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Al Signor Presidente della Camera dei Deputati e del Senato

(Previte Francesco Felice) Signor Presidente, onde avviare Provvedimenti e Servizi in materia di Salute Mentale, mi permetto rinnovare, già inoltrata per l’ennesima volta, Petizione ai sensi dell’art. 50 della Costituzione,( A.R. n. 118833963-8 Senato della Repubblica e n.11883396964-9 Camera dei Deputati del 20 marzo 2018 ) ritenendo precipua la promozione di una urgente legge-quadro nazionale di riforma dell’assistenza psichiatrica ed atta al supporto delle politiche Sanitarie-Economico-Sociali di sostegno alle famiglie che hanno la disavventura di avere nel proprio nucleo familiare parenti soggetti a disturbi di natura psichica e di quasi certa cronicità.
a.) Le perplessità che hanno sempre accompagnato la nostra Associazione fin dal lontano 1994 sulla chiusura degli Ospedali Psichiatrici – normali o giudiziari – (vedere SIR Agenzia della CEI n. 36 pag. 6 del 13/05/1994) ci inducono ancora oggi a pensare quale sorte amara abbiano subito questi “malati” e quali interventi terapeutici-normativi abbiano usufruito quelli esclusi dai “benefici” della legge 180/1968.
b.) Malgrado uno scrupoloso screening effettuato per la dismissione ed i criteri adottati dai vari Progetti-Obiettivi per la prevenzione, cura, riabilitazione della disabilità mentale, ancora oggi non si riscontrano adeguati positivi risultati.

Le cronache quotidiane ci portano a conoscere tragedie, fatti e folli avvenimenti che avvengono nel nostro Paese a causa di quanti soffrono di affezioni mentali.
Le famiglie sono in difficoltà per il reperimento dei Servizi cui accedere per i provvedimenti diagnostici di cure e terapie, difficoltà che sfociano spesso nella disperazione od in scelte sbagliate.
b.) Anche se la XII Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati è rimasta “ferma” dall’aprile 2004 sull’esame del Testo Unificato di riforma dell’assistenza psichiatrica e la fine della XIV Legislatura senza aver provveduto ad adottare una legge-quadro nazionale, tutto ciò ci pone nella condizione di esprimere tutto il dissenso, il rammarico e la protesta alta, chiara e forte per il disinteresse ed il silenzio su questa “problematica” per la carenza di provvedimenti legislativi atti ad adeguare strutture volte alla cura dei “malati”.
c.) L’avvento della devolution, del decentramento, del federalismo, che reputiamo essere più vicina ai cittadini, recante “Modifiche alla Parte II della Costituzione” ha portato ad affidare alle Regioni, in base all’art. 117 della Costituzione Italiana, l’assistenza sanitaria ed ospedaliera “nei limiti dei principi fondamentali stabiliti dalle leggi dello Stato”, allontanando dalla realtà quotidiana la malattia mentale. Quindi nel contesto della regionalizzazione la legge-quadro nazionale da noi invocata è intesa in maniera che le singole Regioni possano indirizzarsi in modo omogeneo all’emanazione delle norme legislative, in materia di salute mentale, non in contrasto con l’interesse nazionale e con meccanismi di perequazione per migliorare le qualità dei Servizi uguali in tutte le Regioni, garantendo sicurezza ai cittadini e la tutela della salute dei sofferenti, cittadini che necessitano ed abbisognano la promozione della loro dignità e dei loro diritti.
d.) Con finalità pastorali etico-sociali dai Vescovi, dalla Sede Apostolica con il S. Padre Giovanni Paolo II, da Papa Ratzingher, da Papa Francesco 1°con coraggio e chiarezza, sono venute parole di richiamo all’incremento d’interventi verso questa grave ed urgente patologia affinché “non venga meno lo spirito di solidarietà” là “dove in molti Paesi non esiste ancora una legislazione in materia ed in altri manca una politica definita per la salute mentale”, dove particolare attenzione meritano, ha aggiunto il S. Padre “i molti casi di sofferenza e di malattia psichica, anche per non lasciare senza aiuti adeguati le famiglie che non di rado si trovano a fronteggiare situazioni assai difficili” (dal Messaggio del 16 dicembre 2005 di Sua Santità Benedetto XVI per la Giornata Mondiale del Malato celebrata l’11 febbraio 2006).Per le complesse problematiche attinenti alla cura della salute dei cittadini e per il superiore principio della centralità della persona-malata, ancora una volta esprimo, in poco, la nostra viva riconoscenza per le parole di sostegno, di denuncia e di impegno rivolte alla comunità internazionale e nazionale dai Vescovi e da Papa Ratzingher ed un invito ad operare con modalità prioritarie e propositive per un radicale cambiamento legislativo ed istituzionale.
Signor Presidente, occorre fermare il progetto di umanesimo varato dalla legge 180/1978 priva del Regolamento d’Applicazione, la quale non ha predisposto strutture consone alla prevenzione, cura, reinserimento sociale del “malato”, determinando il passaggio dal concetto custodialistico a quello terapeutico e ad un problema sociale dove il “paziente” è stato assimilato all’emarginato, all’anziano non autosufficiente con tutte le lacune che da ben 28 anni lascia l’assistenza psichiatrica in balia di ambiguità.Sono impellenti Servizi specifici e cure in strutture adeguate, con una legge-quadro nazionale di riordino dell’assistenza psichiatrica. La nostra iniziativa, non ultima, anche se a volte può essere ritenuta “insistente”, ha lo scopo di mirare alla promozione della condizione della vita umana, più volte richiamata dalle Istituzioni, e della dignità sia dei singoli “malati”, come del contesto familiare in cui “vivono”, compreso la famiglia in generale, cellula primaria della nostra società.
Conoscendo la Sua sensibilità verso i problemi sociali, Le chiedo cortesemente di esaminare benevolmente questa richiesta onde avviare l’iter necessario ed utile al fine di concretizzare questo urgente e grave problema sociale che investe anche la pubblica opinione. In attesa, La ringrazio di cuore e porgo deferenti ossequi.
E con le sagge parole del Santo Giovanni Paolo II° :” Andiamo avanti con speranza !”