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Anche a Caserta mobilitazione in solidarietà del popolo greco.

teatrogrecoE’ significativamente intitolato “Su la testa!” il presidio in solidarietà con il popolo greco che si terrà a Caserta, venerdì 3 luglio, alle ore 19 nella centrale Piazza Dante. Ad organizzarlo, questa volta, singole persone riunite in un provvisorio “comitato 5 luglio”, data in cui la Grecia è chiamata a rispondere si o no all’ultimatum dell’ex troika. L’iniziativa, lanciata sui social network vedrà l’adesione di movimenti, associazioni, comitati, sindacati e partiti.

Nel volantino, che sarà distribuito durante la manifestazione, i promotori sottolineano come “la mobilitazione in Italia ed in Europa di questi giorni non è solo una testimonianza di solidarietà e di vicinanza al popolo ed al governo greco ma serve anche a chiedere, con forza e determinazione, ai Governi dei diversi Paesi di intervenire affinché le Istituzioni riprendano la trattativa con la Grecia sulla base del responso delle urne. Perché dal 6 luglio in poi saranno i Governi europei a decidere se l’Europa deve continuare ad essere un feudo delle banche, in particolare di quelle tedesche, o può diventare l’Europa dei popoli, della dignità e della giustizia sociale”.

Al centro della manifestazione un forte atto di accusa alle Istituzioni Europee: “C’è un nodo di fondo, che, allo stesso tempo provoca ingiustizia e indebolisce l’economia europea ed è il meccanismo di finanziamento del debito pubblico: le banche private ricevono denaro dalla BCE a tassi vicini allo zero e comprano titoli del debito pubblico degli Stati a tassi da usura. L’Italia paga ogni anno, solo di interessi, 80 miliardi di euro, mentre se fosse la Banca Centrale a finanziare il nostro debito pubblico, come succede in qualsiasi altro sistema monetario, nazionale o federale che sia, ne pagherebbe non più di 4: con gli altri 76 miliardi (e sono tanti!) si potrebbe assicurare a tutti i cittadini sanità, scuola, trasporti e servizi pubblici di primordine, pensioni degne di questo nome e anche il reddito di cittadinanza per i disoccupati. E invece questi soldi finiscono nelle casse delle banche, in primo luogo delle banche tedesche”.
Tra gli organizzatori circola la barzelletta, rivista e corretta, del contadino che, volendo risparmiare la biada, aveva deciso di insegnare all’asino a digiunare. Alla fine l’asino morì e il padrone, dispiaciuto, sospirò: “proprio adesso che aveva imparato a non mangiare!”. Gli economisti della troijka – sostengono gli organizzatori del presidio – comportano come quel padrone. “Ma noi, italiani, greci, spagnoli, europei, conclude un sostenitore di Tsipras ‘con il cuore e con la testa’ – non vogliamo fare la fine dell’asino. Piuttosto andiamo a casa del padrone ed espropriamo la sua biada”.