Crea sito

POMPEI (Na) Lettera aperta al Vescovo di Pompei sul Gay Pride

(Caserta24ore – Rete Pro Vita e Famiglia Campania) POMPEI (Na) A Sua Eccellenza Reverendissima il Vescovo di Pompei Mons. Caputo. Eccellenza, è con viva gioia che accogliamo finalmente la Sua dichiarazione di questi giorni in merito al Gay Pride che si svolgerà il 30 giugno dinnanzi al Santuario di Maria Santissima a Pompei. Ma riteniamo siano dovute ed importanti alcune precisazioni, da parte della nostra Rete Pro Vita e Famiglia, sulle nostre opinioni a riguardo. Come Lei ci ricorda e come la Santa Chiesa ci insegna, tutti noi dobbiamo accogliere con rispetto, compassione, e delicatezza le persone che hanno tendenze omosessuali. E per questo tali persone non debbono subìre nessuna ingiusta discriminazione (Catechismo della Chiesa Cattolica, 2358). Questa è la dottrina cattolica, espressa dal Catechismo, e ad essa ci atteniamo scrupolosamente.Ma il rispetto pretende il rispetto e la libertà di espressione deve fermarsi dinnanzi alla libertà altrui.Perché una manifestazione come un gaypride (orgoglio gay) o con altro nome, che sfili dinnanzi al Santuario di Pompei inneggiando determinate ideologie ed eresie contrarie alla Fede, alla Tradizione ed alla dottrina cattolica, con sfilate notoriamente sfacciate dove si esibiscono nudità, blasfemie e volgarità, noi troviamo che sia di una prepotenza e di una violenza insopportabili che si pretendono di imporre alla Chiesa ed ai fedeli cattolici.Perché tali manifestazioni, oltre le volgarità e le blasfemie, pretendono di imporre determinate ideologie ed eresie, che noi non intendiamo e non possiamo subire e tollerare. Per questo, come Lei ci insegna, Eccellenza, siccome la fede cattolica deve essere accettata totalmente, nel supremo rispetto del Vangelo, della Tradizione e della Dottrina bimillenaria della Santa Chiesa, laddove altrimenti si cade in eresia, noi non intendiamo e non possiamo accettare simili eresie e blasfemie.Nostro Signore Gesù Cristo, che non venne a cancellare l’Antico Testamento, ma a perfezionarlo (Matteo 5,17-20), ci insegnò, senza giudicare ipocritamente, ad ubbidire alla Legge divina (MT 7,21).Conseguentemente San Paolo non si stancò mai di ribadire la dottrina su simili argomenti (Rm 1, 26-32, 1 Cor. 6,9-10, 1 Tm. 1,9) e con lui i Padri, i Dottori della Santa Chiesa ed essa stessa in tutti i secoli successivi. Fino a Sua Santità Papa Francesco, che ha ribadito come la famiglia sia solo quella costituita da un uomo ed una donna.Pertanto, fermo il massimo rispetto, la sincera compassione e la massima delicatezza verso gli omosessuali e verso qualsiasi altra persona che abbia tendenze sessuali intrinsecamente disordinate, ribadendo che tali persone non debbano mai e poi mai subire nessuna ingiusta discriminazione, alla luce della dottrina cattolica, del diritto naturale, dell’antropologia e della biologia umana, che sono espressioni della volontà e del disegno di Dio, ribadiamo fermamente che respingiamo in modo fermo ed assoluto qualsiasi ideologia che pretende di negare la natura e la biologia umana, l’antropologia e soprattutto il diritto naturale, così come rivelato da Nostro Signore Gesù Cristo e tramandato con la dottrina bimillenaria della sua Santa Chiesa.Ovvero ci opponiamo e respingiamo in modo fermo ed assoluto qualunque ideologia

che voglia negare e respingere:- la differenza dei sessi e la loro complementarità, usando teorie false e distorte come il cosiddetto gender, negando la natura umana ed il progetto di Dio; – il matrimonio, basato sulla natura umana e la complementarità dei due sessi, consacrato con il sacramento voluto da Dio e riconosciuto dall’istituzione giuridica come la sola “società naturale”; – la verità biologica e naturale delle figure indispensabili della madre e del padre, declassandoli ideologicamente a “stereotipi”, e negando conseguentemente
ai bambini il bisogno e la necessità di averne per essere allevati ed educati da loro in modo sano e naturale (e non generati attraverso mostruosità a pagamento come gli uteri in affitto e simili pratiche egoiste);
– negare che i minori siano soggetti delicatissimi e che per questo che non debbono mai subire abusi psicologici e sessuali, vittime di pedofili e pederasti. Allo stesso modo ci opponiamo in modo fermo ed assoluto a qualsiasi ideologia omosessualista che pretenderebbe, attraverso il potere politico, economico, finanziario, comunicativo, di influenzare i cittadini, per normalizzare le loro ideologie e imporle all’intera società, rovesciando la naturale eterosessualità a discapito del disordine sessuale ed emarginando e perseguitando i dissidenti e gli oppositori.
Parallelamente ed allo stesso modo ci opponiamo in modo fermo ed assoluto a qualsiasi eresia omosessualista che pretenderebbe, sempre attraverso il potere politico, economico, finanziario, comunicativo, di imporsi alla Santa Chiesa cattolica ed ai fedeli tutti, chierici e laici, al fine di negare e stravolgere: il disegno divino sulla differenza e sulla natura fra uomo e donna, la loro complementarietà; il sacramento dell’unico matrimonio possibile, quello fra uomo e donna; la missione dell’unica possibile procreazione o adozione,
dell’allevamento ed educazione della prole, ovvero esclusivamente quella in una coppia composta da uomo e donna, in un modo sano, naturale e cristiano; la necessità assoluta della condizione di purezza dal peccato per potersi accostare alla Santissima Eucaristia ed agli altri Sacramenti. Per tutti questi motivi, Eccellenza Reverendissima, noi siamo contrari a tali ideologie ed eresie e per tali ragioni siano restati esterefatti del perchè mai sia stato permesso, nella città di Pompei, che dinnanzi al Santuario di Maria, potesse sfilare un corteo che inneggi a tali ideologie ed eresie, sapendo quando ben noti sono, purtroppo, simili cortei per le loro oscenità, nudità e blasfemie, volgari e dissacratorie.Sappiamo per certo, Eccellenza Reverendissima, che la maggior parte delle persone con tendenze omosessuali e/o con tendenze sessuali intrinsecamente disordinate, sono concordi con noi nel respingere queste “manifestazioni”, che invece di aiutare la società a rendersi conto delle diversità di queste persone ed imparare a trattarle, senza discriminazioni, ma con il rispetto, la compassione e la delicatezza che a loro dobbiamo, scatenano solo ostilità ed intolleranza. Siamo addolorati invece nel temere, come il Cardinale Gerhard Müller ha recentemente dichiarato, che ci siano troppi “Fedeli traditi e abbandonati dai pastori” o che addirittura possano esistere “vescovi che non conoscono più la fede”. Ma noi siamo certi della Sua Fede, Eccellenza Reverendissima, e che anche Lei, come noi, non si vergogna di rispettare e seguire la Fede cristiana e la dottrina
bimillenaria della Santa Chiesa. Perchè, come ci disse Nostro Signore Gesù Cristo: “Chi si vergognerà di me e delle mie parole davanti a questa generazione adultera e peccatrice, anche il Figlio dell’uomo si vergognerà di lui, quando verrà nella gloria del Padre suo con gli angeli santi»” (MC 8,38). Perché altrimenti saremmo sconcertati nel vedere che un Vescovo, invece di chiedere pentimento e conversione, invece di difendere un luogo sacro come il Santuario di Maria Santissima, “auspichi” rispetto e decoro, invece di pretenderlo. Quasi a scusarsi di essere un Vescovo ed un cristiano. Pompei, 29 giugno 2018, giorno dei Santissimi Apostoli Pietro e Paolo.