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Papa Francesco e Trump si mobilitano per il piccolo Charlie

(da Filippo Savarese) Che è successo al piccolo Charlie Gard? Te lo dico subito… Certamente tutti hanno sentito parlare del tragico caso di Charlie Gard, il bimbo inglese di 10 mesi gravemente malato a cui l’ospedale londinese dove è in cura vuole staccare la spina senza concedere ai genitori la possibilità diportarlo in America per tentare la via di alcune autorevoli cure sperimentali in corso lì. CitizenGO è stata la prima associazione in Italia a mobilitarsi pubblicamente per Charlie Gard, quando il caso non era ancora scoppiato mediaticamente come in questi giorni, con una fiaccolata a Roma presso l’Ambasciata britannica, lo scorso 15 giugno. La nostra manifestazione ha fatto commuovere i parenti del piccolo Charlie, che ci hanno ringraziato la sera stessa tramite Facebook. Che emozione… Nelle ultime ore il clamore si è moltiplicato. Autorità civili, istituzioni, gruppi, associazioni e soprattutto semplici cittadini da tutto il mondo hanno fatto sentire la loro voce… Proprio ieri, lo stesso Papa Francesco si è detto addolorato e commosso per la vicenda di Charlie, e ha chiesto alle autorità inglesi di rispettare il diritto dei genitori di amare e curare il figlio fino alla fine. Noi di CitizenGO però abbiamo avuto subito presente che l’intervento più importante – forse… decisivo… forse… – poteva venire solo da una persona.  Come ho scritto sul mio profilo Facebook giorni fa: “non ci resta che Donald Trump“, il presidente degli Stati Uniti d’America. Perché lui? Perché è proprio negli USA che i genitori vogliono portare Charlie. E una parola del Presidente, un’assicurazione di assistenza… avrebbe messo in serio imbarazzo l’ostinazione dell’ospedale inglese nel voler impedire l’ultimo tentativo, anche se disperato. Proprio per questo qualche giorno fa, come ha riportato il Giornale, CitizenGO ha lanciato la campagna#TRUMP4CHARLIE, invitando tutti a scrivere sui profili Facebook e Twitter del Presidente Trump un messaggio standard in cui si chiedeva di esprimere pubblicamente l’appoggio al piccolo Charlie. Il messaggio via Twitter con cui anch’io ho chiesto a Trump di intervenire. Ebbene… sono veramente emozionato nel dire che pochissimi minuti fa il Presidente Trump ha pubblicato questo messaggio dal suo profilo Twitter:“Se possiamo aiutare il piccolo Charlie Gard, come chiesto dai nostri amici in UK e dal Papa, saremmo contentissimi di farlo.”– Donald J. Trump Questa è una delle più straordinarie prove mai avute che la mobilitazione di tutti noi è veramente incisiva. Non sono chiacchiere, non sono cose inutili. Dagli Stati Uniti è arrivato un chiaro messaggio, anche politico: sono disposti ad accogliere ed assistere la famiglia Gard con ogni cura e attenzione. Adesso, l’ospedale dov’è ricoverato Charlie non ha veramente più alibi.  Il Papa chiede che sia rispettato il diritto dei genitori di curare loro figlio… il Presidente Trump dà la disponibilità degli Stati Uniti… Sarebbe veramente spietato non lasciar partire il piccolo Charlie!