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Ambiente. Le fumarole tossiche di Santa Maria Capua Vetere

Risalgono a più di un mese fa le segnalazioni di fumarole maleodoranti avvistate al lato sud di S. Maria C. V. zona Regi Lagni. Per un po’ i fumi ed i male odori sono state mascherati dagli abbruciamenti delle sterpaglie lungo i laterali della provinciale per Napoli. A seguito di queste segnalazioni si sono recati sul posto sia personale del nostro comune, della protezione civile, dell’Arpac e dei Vigili del Fuoco. Pur se la zona ricade nel comune di S. Maria C. V., trovandosi nel rispetto del Consorzio Generale del bacino inferiore del Volturno, è stato deciso che fosse quest’ultimo a dover intervenire, coprendo con 200 mc di terreno le zone che emettevano esalazioni. 
Ci chiediamo in base a quale criterio sia stata presa questa decisione, certamente in fase di emergenza, ma sicuramente prendendo il problema molto alla leggera. Visto che a tutt’oggi sono ancora attive e visibili queste fumarole.

A pochi giorni dell’ intervento tampone in emergenza, come annunciato dal Comune sulla stampa locale,( Cronache di Caserta del 13/08/2015), abbiamo voluto renderci conto di persona se questa decisione presa avesse sortito il suo effetto e se era stato realizzato con tutti i crismi previsti in queste situazioni. 
A tal proposito una rappresentanza di cittadini, tra cui alcuni componenti del MeetUp Santa Maria Capua Vetere a 5 Stelle e del gruppo UNITI PER ESISTERE ha effettuato un sopralluogo trovando una situazione paradossale: un’area provvisoriamente delimitata, ingenti quantità di rifiuti di ogni genere – plastiche di ogni genere, carcasse di autoveicoli abbandonati, pneumatici fuori uso, residui di cantiere edili, secchi di vernice, ecc – sversati ai lati della strada e sulle rive del canale cioè all’interno del canale stesso, che ne ostacolano il normale defluire delle acque, a tratti nascosti da sterpaglie che rendono testimonianza del tempo trascorso dall’ultima manutenzione e pulizia effettuata. 
In alcuni tratti non terreno ma masse di materiali di riporto da cantieri edili, ben riconoscibili in quanto non compattate, a tentare di ricoprire i rifiuti precedentemente sversati, dove in diversi tratti continuano ad innalzarsi colonne di fiamme e fumi male odoranti, dal pungente odore di plastica bruciata. 
Si tratta sicuramente di combustione di rifiuti a bassa temperatura con la conseguente formazione di diossina rilasciata nell’aria che respiriamo. 
A conclusione del sopralluogo il gruppo si è posto le domande: come e da chi è stata valutata la situazione venutasi a creare un paio di mesi fa? Da chi è stato deciso di ricoprire con nuova terra le masse di rifiuti già precedentemente sversati? Chi ha effettuato il regolare controllo, visto che l’opera di urgenza non si è rivelata minimante efficace? Da quanto tempo non viene effettuata la manutenzione ordinaria del canale? E’ possibile lasciare un’area di tali proporzioni con minime delimitazioni, evidentemente senza alcun presidio di controllo? E ci chiediamo altresì in tutto questo la salute dei cittadini a che posto viene messa?