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SPARANISE. Giovedì 3 maggio arriva la reliquia di San Giovanni Paolo II

(Paolo Mesolella)SPARANISE Da giovedì 3 maggio prossimo fino a domenica sarà esposta a Sparanise, nella Chiesa Madre la reliquia di San Giovanni Paolo II. Per l’occasione vorrei fare alcune riflessioni e spiegare perché amiamo Papa Woityla e salutiamo con gioia l’arrivo a Sparanise della reliquia. La prima domanda che papa Giovanni Paolo II pose al suo segretario, Monsignor Stanislaw Dziwisz, dopo essersi risvegliato al termine dell’intervento chirurgico, a cui era stato sottoposto per l’asportazione del proiettile che lo aveva colpito nell’attentato in Piazza San Pietro, fu quella di conoscere l’esito del referendum, teso all’abrogazione della Legge 194. Monsignor Stanislaw Dziwisz, gli rispose che solo il 32% aveva votato per l’abrogazione della legge. Giovanni Paolo II gli espresse il proprio pensiero facendogli notare che il quesito referendario era stato posto in modo tale da dare adito all’opposta interpretazione per molti cattolici che si erano recati alle urne. Ma come era solito fare, non si scoraggiò e disse: ” Il 32% è una buona base per ricominciare”. Mons. Dziwisz riferì ai vertici del Movimento per la Vita questa affermazione per scuotere i volontari e far nascere nelle Diocesi i Centri di Aiuto alla Vita e le Case di accoglienza per ragazze madri. Amiamo papa Woityla anche per questo: perché è il papa della vita e della famiglia, il papa dell’Evangelium Vitae e della Familiaris Consortio. Due lettere encicliche che dovrebbero essere lette a scuola, ai nostri studenti, durante l’ora di religione cattolica e non solo. Perché papa Woityla è stato un papa illuminato e profetico quando scrisse “ Oggi ci troviamo in mezzo ad un scontro drammatico tra la cultura della morte e la cultura della vita: tutti siamo coinvolti con l’inesorabile responsabilità di scegliere incondizionatamente a favore della vita”. Tutti i papi sono stati a favore per la vita, da Paolo VI con la sua preziosa enciclica “Humanae Vitae” a Giovanni Paolo I (1978), a Papa Francesco che nella sua ultima esortazione apostolica “Gaudete ed exsultate” ha scritto :”La difesa dell’innocente che non è nato, deve essere chiara, ferma e appassionata, perché li è in gioco la dignità della vita umana, sempre sacra”, ma papa Woityla è stato un difensore appassionato della vita senza compromessi. Ricordo quando il 5 maggio 1988, dopo il varo della legge 194, convocò in udienza in Vaticano ottomila volontari del Movimento per la Vita, e lanciò un pesante attacco contro la legge assassina:” Tre milioni e mezzo di nascituri – disse – sono stati assassinati grazie alla legge italiana sull’ aborto”. (Oggi i morti sono diventati 7 milioni). Il suo obiettivo era quello di ottenere presto una revisione della legge sull’ interruzione di gravidanza. “Nessuna autorità umana, neppure lo Stato – disse – può giustificare moralmente l’ uccisione di un innocente. Tale tragica trasformazione di un delitto in diritto è indice di preoccupante decadenza di una civiltà”. “In Italia – disse con la voce stanca, ma ferma – negli ultimi vent’ anni ben tre milioni e mezzo di bambini sono stati soppressi con il favore della legge, oltre a quelli eliminati in modo clandestino”. Poi fece proiettare su un maxischermo l’ ecografia di un feto di sette settimane per far vedere a tutti la vita che pulsa, il cuore che batte. “Le leggi abortiste, disse. non solo non hanno sconfitto l’ aborto clandestino, ma al contrario hanno contribuito al crescere della denatalità in Italia. La legislazione abortista, è una sconfitta e un’ umiliazione per la donna e la sua stessa dignità”. Detto questo, invitava tutti i cattolici alla disobbedienza civile e la Chiesa ad una’ azione educativa capillare, ad un impegno politico diretto “per il riconoscimento pieno della dignità e dei diritti del nascituro e per la revisione delle leggi, che ne rendono legittima la soppressione”. “Difendere la vita umana, dirà Papa Benedetto XVI, 10 anni dopo, il 12 maggio 2008, in occasione dei 30 anni della 194, è diventato oggi più difficile perché si è creata una mentalità di progressivo svilimento del suo valore. L’aborto lascia segni profondi e indelebili nella donna, favorendo una mentalità materialistica di disprezzo della vita. Da quando infatti in Italia è stato legalizzato l’aborto ne è derivato un minor rispetto per la persona umana, valore che sta alla base di ogni civile convivenza, al di là della fede professata”.  Per questo dicevo, ci piace papa Woityla . E per questo ci piace poter contribuire all’esposizione delle sue reliquie nella chiesa madre di Sparanise: perché Giovanni Paolo II è stato un grande papa che ha cambiato la storia ispirando la perestrojka ma soprattutto ha aiutato la chiesa a crescere nel silenzio, senza creare al suo interno rumori e divisioni.