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La Germania non è come il Nord Italia per l’elettorato

(Giuseppe Pace). PADOVA. In Germania cresce la paura verso lo straniero e l’Islam, analogamente al Nord Italia, con Salvini, che invocava le ruspe, ecc., banalizzando fenomeni complessi come l’immigrazione biblica dei diseredati dell’Africa e dintorni. Nel Centro e nel Sud Italia la tolleranza verso l’immigrazione è più elevata del Settentrione, come lo è a Bojano (CB) con oltre 300 giovanissimi immigrati per le strade cittadine e davanti al Club socioculturale “Ragno”. Ma si sa che la Lega Nord parla alla pancia di un elettorato “nordista”, che ha come base la cultura economica del “ribellismo fiscale” e fino a ieri anche di un nascosto becero razzismo verso il nostrano meridionale, dal quale Salvini vuole il voto e va a Napoli, dove trova l’opposizione del Sindaco De Magistris, che si schiera, con messaggi alla pancia dei napoletani, che reagiscono a Salvini. Renzi ha invitato gli italiani tutti, con l’astuzia del carrierista politico, al voto referendario per avere solo il 40% dei consensi per il si. Il 60% gli ha votato contro e non gli ha permesso un Senato interamente controllato dal “suo” partito, il Pd, D’Alema e Bersani permettendo: 17 regioni in Italia sono governate dal Pd e solo 3 dal centrodestra. Se avesse vinto il si renziano, avremmo avuto un Senato renziano, altro che più democratico, più parsimonioso, più veloci le sue riforme”stataliste”(potere ai presidi a scuola), populiste(80 euro ai poveri prendendole ai ricchi), ecc.. Lo scorso anno su Nordestquotidiano, con testa in Trentino, lanciai l’idea di pagare 500 euro al mese agli immigrati assunti al lavoro soprattutto nelle aziende in Italia, in modo da fare come hanno fatto milioni di immigrati in Germania. Ma la mia proposta è rimasta lettera morta. In Italia non è possibile, come, invece, lo è per la più razionale Germania che integra molto meglio di noi lo straniero e lo inserisce nella catena produttiva e non solo assistenziale all’italiana. Adesso Renzi, con Gentiloni, promette redditi di inclusione, ecc. continuando la politica di prendere ai ricchi per dare ai poveri ed aumentare il consenso che non arriverà più dal Nord Italia, spaventato, da Salvini, più del 12% dell’elettorato tedesco xenofobo e guidato da donna più colta di Salvini. Ma vediamo meglio il voto tedesco, ancora caldo dalle urne. La Germania è andata al voto con un’affluenza molto più alta oggi che nel 2013: quest’anno la percentuale dei votanti si è attestata al 76,2%, dati definitivi, mentre quattro anni fa la partecipazione si era fermata al 71,5%. L’elettorato tedesco ha premiato fino al 12,6% gli esponenti, anche gay, dell’estrema destra xenofoba che promette di contrastare l’estremismo islamico. Il partito della cancelliera A. Merckel vince le elezioni politiche tedesche con i seguenti risultati definitivi per il rinnovo del Bundestag, la camera bassa del Parlamento tedesco: la Cdu è il primo partito della Germania con il 33% dei voti (-8,5 rispetto al 2013). La Spd di M. Schulz ottiene appena 20,5% (-5,2) mentre sfonda il pronostico con il 12,6% l’AFD. La Cdu della Merkel vince quindi nello scontro con Schulz, ma il partito della cancelliera riceve un arretramento clamoroso più dell’analogo del suo ex alleato Spd. Merkel arretra dell’8,5% rispetto al 2013, quando prese il 41,5%. Per i socialdemocratici invece è un vero e proprio crollo. La Spd ha registrato il suo peggior risultato fermandosi, perdendo 5 punti rispetto al voto di 4 anni fa. “È una pesante sconfitta per l’Sdp, oggi finisce per noi la grande coalizione, ha detto Manuela Schwesig, una delle esponenti di spicco dell’Spd. Il vero trionfo è dei nazionalisti, definiti dagli avversari populisti, dell’AfD, che fanno il loro ingresso trionfale nel Parlamento della Repubblica di un Paese centrale nell’Unione Europea (nel 2013, anno di nascita, restarono fuori dal Bundestag). I nazionalisti, rispettando le previsioni della vigilia, hanno raccolto l’8,3% in più rispetto a 4 anni fa. I liberali (Fdp) ottengono 10,7% (+5,9), i Verdi 8,9% (+0,5), e Linke 9,2% (+0,6). Tradotte in seggi queste percentuali danno al partito del cancelliere 244 seggi, sui 631 del nuovo Bundestag; 154 all’Spd di Schulz; 96 all’AfD; 77 ai liberali di Christian Lindner; 68 ai verdi di Katrin Goering-Eckardt; 66 la Linke di Katia Kipping. La maggioranza è di 353 deputati su 705 e l’ipotesi di coalizione Giamaica (dai colori) nero di Cdu/Csu, giallo dei liberali e verde dei Gruenen, avrebbe 389 seggi. Esclusa da Martin Schulz, leader dell’Spd che ha registrato il risultato peggiore della storia, una nuova Grosse Koalition, che avrebbe 398 voti. “Speravo in un risultato migliore” è il primo commento del cancelliere uscente e rientrante, ma con chi? Ma con liberali e verdi se si intendono prima e bene. La cancelliera tedesca uscente sull’esito delle elezioni che la vedono proiettata sì verso un quarto mandato ma con numeri molto peggiori rispetto al voto del 2013, è realista e moderata…alla tedesca!. “C’è nuovo compito, con l’AfD del Bundestag, vogliamo che i loro elettori tornino a noi”, ha aggiunto la cancelliera nel suo primo discorso post voto.”Siamo la prima forza, formeremo il governo, nessun governo può essere formato contro di noi”, ha avvertito la cancelliera tedesca. Il Psd con Martin Schultz ha commentato il responso delle urne:””Un giorno difficile e amaro per la socialdemocrazia. Abbiamo mancato l’obiettivo”. L’ingresso dell’Afd nel Bundestag “per alcuni è doloroso” ed “è una cosa che può essere minacciosa, può rappresentare un pericolo”. “Nessun democratico può guardare altrove di fronte a una cosa del genere nel nostro Paese”, ha aggiunto Schulz. “Finisce qui il nostro comune lavoro con la Cdu e la Csu”, ha aggiunto Schulz parlando alla Willy Brandt Haus, dove applausi scroscianti gli hanno impedito di andare avanti subito. Schulz ha aggiunto che i socialdemocratici passano all’opposizione. “Un’opposizione ragionevole” ma per la Germania ed i tedeschi prima di tutto e stando attenti a cosa farà Angela Merkel”. Così la leader della destra nazionalista della Alternative fuer Deutschlend Alice Weidel, con al fianco il collega Alexander Gauland, ha commentato l’esito trionfale del voto. E i verdi tedeschi cosa affermano: “Ci saranno colloqui difficili, faremo soltanto quello in cui crediamo”, Ha detto la candidata di spicco dei Verdi, Catrin Goering-Eckardt, commentando il risultato del partito e la prospettiva di colloqui per una possibile coalizione Giamaica con Unione (Cdu-Csu) e liberali. Restano i liberali tedeschi che così commentano:”La scorsa legislatura è stata la prima in cui i Liberali non sono stati presenti in Parlamento, e sarà anche l’ultima”, ha detto il leader dei Liberali Chrstian Lindner, alla sede dell’FDP, parlando alla folla esultante dei suoi colleghi di partito e degli elettori Verdi.”Non potete costringere i Vedi e noi a fare una coalizione solo perché la Spd si tira indietro”, ha aggiunto Wolfgang Kubicki, vice leader dei liberali della Fdp in Germania. La Germania somiglia molto più al Nord Italia che al Centro e al Sud per l’economia industriale e commerciale che esporta all’estero molto di ciò che produce. Inoltre la Germania ha più elevati salari, stipendi e servizi ai cittadini meno sudditi degli italiani verso lo Stato centrale molto federale, viceversa da noi dove anche le regioni del Nord trattano spesso il cittadino suddito con servizi tradizionali e con poca trasparenza nonché con tangentopoli e parentopoli diffuse sempre più quasi come al centro sud. La Germania ha dato l’autonomia alle regioni anche sulla giustizia e la scuola, servizi sociali da noi ancora molto accentrate a Roma, che dà ai poveri sottraendo ricchezza, con le tasse, ai meno poveri del Nord soprattutto, dove nasce e si alimenta la Lega ed anche il PD, che non è come quello centromeridionale più renziano. Nella società italiana, al Sud più del Centro e del Nord, lo dicono i nostro giovani che emigrano in massa per lavoro a Londra ed altrove, manca la meritocrazia. Là, all’estero, invece, viene toccata quasi con mano, mentre in Italia si scoprono decine di concorsi universitari truccati dall’antico fenomeno di parentopoli che annovera anche un ex ministro. L’ascensore sociale attivo negli anni del boom economico si è bloccato nonostante la ripresa economica tanto sbandierata dalla Governance attuale, che tace sul fatto che centinaia di migliaia del milione di nuovi assunti, sono precari della scuola da 3 ed oltre anni, immessi in ruolo da poco tempo. La suola italiana comunque avrebbe bisogno di essere messa in grado di svolgere un servizio più efficiente e meglio rispondente alle aspettative dei genitori, non del passato dell’Italia analfabeta, ma di quella attuale, del 2017 d. C.. In Italia esiste oltre il 65% del patrimonio culturale mondiale. Tale patrimonio con tanti giacimenti culturali disseminati dappertutto sul territorio italiano. I nostri musei spesso hanno orari che rispondono più a logiche impiegatizie dei dipendenti che alla necessaria risposta ad un sevizio turistico efficiente e di qualità. Anche le nostre Università hanno un orario di servizio più per impiegati che per l’offerta reale d’istruzione non provinciale e con scarsa presenza di professori e studenti stranieri, che preferiscono andare altrove a studiare. I nostri emigrati e studenti all’estero brillano per la meritocrazia, da noi sono, invece, resi opachi dalla burocrazia ottusa che, purtroppo, abbonda nel sistema pubblico italiano, che necessità, invece, di essere ammodernato, sprovincializzato e verificato periodicamente dal cittadino-utente del servizio reso, non più come suddito di sua maestà la burocrazia. La Germania ha solo il 3% di disoccupati contro oltre 11% dell’Italia dove esporta 7 miliardi in più di merci che importa. In Italia crescono i poveri, anche i finti poveri, nonostante i dati statistici della crescita, sbandierati ad ogni convention di partito di Governo, che non sembra sappia affrontare di petto la disoccupazione giovanile reale, la mancanza di accesso al credito dei giovani studenti universitari, la burocrazia degli Uffici Pubblici (per rinnovare un passaporto occorre più di un mese e il cittadino paga già 100 euro per il servizio lentissimo), mancanza di trasparenza reale all’Inps ed altri Enti assistenziali e previdenziali; Sindacati che rinnovano le rappresentanze o se stessi solo dopo 10 e non più 5 anni e non ridistribuiscono l’eccesso di bilancio annuale agli associati, come negli USA; Governance regionali iperstipendiate e con ancora una miriade di aziende parastatali e pararegionali che pagano i dipendenti profumatamente e chiudono tutte in rosso i bilanci; una scuola che l’OCSE stima scadente a livello internazionale ed ancora di più le Università nostrane, comprese quelle del Nord Italia e del Veneto in particolare i cui leader politici si autoproclamano “er più” in continuazione, dimostrando di essere provinciali più degli altri e poi L. Zaia viene richiamato dal diritto di un cittadino che governa di coltivare mais ogm, che l’U.E., giustamente consente e per lo stesso principio di precauzione scientifica, che ora Zaia ha imparato ad usare, per i valori più bassi di quelli nazionali di inquinanti dell’acqua potabile. Le elezioni politiche italiane del 2013 videro un consenso alla coalizione di centrosinistra guidata dal Pd di Bersani del 29,54% (25,42% il solo Pd) alla Camera e del 31,60% (27,43% il solo Pd) al Senato. L’altra coalizione di centrodestra, guidata dal Pdl di Berlusconi, ebbe il 29,213% (21,56% il solo Pdl,Popolo delle Libertà)alla Camera e il 30,66% (il 22,30%il solo Pdl) al Senato, i Grilli ebbero rispettivamente alla Camera e al Senato il 25,55% e il 23,79%. La Lega Nord ottenne il 4,08% alla Camera e il 4,33% al Senato, voti che erano quasi esclusivi delle regioni del Nord Italia ed in particolare Lombardia e Veneto dove alle regionali scorse hanno aumentato i consensi. Peccato che i verdi italiani non superano il 3% sia pure come i pomodori dalla andrettiana definizione: verdi prima e rossi poi (alle scorse elezioni erano intruppati da Vendola con il suo Sel). In Germania Verdi e Liberali hanno percentuali significative, in Italia i Liberali sono scomparsi e quei pochi se li dividono tra Pd e berlusconiani, Berlusconi stesso si definiva operaio, cioè che opera. Attualmente, secondo i sondaggi del Cattaneo , i risultati mettono in chiaro che “i giochi in vista delle politiche sono ancora aperti e nessuno ha la vittoria in tasca“: “Lo scenario nazionale”, si legge, “è attualmente caratterizzato dalle spinte centrifughe alla disgregazione dell’offerta politica, mentre a livello locale prevalgono le pressioni maggioritarie alla formazione di coalizioni ampie e inclusive” creando un bipolarismo municipale. Di certo, prosegue il Cattaneo, “la convivenza tra questi due sistemi è destinata a produrre tensioni e frizioni all’interno delle principali coalizioni, ma ad oggi non sappiamo quale spinta (nazionale-disgregante o locale-aggregante) finirà per prevalere. Molto, ovviamente, dipenderà dalle regole elettorali e dalle interpretazioni che di esse daranno gli attori politici”. Due partiti posti agli estremi del treno del ribellismo fiscale, Lega Nord e Grillini, stanno determinando nuovi scenari politici italiani. Entrambi però sono o potrebbero guidare coalizioni più ampie rappresentati da giovani rampolli della fannulloneria, tipica italiana, entrambi senza aver mai lavorato né studiato oltre la scuola media superiore. Non sono affatto rappresentati bene gli elettori grillini e leghisti che ascoltano i messaggi che parlano alla loro pancia molle come già i classici latini e greci rilevavano. Nulla di nuovo sotto il sole del teatro politico italiano, quello tedesco, invece, appare foriero di nuove maggioranze con liberali e verdi, che non sono colorati in rosso, come da noi, e con estremisti colti alla guida dei nazionalisti e non più come Hitler che parlava alla pancia (ogni riferimento non è del tutto casuale) dei tedeschi industrializzati e semicolti degli anni Trenta, come lo erano un po’ anche le regioni italiane prima del 2008 con la Lega Nord, che continua a parlare ancora alla pancia con linguaggio massimalista salviniano seguito dall’apparente efficientismo del Veneto zaiano, mentre i maroniani lombardi pare che prendano le dovute distanze preferendo messaggi meno stomachevoli. Adesso si va al referendum in Veneto per chiedere cose scontate, ma a tutti non solo ai Veneti Leghisti, rappresentati da gente, compresi i grillini, che usa lo stesso linguaggio stomachevole, ignorando la Storia, la Geografia e soprattutto l’Antropologia: non esistono i veneti, da almeno 2400 anni, ma solo cittadini residenti in un territorio (circa 5 milioni di abitanti su 18 mila kmq) amministrato dall’Ente Locale dello Stato Italia, qua dal 1866, che si chiama Regione Veneto. Zaia ed esponenti grillini, alcuni del Pd, ecc. mostrano di conoscere solo il linguaggio rivolto alla pancia degli elettori potenziali, che non saranno molto oltre la metà che gli diranno il si scontato al referendum, molti non andranno a votare ad iniziare dal 10% di immigrati, sbeffeggiati da Salvini.