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Il Molise al voto

(Giuseppe Pace) Esiste oppure non esiste il Molise sulla scienza nazionale italiana? Esiste eccome in politica. C’è da alcuni anni un filone saggistico che afferma che il Molise non esiste, ma la realtà è diversa. Esiste eccome anche se piccolo. Il Molise a differenza della vicina Campania ad esempio ha migliori servizi sanitari, imprenditoriali e scolastici. Ma ha anche tante altri aspetti meno buoni. Scrivere dalla patria di Tito Livio di cose e persone dell’antico Sannio, che tanto il patavino scrittore annotò, fa una certa impressione. Il Molise di oggi e quello dei Sanniti dell’altro ieri. Il nostro piccolo partito, in Molise, forse avrebbe molti simpatizzanti poiché la popolazione è anziana e i pensionati abbondano. I loro figli e nipoti vivono altrove poiché in Molise non hanno trovato lavoro, soprattutto, negli ultimi decenni, i tanti laureati, anche dell’Università locale, che vedevano bloccato localmente l’ascensore sociale, riservato ai figli e galoppini politici del sistema dei partiti. Anni fa ho conosciuto, ad Isernia, Lello Lombardi, Senatore di Forze Nuove, corrente di sinistra della D. C. capeggiata da D. Catten. Ero con un suo consigliere comunale di Campobasso. Il cordiale Senatore mi disse che in Parlamento gli onorevoli, soprattutto del Veneto, conoscevano bene i colleghi molisani perché litigavano spesso ad alta voce. Egli, come altri, avevano un elenco dei propri iscritti e simpatizzanti molisani di tutti i 136 comuni che curava doviziosamente. Ma se questa è la Democrazia di 20 secoli dopo quella di Roma caput mundi, non siamo messi bene. Il voto di scambio alimenterebbe il sistema della necessità di crescita di consenso dei vari partiti grandi e piccoli. Il nostro partito, ad esempio, non trova alleati perché snobbato per essere rimasto piccolo. Ma lo abbiamo fatto per non cadere nel sistema del voto di scambio che per le zone ad economia non avanzata è micidiale in quanto blocca l’ascensore sociale ed avviluppa la società che non si sviluppa bene. Nel Molise e non soltanto ciò è possibile, ma qualcuno lo deve pur dire, viceversa i vari cronisti riportano dai mass media solo i fatti e le persone mediacri poiché funzionali alla partitocrazia imperante con gruppi dai gomiti taglienti per sgomitare soprattutto nell’approssimarsi della tornata elettorale. Questa del 4 marzo c.a. si appresta ad essere consumata più sibillinamente delle altre perché spariscono personaggi del recente passato. Ma essa farà esprimere le migliori menti del piccolo Molise che andranno in Parlamento? Tutti lo sperano, ma non soltanto per il Molise, che volle staccarsi dal grande Abruzzo per salvaguardare meglio le peculiarità territoriali e sociali. Si candiderà Antonio Di Pietro oppure non lo faranno candidare i corregionali per l’ingombrante pressione di altri sui piccoli-grandi interessi tessuti ad arte in questi anni? Eppure lo meriterebbe, ma forse la Governance regionale, prossima, gli si addice meglio? Le formazioni politiche che presenteranno le liste si danno le ultime sgomitate per escludere chi ha gomiti più dolci. Gli uffici della Corte d’Appello di Campobasso sono aperti, fino a ora e data predeterminata per legge, per la ricezione delle candidature al nostro Parlamento. Voci e rumors hanno caratterizzato l’intera fase prima delle liste per l’elezioni. Questo un quadro, che i mass media locali riportano, il più completo possibile vista l’altalena di voci e smentite, di partiti e competitor che ai nastri di partenza si presentano oggi. Civica popolare. La lista di moderati alleati col Pd di Matteo Renzi, nata dalla scissione di Alternativa popolare e messa su dalla ministra della Salute Lorenzin, in Molise, fa riferimento all’assessore alle Infrastrutture Pierpaolo Nagni che in giornata curerà direttamente il deposito in Corte d’Appello. I candidati. Corrono sul listino plurinominale della Camera l’assessore comunale di Campobasso allo Sviluppo Salvatore Colagiovanni e Giovanna Palermo Di Meo (ha gestito la liquidazione dell’azienda Oti). Al Senato, invece, sempre per la quota proporzionale sarà in corsa l’ex senatore Alfredo D’Ambrosio. Insieme. Si chiama così il raggruppamento che fa perno su Psi, Verdi e Area civica anch’esso collegato al Pd di Renzi (chiude l’alleanza a quattro la formazione di Bonino e Centro democratico +Europa). «In Molise – spiega il segretario socialista Marcello Miniscalco – toccava al Pd indicare i nomi per i collegi maggioritari. Noi siamo stati consultati e abbiamo dato un parere, ma toccava a loro. Abbiamo, però, costruito una buona squadra per il proporzionale». I candidati. In corsa per Montecitorio per Insieme ci saranno Annadea Di Ciocco e Matteo D’Errico. Per Palazzo Madama, invece, il medico Ernesto La Vecchia. Supplente, Daniele Saia. Noi per l’Italia. Sull’altro versante, la cosiddetta quarta gamba alleata di Berlusconi è formata da Noi con l’Italia di Fitto e Lupi, dall’Udc di Cesa e da Idea di Quagliariello. Al maggioritario del Senato, in Molise, la quarta gamba schiera Michele Iorio. Per la quota proporzionale è presente con proprie liste. I nomi non sono ancora ufficiali, ma la rosa è attendibile così come la collocazione. I candidati. Al Senato, nel collegio plurinominale Molise, dovrebbe correre l’ex consigliere regionale Antonio D’Aimmo. Figlio dell’onorevole Florindo, è stato esponente della maggioranza di Iorio. Alla Camera, invece, il capolista sarebbe andato all’Udc. E il nome, indicato dagli uomini di Cesa e da Maurizio Tiberio, coordinatore regionale di Idea, è quello di Teresio Di Pietro. Insieme a lui, molto probabilmente, Marialaura Cancellario (consigliera comunale di Campobasso del centrodestra). La situazione, però, è ancora in evoluzione. E i rumors accreditano anche il nome dell’ex consigliere regionale ed ex presidente del Campobasso calcio Adelmo Berardo. Noi con Salvini. Secondo voci insistenti, la Lega di Salvini in Molise alla fine potrebbe spuntare il collegio uninominale di Campobasso per la Camera. Inizialmente dato in quota a Fratelli d’Italia, tuttavia indiscrezioni autorevoli che arrivano da Roma prevedono un riequilibrio dell’ultimo minuto in favore dei salviniani. Non è escluso, anzi l’ipotesi si è fatta strada, che qualche big della Lega possa essere paracadutato nel collegio Campobasso-Termoli. I candidati. Per la quota proporzionale, il coordinatore regionale spiega che tutto è in evoluzione, i nominativi indicati sono al vaglio del nazionale che deve comporre il puzzle rispettando il 40% di presenza femminile. Molto probabilmente, il partito della Meloni non avrà candidati sul maggioritario. Nella suddivisione interna, infatti, a FdI tocca quello per la Camera Campobasso-Termoli. Sulla rampa di lancio, anche perché l’uomo più rappresentativo, c’era il coordinatore Filoteo Di Sandro che però è più forte nella provincia pentra. Senato o uninominale Isernia: queste le ipotesi a cui puntava FdI, ma ha dovuto cedere a Forza Italia e quarta gamba. Una cessione non certo amichevole, anzi pare che Di Sandro abbia aperto un fronte serio in questi giorni con Roma e con la coalizione. Ma tant’è. Il collegio, dunque, al 99% è finito alla Lega con Romagnuolo candidata. I candidati. Per la quota proporzionale, alla Camera correranno Franco Baccari e Giuseppina Rutigliano. Forza Italia. Questi nomi, in realtà, sono già noti. Capolista alla Camera per il collegio plurinominale è Annaelsa Tartaglione, con lei corre pure Nicola Cavaliere. Candidato al Senato nella quota proporzionale, Nunzio Luciano. LeU. Anche in questo caso, la griglia è conosciuta. Il rettore Unimol Gianmaria Palmieri è candidato al Senato sul proporzionale, nel maggioritario c’è Michele Durante, presidente del Consiglio comunale di Campobasso. Danilo Leva, deputato e leader molisano di Mdp, corre nell’uninominale Camera Isernia (e in Abruzzo). Nel maggioritario Campobasso-Termoli, Oreste Campopiano. Al proporzionale, Nicola Occhionero e Giusy Palumbo. Chissà i cittadini di Bojano (CB) se voteranno i partiti che non aprono completamente le porte e le finestre ai poveri immigrati, che là sono giunti in molti e passeggiano per le strade tra un pasto e l’altro anche per digerire bene. Il turismo nel Molise stenta a crescere nonostante si spendono e spandono non pochi contributi pubblici. Le aree di crisi occupazionale sono tante come nell’alta valle del Biferno, dove si concedono forti agevolazioni a investitori del settentrione, senza sufficienti garanzie occupazionali. I nomi e i cognomi sono noti dei possibili candidati, ma mancano personalità di riconosciuta esperienza politica come Antonio Di Pietro, che è più noto ed apprezzato fuori che dentro il Molise.