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Lorenzo Fontana, il Ministro più bravo del nuovo governo, cattolico pro-life

(Caserta24ore) Chi è e che cosa pensa Lorenzo Fontana, nuovo ministro della Famiglia e della Disabilità. Lorenzo Fontana è stato scelto come nuovo ministro della Famiglia e della Disabilità nel governo Movimento 5 Stelle e Lega. Fontana ha 38 anni, è un deputato della Lega ed è stato eletto la prima volta al Parlamento lo scorso 4 marzo dopo aver trascorso due mandati al Parlamento europeo. Fontana è anche vicesindaco di Verona, vicepresidente della Camera dei deputati, vice segretario federale della Lega ed è un “veronese e cattolico”, come scrive su Twitter, con posizioni molto chiare su aborto, famiglia, diritti LGBTI e richiedenti asilo. A 22 anni è stato eletto consigliere della terza circoscrizione del comune di Verona, a 27 anni consigliere comunale e a 29 anni è arrivato al Parlamento Europeo, poi rieletto nel 2014 quando la Lega Nord è entrata nel Gruppo ENF (Europa delle Nazioni e delle Libertà) con il Front National di Marine Le Pen. Nel suo sito scrive di essere sposato (con rito tridentino celebrato da don Wilmar Pavesi e con rito civile celebrato dall’ex sindaco di Verona Flavio Tosi con Salvini testimone), di avere una figlia e una laurea in Scienze politiche. E ancora: «Oltre alla passione politica, questi anni sono legati ad un’altra grande passione: il tifo per l’Hellas Verona, rigorosamente e da sempre in curva sud». Sui social network e in televisione Fontana parla di famiglia naturale (quindi tra un uomo e una donna, gli unici che possono procreare), è contro l’aborto e l’interruzione della gravidanza, invoca l’arcangelo Michele, pubblica foto di sante e di santi, dello stadio, e cita articoli ripresi da quotidiani come La Verità. Ha scritto di Vladimir Putin: «Da parte mia sono stato favorevolmente impressionato da tante dichiarazioni di Putin e dal grande risveglio religioso cristiano registrato nel Paese, frutto indubbiamente di una reazione ai settant’anni di regime sovietico. Ho visto in questo una luce anche per noi occidentali, che viviamo la grande crisi dei valori, immersi come siamo in una società dominata culturalmente dal relativismo etico, che può essere spietato come mostra la cronaca di questi giorni».