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Sparanise. Quando papa Giovanni Paolo II ricordò la Madonna del Torello all’avvocato Castagna

(Paolo Mesolella) SPARANISE. LE RELIQUIE ARRIVANO PROPRIO ALLA VIGILIA DELLA FESTA DELLA MADONNA DEL TORELLO
C’è un filo invisibile che lega Sparanise al Santo Padre Giovanni Paolo II. C’è un filo d’oro che lega papa Woytila agli sparanisani: è la stessa devozione per la Madonna del Torello, apparsa in paese 118 anni fa, l’8 febbraio 1899. Filomena Candelora, una piccola baby sitter di 9 anni, stava accompagnando Pasqualina Picillo di 2 anni, (l’ultima dei sei bambini che accudiva) al fondo Torello, di proprietà del suo padrone Salvatore Micillo, quando le apparve la Madonna: era tutta luce, luminosa e splendente come il sole. Anche papa Woityla conobbe la Madonna del Torello e ne fu devoto. C’è una preziosa lettera inviata dalla Segreteria di Stato della Santa Sede il 4 settembre 1992 all’avvocato sparanisano Umberto Castagna che ne è la più bella testimonianza. La lettera, pubblicata nel libro:”La toga per i sentieri luminosi” (2006), si legge: il Santo Padre (Giovani Paolo II), informato dei fervidi voti inviati da lei per la sua salute, ne ha tratto viva consolazione. Egli pertanto, mi ha incaricato di esprimerle la sua commossa gratitudine, soprattutto per l’offerta di speciali preghiere all’Altissima Madonna Addolorata del Torello di Sparanise. (…) Firmato. Mons. P. Sardi Assessore Vaticano. Si ricorderà che il quegli anni, il santo padre non stava bene: nell’estate del 1992 gli fu rimosso un tumore benigno al colon, nel 1993 si slogò una spalla, nel 1994 si ruppe il femore destro, nel 1995 fu sottoposto ad un intervento di appendicite, dopodiché nel 1991 si ammalò di Parkinson. E così via con altri problemi di salute che lo portarono alla morte il 2 aprile 2005, all’età di 84 anni. Già in un’altra occasione, comunque, l’avvocato Castagna aveva avuto modo di scrivere al Santo Padre e di averne risposta: fu nel maggio 1981, per esempio, a pochi giorni dall’attentato subito dal papa il 13 maggio 1981 da parte di Alì Agca, il killer turco che gli sparò tre colpi di pistola in piazza San Pietro, durante un’udienza generale. Woityła sopravvisse all’attentato dopo un intervento di circa 6 ore . Un altro tentativo di assassinio di Giovanni Paolo II avvenne il 12 maggio 1982 a Fatima: un uomo riuscì a colpire di striscio il papa con una baionetta, prima di essere fermato dalla sicurezza. Era un sacerdote spagnolo di nome Juan María Fernández y Krohn, che si opponeva alle riforme del Concilio Vaticano II. Ci sono molti motivi quindi, per accogliere con entusiasmo le reliquie del Santo Padre Giovanni Paolo II che da oggi sono a Sparanise, presso la Chiesa Madre, ma questo suo ricordo della Madonna del Torello ci riempio di gioia Anche perché è stato un papà straordinariamente umano, il primo papa non italiano dopo 455 anni, ed il primo di origini slave. Sono veramente molte le cose che ci ha lasciato:

Da vescovo scrisse il bellissimo saggio, Amore e Responsabilità (1962), dedicato all’amore coniugale. Come arcivescovo di Cracovia (1960)durante il Concilio Vaticano Secondo (1962), su incarico di Paolo VI lavorò in una commissione per lo studio dei problemi della famiglia e della natalità, sviluppando un netto rifiuto della contraccezione artificiale, concezione che avrà un forte peso nell’enciclica di papa Paolo VI Humanae Vitae (1968) Nel suo più importante testo filosofico, Persona e Atto (1969), scritto in questi anni, il futuro papa sostiene che sono le azioni morali, e non soltanto i pensieri o le parole, a definire le persone. Eletto papa il 16 ottobre del 1978 è stato il primo papa non italiano a salire sul soglio pontificio dai tempi dell’olandese Adriano VI (1522). Nel corso della sua toccante omelia del 22 ottobre del 1978, Giovanni Paolo II pronunciò più volte le parole “non abbiate paura”, una frase che anticipa i molti dei temi che avrebbero contraddistinto il suo papato sempre in lotta per il riconoscimento dei diritti umani in tutto il mondo. Non smetterà mai di criticare ciò che secondo lui sono gli effetti più negativi del materialismo capitalista occidentale: il consumismo, la pornografia, l’accettazione dell’aborto e dell’eutanasia, l’indifferenza nei confronti della povertà e della fame, la fede cieca nella tecnologia come soluzione di tutti i problemi. La sua opposizione ai metodi contraccettivi, all’aborto e all’omosessualità è stata continua. Non a caso, nel suo libro “Memoria e identità”, affermava che la spinta per il matrimonio gay era parte di “una nuova ideologia del male che tenta di minare i diritti umani, contro la famiglia e le persone”.