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Caserta. 9 ore per la vita contro l’aborto. Distribuiti 2000 volantini

(Caserta24ore) CASERTA La manifestazione contro l’aborto, “9 ore per la vita”, organizzata, questo sabato 2 luglio, dal movimento No194, presso la clinica “Sant’ Anna” in via Roma 124 a Caserta, è andata bene: sono stati distribuiti duemila volantini. I volontari del movimento, dalle 9.00 di mattina alle 16.00 di pomeriggio, hanno testimoniato con cartelloni e striscioni il loro dissenso contro l’aborto. Perché “il problema dell’aborto – ha detto il preside Paolo Mesolella, coordinatore provinciale del movimento – deve uscire dagli ospedali e dalle sagrestie per raggiungere la gente in mezzo alla strada”. Ed anche questa volta, nonostante il sole cocente, non sono mancati i volontari con la loro testimonianza davanti alla clinica Sant’Anna. Una clinica tristemente nota per i tantissimi aborti praticati tutti i giorni: qualche centinaia a mese. L’evento si è svolto contemporaneamente in tutta Italia ed in particolare presso gli ospedali di Aosta, Torino, Genova, Milano, Trento,Vicenza, Trieste, Piacenza, Firenze, Perugia, Ancona, Padova, Roma, Campobasso, Pescara, Potenza, Foggia, Cosenza, Catania Cagliari e Caserta grazie all’associazione NO194. Nonostante la calura estiva, quindi, il movimento No194, è ritornato davanti alla clinica Sant’Anna di Caserta per sensibilizzare i casertani sul dovere morale, oltre che sociale, di difendere la vita dall’aborto. “La manifestazione – ha spiegato il preside Paolo Mesolella – è stata come sempre una testimonianza discreta ma eloquente, se si pensa ai 7 milioni di concepiti (secondo i dati ufficiali ministeriali) che non sono nati perché soppressi dall’entrata in vigore della legge 194. Un legge che d’altra parte non ha eliminato la piaga degli aborti clandestini che, solo in Italia sono oltre 30 mila all’anno. A dimostrazione del fatto che la legalizzazione dell’aborto non ha per nulla sconfitto la piaga della clandestinità, ma ha aggiunto ad essa, un altro male legalizzato. L’aborto, del resto non è privo di oneri per lo stato se si pensa che è gratis per le donne che devono abortire, ma costa da 3 a 5 mila euro per i contribuenti. “La volontà di testimoniare – spiega il preside Mesolella, non si può fermare, perché, come diceva don Oreste Benzi:”Per far cessare gli aborti in tutta Italia:bisognerebbe andare a pregare in massa di fronte agli ospedali. Perché noi dobbiamo rendere pubblico quello che avviene nel silenzio degli ospedali”. Un appello quello di don Benzi che è stato colto dal nostro movimento il cui unico scopo è quello di difendere la vita umana dal suo concepimento fino alla morte naturale”.