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Caserta. Imponeva videopoker nei locali, sequestro per 220.000 euro

Lunedì 1 ottobre militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Caserta
hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo, emesso dal Tribunale di Santa Maria
Capua Vetere, su richiesta di questa Procura, di beni nella disponibilità di A.
A. (di Santa Maria Capua Vetere), imprenditore casertano già
appartenente al clan dei casalesi ed operante nel settore dei videopoker (per un valore di
oltre 220.000 euro).
Il provvedimento è stato emesso dal Tribunale, Sezione Penale, di Santa Maria Capua
Vetere, su richiesta della Procura, all’esito di mirati accertamenti economico-patrimoniali
disposti da questa Procura dopo la sentenza di condanna divenuta definitiva nei confronti
dell’A.. Quest’ultimo, infatti, è un imprenditore già attivo nel settore dei videopoker,
già condannato, con sentenza passata in giudicato, in data 17.05.2016, per il reato di

partecipazione all’associazione di tipo mafioso (art. 416-bis c.p.), clan dei casalesi.
In particolare, A. è stato considerato imprenditore colluso con il “clan dei
casalesi”, che grazie a tale vicinanza ha potuto “imporsi nel territorio in posizione
dominante” facendo ottenere al clan di riferimento “risorse, servizi o utilità”. Infatti, lo
stesso A. – attraverso il metodo “mafioso”, ovvero con la minaccia implicita
derivante dalla forza di intimidazione della criminalità organizzata – imponeva
l’installazione dei videopoker all’interno di locali commerciali ubicati in provincia di
Caserta, coartando così la libertà di impresa dei diversi esercenti e limitando la concorrenza
del settore, per poi riversare parte dei proventi conseguiti nelle casse dell’organizzazione
criminale.
L’esecuzione del presente provvedimento costituisce l’epilogo di una complessa e
articolata attività investigativa svolta dal Nucleo di Polizia Economico-finanziaria di
Caserta, con il coordinamento di questo Ufficio giudiziario, finalizzata alla ricostruzione nel
tempo della posizione reddituale e patrimoniale di A. e del suo nucleo familiare.
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Al fine di disvelare l’origine del patrimonio dell’imprenditore e dei suoi familiari
conviventi è stata acquisita, con riferimento al periodo 1997-2010, copiosa documentazione,
tra cui i contratti di compravendita dei beni e delle quote societarie, nonché numerosi altri
atti pubblici che hanno interessato nel tempo l’intero nucleo familiare investigato. Il
materiale così raccolto è stato oggetto, quindi, di approfondimenti che hanno consentito di
riscontrare, per talune annualità, la sproporzione esistente tra i beni nella titolarità di
A. nonché dei propri familiari e i redditi da questi dichiarati.
In esecuzione del decreto emesso dalla Seconda Sezione Penale, Collegio C, del
Tribunale di Santa Maria Capua Vetere sono stati, pertanto, sequestrati – in vista della
successiva confisca – n. 2 appartamenti siti in Santa Maria Capua Vetere e conti correnti fino
a concorrenza dell’intero importo di 220.000 euro da sottoporre a misura cautelare reale.
Gli esiti di questa attività costituiscono una chiara testimonianza del costante presidio
esercitato da questa Procura, in stretta sintonia con il Comando Provinciale della Guardia di
Finanza di Caserta, per l’azione di contrasto alla criminalità organizzata, utilizzando gli
anche gli strumenti normativi che consentono, dopo il passaggio in giudicato della sentenza
di condanna, l’aggressione ai patrimoni illecitamente accumulati.