democratico e trasparente delle Amministrazioni pubbliche locali, che vanno stimolate da comitati con spesa di propri soldi. Tangentopoli e “affinopili- parentopoli” nell’Alto Casertano sono fatti di cronaca frequenti sui mass media. Eppure questo territorio appartiene alla Regione Storica del Sannio, almeno fino a Caiazzo da una parte e Capriati al Volturno e Letino dal’altro. Piedimonte Matese con la vicina cittadina di Alife costituiscono il V centro urbano più popolata di una futura regione Sannio che allarghi l’attuale Molise al territorio beneventano e dell’Alto Matese. Perché tali cittadini operosi non formano un Comitato Pro Regione Sannio, visto che gli Enti Pubblici come Comuni, Comunità Montane, Consorzi, ecc. non lo fanno. Nel mo libro “Piedimonte M. e Letino tra Campania e Sannio”, Energie Contemporanee Editrice, Padova 2011, tale ipotesi è ampiamente descritta e proposta, come sa bene anche F. Testa e gli altri del suddetto Comitato che spero abbiano letto anche il mio libro. Dipendere da Napoli pigliatutto non è opportuno alle popolazioni dell’Alto Casertano né ai suoi politici che diventano troppo dipendenti di interessi estranei al territorio amministrato. Anche le forme patologiche partitocratiche, non quelle fisiologiche dei partiti in democrazia, potrebbero essere d’importazione campana.